Ci sono momenti nei quali una comunità si ferma, guarda indietro per dire grazie e poi torna a guardare avanti, pronta a scrivere una nuova pagina della propria storia. Per Arasì questi giorni hanno rappresentato proprio questo: un passaggio vissuto tra la gratitudine per un sacerdote che ha accompagnato la comunità negli ultimi due anni e l’emozione per l’inizio di un nuovo cammino.
Il 20 settembre, infatti, la comunità di Arasì ha salutato con affetto don Giovanni Zappalà, al termine del suo servizio pastorale. Un momento nel quale hanno trovato spazio soprattutto i ricordi, le esperienze condivise e tutto ciò che il sacerdote ha saputo lasciare nel cuore delle persone.
Il grazie della comunità a don Giovanni Zappalà
L’arrivo di don Giovanni Zappalà, due anni fa, aveva portato nuove idee, nuove proposte e un modo diverso di vivere la parrocchia. Un percorso fatto di iniziative, attenzione alle tradizioni, momenti di preghiera e occasioni di incontro, che ha permesso al sacerdote di entrare in contatto con tante famiglie e con tante realtà della comunità.
Una frase, più di altre, ha accompagnato il suo ministero ad Arasì: «La Chiesa deve essere sempre aperta». Un’espressione che racchiudeva una precisa idea di parrocchia vissuta come una casa: un luogo capace di accogliere, ascoltare, incontrare e condividere.
La comunità ha ricordato con particolare affetto la sua presenza durante la Settimana Santa, la vicinanza agli ammalati, le visite alle famiglie e la benedizione delle case. Momenti semplici ma profondi, nei quali don Giovanni ha potuto conoscere da vicino la gente di Arasì, le sue storie, le sue famiglie e le sue tradizioni.
Nel momento del congedo, la comunità ha scelto di guardare soprattutto al bene ricevuto e ai momenti vissuti insieme, salutando don Giovanni con affetto e con quella naturale punta di malinconia che accompagna ogni distacco.
Un grazie sincero per la sua energia, le sue idee, la disponibilità e il desiderio di coinvolgere la comunità, con l’augurio che possa portare con sé un ricordo speciale di Arasì e della sua gente.
Il nuovo inizio con don Domenico Greco
Ma quando una porta si chiude, un’altra si apre. E così, quasi senza soluzione di continuità, Arasì ha iniziato a vivere l’emozione di un nuovo cammino.
Ieri, a Ortì, in una chiesa gremita e in un clima di grande partecipazione, è stato accolto con gioia don Domenico Greco, chiamato a iniziare il suo nuovo percorso pastorale.
È stata una celebrazione dal forte valore simbolico, con il sapore della festa e dell’abbraccio. Un’intera comunità, insieme ad altre realtà del territorio, si è stretta attorno al nuovo sacerdote per accompagnarlo con la preghiera nel suo ministero.
Insieme alle comunità di Arasì, Ortì, Straorino, Cerasi, Campo Calabro e Villa San Giovanni, la celebrazione è diventata un momento di comunione e fraternità, nel quale le diverse realtà si sono ritrovate unite davanti al Signore.
Una chiesa gremita, tanti volti, sorrisi, preghiere ed emozioni hanno fatto da cornice a questo nuovo inizio. Un’accoglienza che non è stata soltanto un momento formale, ma il primo passo di un cammino da percorrere insieme.
Il 27 settembre la prima Messa di don Domenico ad Arasì
Durante la celebrazione, la preghiera della comunità si è levata affinché don Domenico possa essere pastore, fratello e compagno di cammino, capace di accompagnare le persone, ascoltarle e condividere con loro gioie, speranze e difficoltà della vita quotidiana. Ora l’attesa è tutta per Arasì, dove il prossimo 27 settembre alle ore 10:30 don Domenico celebrerà la sua prima Messa nella comunità.
Sarà un appuntamento particolarmente significativo: il momento nel quale la comunità potrà accoglierlo nella propria casa, presentargli il volto delle proprie famiglie e affidargli, attraverso la preghiera, il nuovo cammino che sta per iniziare.
Dopo il grazie a don Giovanni Zappalà, arriva dunque il benvenuto a don Domenico Greco. Due momenti diversi, ma un’unica comunità. Perché la vita di una parrocchia è fatta anche di passaggi, di persone che arrivano e persone che partono, di ricordi che rimangono e di nuove strade che si aprono. E Arasì, ancora una volta, sceglie di camminare insieme: con la preghiera per accogliere, con la fede per andare avanti e con la carità per costruire una comunità sempre più unita. “Benvenuto, don Domenico. Arasì ti aspetta”.

