È scontro sul futuro della rete autostradale siciliana e sulle condizioni di sicurezza delle infrastrutture gestite dal Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS). Al centro del confronto l’audizione svolta in IV Commissione all’Assemblea Regionale Siciliana, convocata per fare chiarezza sulla diffida relativa agli interventi urgenti di mitigazione del rischio richiesti sulla rete autostradale. A sollevare l’allarme è il deputato regionale di Sud chiama Nord Giuseppe Lombardo, che al termine dell’incontro ha parlato di una situazione definita “surreale”, evidenziando il divario tra le opere ritenute necessarie e quelle effettivamente progettate. Secondo quanto riferito dal parlamentare regionale, a fronte di oltre 32 milioni di euro di interventi necessari, il CAS avrebbe oggi disponibilità di progetti per circa 3 milioni di euro, relativi a lavori già avviati.
Il nodo dei 32 milioni di interventi e il problema della progettazione
La questione nasce dalla necessità di intervenire su alcune criticità della rete autostradale siciliana, con particolare riferimento a elementi fondamentali per la sicurezza come barriere di protezione e gallerie. Durante l’audizione in Commissione, secondo quanto dichiarato da Lombardo, sarebbe emerso che il percorso per arrivare ai lavori risulta ancora incompleto, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità dei progetti necessari per ottenere i finanziamenti. “L’audizione di oggi in IV Commissione, convocata anche su mia richiesta per fare chiarezza sulla diffida relativa agli interventi urgenti di mitigazione del rischio sulla rete autostradale gestita dal CAS, è stata a dir poco surreale. Abbiamo appreso dal direttore generale del Consorzio che, rispetto agli oltre 32 milioni di euro di interventi necessari, risultano pronti soltanto progetti per circa 3 milioni, relativi a lavori già in corso. Nel frattempo l’assessore regionale alle Infrastrutture ribadisce che senza progetti non è possibile procedere con il finanziamento. È un cortocircuito istituzionale che non possiamo accettare”, ha dichiarato Giuseppe Lombardo.
Dieci giorni alla scadenza: il nodo della sicurezza degli automobilisti
Uno degli elementi più delicati riguarda la tempistica. Secondo Lombardo, mancherebbero appena dieci giorni alla scadenza indicata dall’ingegnere Placido Migliorino, con ancora molte incognite sull’effettivo avvio degli interventi richiesti. Tra le opere considerate prioritarie ci sono soprattutto quelle riguardanti barriere di sicurezza e gallerie, infrastrutture fondamentali per garantire condizioni adeguate di percorrenza.
“Mancano appena dieci giorni alla scadenza indicata dall’ingegnere Placido Migliorino e ancora non abbiamo certezze sull’avvio degli interventi richiesti, in particolare per quanto riguarda barriere di sicurezza e gallerie. Dopo quella data bisognerà capire chi sarà disposto ad assumersi la responsabilità di consentire la prosecuzione della circolazione qualora non siano state garantite le condizioni richieste. Noi questa responsabilità non intendiamo assumercela: prima di qualsiasi altra considerazione viene la sicurezza degli automobilisti e di quanti ogni giorno percorrono le autostrade siciliane”, ha affermato il deputato regionale.
L’ipotesi trasferimento allo Stato del CAS: “non facciamo processi alle intenzioni”
Nel dibattito entra anche il futuro dello stesso Consorzio per le Autostrade Siciliane. Negli ultimi giorni è stata avanzata pubblicamente l’ipotesi di un commissariamento del CAS e del trasferimento della gestione della rete allo Stato. Un tema che riguarda direttamente uno degli asset infrastrutturali più importanti dell’Isola, con particolare riferimento alla tratta Messina-Catania, una delle principali arterie di collegamento della Sicilia orientale. Lombardo ha chiesto chiarezza sul possibile collegamento tra i ritardi negli interventi e le ipotesi di una diversa gestione della rete.
“C’è poi un ulteriore aspetto sul quale pretendiamo chiarezza. Alla luce delle dichiarazioni e delle ipotesi emerse pubblicamente negli ultimi giorni sul futuro del CAS e sulla possibilità di trasferire la rete allo Stato, ci auguriamo che dietro questi ritardi e queste inadempienze non si stia consumando una partita più grande. Sarebbe gravissimo se l’incapacità di programmare e realizzare gli interventi necessari finisse per diventare il presupposto per restituire allo Stato uno degli asset infrastrutturali più importanti della Regione Siciliana, con particolare riferimento alla Messina-Catania”, ha dichiarato.
“Servono progetti, risorse, cantieri e tempi certi”
Il deputato regionale ha comunque precisato di non voler anticipare conclusioni, chiedendo però una risposta politica chiara al Governo regionale. “Non facciamo processi alle intenzioni e non anticipiamo conclusioni, ma poniamo una domanda politica precisa: questi ritardi sono soltanto il risultato di inefficienze oppure rischiano di preparare il terreno a una diversa gestione della rete autostradale siciliana? È una domanda alla quale il Governo regionale deve rispondere con atti e fatti”, ha aggiunto Lombardo. La richiesta riguarda dunque un’accelerazione concreta: non soltanto rassicurazioni, ma un cronoprogramma definito per arrivare ai cantieri e agli interventi. “Su un punto non arretreremo di un millimetro: la sicurezza degli automobilisti viene prima di tutto. Servono progetti, risorse, cantieri e tempi certi. Non altre rassicurazioni. A dieci giorni dalla scadenza vogliamo risposte e le vogliamo immediatamente”, ha concluso il deputato regionale.
