Il tribunale di sorveglianza di Torino ha rigettato la richiesta di differimento della pena per grazia presentata dalla difesa di Mario Roggero, il gioielliere di Grosso di Montaldo Mondovì, nel Cuneese, condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante l’assalto al suo negozio nell’aprile del 2021. Il 72enne, attualmente detenuto nel carcere di Bollate, aveva chiesto attraverso il suo legale Stefano Marcolini una sospensione dell’esecuzione della pena in attesa della decisione del Presidente della Repubblica sulla richiesta di grazia.
Sottolineando che il differimento della pena previsto quando è stata presentata una domanda di grazia è “un’ipotesi residuale con pochissimi precedenti giurisprudenziali”, il tribunale di Sorveglianza torinese evidenzia, poi, che per concederlo sarebbe necessario un ‘fumus boni iuris’ talmente evidente e incontestabile da suggerire una “quasi irrispettosa intrusione” un intervento della magistratura di sorveglianza in un ambito che costituisce “prerogativa esclusiva del capo dello Stato” . Il tribunale rileva poi che se è esclusa la legittima difesa, dall’altro non si può misurare “con la precisione di un bilancino da farmacista” la reazione di una persona ingiustamente aggredita.
Tuttavia, proprio per queste ragioni “nulla legittima un intervento sospensivo di natura giudiziale” del tribunale per modificare la situazione in modo totale, parziale o condizionata. Infine, il tribunale differimento della pena potrebbe risultare “pregiudizievole” per lo stesso Roggero qualora il capo dello Stato decidesse di concedere una grazia solo parziale: il periodo di pena sospeso non verrebbe sottratto all’ammontare complessivo della pena posticipando i requisiti temporali per accedere ai benefici penitenziari.
La richiesta della difesa di Mario Roggero
L’istanza era stata discussa nell’udienza del 9 settembre davanti al tribunale di sorveglianza di Torino. La difesa aveva chiesto in via principale il differimento della pena, proprio in attesa dell’eventuale provvedimento di grazia da parte del Capo dello Stato. In subordine, il legale aveva richiesto la possibilità della detenzione domiciliare, sempre con l’obiettivo di attendere la decisione sulla domanda di grazia senza la permanenza in carcere. La richiesta, però, non è stata accolta dai giudici torinesi, che hanno quindi confermato la prosecuzione della detenzione per il gioielliere.
La vicenda della rapina nel negozio di Cuneo
La condanna nei confronti di Mario Roggero riguarda i fatti avvenuti nell’aprile 2021, quando tre rapinatori entrarono nella sua gioielleria. Dopo l’assalto, il commerciante inseguì i malviventi all’esterno del negozio e sparò, provocando la morte di due persone e il ferimento di una terza. Il caso ha suscitato negli anni un ampio dibattito pubblico sul tema della legittima difesa, dividendo l’opinione pubblica tra chi ha sostenuto la reazione del gioielliere e chi invece ha sottolineato gli aspetti giudiziari legati all’uso della forza. La vicenda giudiziaria si è conclusa con la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi, pena che Roggero sta ora scontando.
Nuova udienza a Milano il 16 settembre
La partita giudiziaria, tuttavia, non è ancora conclusa. Il prossimo 16 settembre è prevista un’altra udienza davanti al tribunale di sorveglianza di Milano, chiamato a esaminare un’analoga richiesta presentata dalla difesa. L’obiettivo dei legali resta quello di ottenere un provvedimento che consenta a Mario Roggero di attendere fuori dal carcere l’eventuale decisione del Quirinale sulla domanda di grazia.
