Artigianato siciliano, la sfida del digitale: crescono le imprese ma mancano le competenze | DATI

In Sicilia crescono le aziende artigiane legate all’innovazione e all’Intelligenza Artificiale, ma quasi una richiesta di assunzione su due riguarda profili difficili da trovare. Virzì: “La carenza di competenze rischia di frenare lo sviluppo delle micro e piccole imprese”

L’artigianato siciliano accelera sulla strada dell’innovazione digitale, ma deve fare i conti con una delle sfide più complesse per il futuro del settore: la difficoltà nel trovare personale qualificato con competenze adeguate alle nuove esigenze del mercato. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Medie e piccole imprese (Mpi) di Confartigianato, che ha fotografato lo stato di salute dell’artigianato nell’Isola evidenziando da un lato la crescita delle imprese capaci di investire nella transizione digitale, dall’altro le difficoltà legate alla disponibilità di figure professionali specializzate.

In Sicilia crescono le imprese artigiane digitali

I dati mostrano un comparto in trasformazione. Nel primo trimestre del 2025 sono 936 le imprese digitali artigiane operative in Sicilia, con una crescita dell’8,9% rispetto allo stesso periodo del 2020. Un incremento che testimonia come anche il mondo delle micro e piccole imprese artigiane stia progressivamente abbracciando nuovi modelli organizzativi e produttivi, puntando su strumenti tecnologici, servizi innovativi e soluzioni legate alla digitalizzazione. La crescita delle aziende che investono nel digitale rappresenta un segnale positivo per il tessuto economico regionale, chiamato sempre più a confrontarsi con un mercato nel quale la capacità di innovare diventa un elemento decisivo per restare competitivi.

Il nodo resta la mancanza di competenze digitali avanzate

Accanto al dato positivo sulla crescita delle imprese digitali emerge però una criticità sempre più evidente: il reperimento delle competenze professionali. Secondo l’analisi di Confartigianato, il 43,8% delle entrate previste dalle imprese siciliane riguarda profili che richiedono competenze digitali avanzate e conoscenze legate all’Intelligenza Artificiale. Una quota significativa, che però si scontra con la difficoltà delle aziende nel trovare candidati con una preparazione adeguata alle richieste del mondo produttivo. La trasformazione tecnologica, quindi, procede più velocemente rispetto alla disponibilità di lavoratori formati, creando un divario che rischia di rallentare gli investimenti e le opportunità di crescita.

Trapani la provincia con maggiori difficoltà nel trovare profili digitali

La difficoltà nel reperire figure professionali specializzate non riguarda allo stesso modo tutto il territorio regionale. L’analisi evidenzia infatti differenze significative tra le province siciliane. Il dato più critico arriva dalla provincia di Trapani, dove la quota di introvabilità per i profili digitali raggiunge il 51,4%, superando di 7,6 punti percentuali la media regionale. Un elemento che conferma la necessità di interventi mirati per rafforzare il collegamento tra formazione, imprese e mercato del lavoro, soprattutto nei territori dove il divario tra domanda e offerta di competenze appare più marcato.

Virzì: “accelerare sulla formazione e sul dialogo con i territori”

Sul tema è intervenuto il presidente di Confartigianato Imprese Sicilia, Emanuele Virzì, sottolineando la capacità delle aziende artigiane siciliane di cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione tecnologica, ma anche il rischio legato alla carenza di professionalità adeguate. “I numeri – dichiara Emanuele Virzì, presidente di Confartigianato Imprese Sicilia – descrivono un comparto dinamico e reattivo, capace di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione e dall’Intelligenza Artificiale per far crescere il nostro tessuto produttivo. Tuttavia, la forte difficoltà nel reperire figure professionali preparate rischia di diventare un freno alle ambizioni di sviluppo delle nostre micro e piccole imprese. È indispensabile – conclude Virzì – accelerare sul fronte della formazione e del dialogo con i territori, partendo dalle realtà dove la carenza si fa sentire maggiormente, per garantire alle aziende le risorse umane necessarie per continuare a competere”.