“La Sicilia non può e non deve essere abbandonata. Il governo nazionale e la Giunta Schifani ascoltino immediatamente il grido d’allarme di agricoltori e autotrasportatori siciliani, giunti ormai a un punto di non ritorno. Se non si interviene subito, a saltare in modo irreversibile sarà l’intero sistema socio-economico dell’Isola, con ripercussioni inevitabili e drammatiche su tutta l’Italia”. Lo dichiara Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, intervenendo sulla mobilitazione degli agricoltori e degli autotrasportatori siciliani. “I nostri agricoltori – spiega De Luca – pagano da anni le conseguenze di scelte scellerate e penalizzanti assunte nell’ambito degli accordi commerciali internazionali e in sede WTO, che spalancano le porte al mercato estero svuotando il valore dei nostri prodotti e costringendo le aziende a produrre sottocosto. A questa piaga si aggiunge oggi una condizione di insularità che ci sta letteralmente soffocando a causa dell’aumento spropositato dei carburanti, alimentato da intollerabili speculazioni da parte dei colossi petroliferi”.
“Gli ultimi passi mossi da Eni e IP per calmierare i prezzi, unitamente alle prime misure tampone del governo centrale, rappresentano un segnale di attenzione, ma sono insufficienti”, continua il leader di Sud chiama Nord. “Senza interventi strutturali, decisi e immediati sul costo dei carburanti e sui sostegni alla continuità territoriale delle merci, il comparto non può reggere. Esprimo la massima solidarietà e vicinanza agli agricoltori e agli autotrasportatori che hanno deciso di fermare i propri mezzi per difesa del proprio lavoro e della propria dignità. Il governo Schifani smetta di fare orecchie da mercante: la Regione ha il dovere politico e morale di farsi valere a Roma e attivare ogni risorsa utile prima che la crisi diventi irreversibile”, conclude De Luca.
