Andy Burnham al vertice del Regno Unito, De Luca: “i sindaci sono il vero punto di riferimento delle comunità”

Il leader di Sud chiama Nord interviene sul ruolo degli amministratori locali e cita il caso britannico di Andy Burnham: “il potere deve uscire dai palazzi centrali”

“Sindaci al potere”. È questo il messaggio lanciato dal sindaco di Taormina e leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, che torna a sostenere un modello politico basato sul rafforzamento del ruolo degli amministratori locali e sulla maggiore autonomia dei territori. In un intervento dedicato al rapporto tra cittadini e istituzioni, De Luca ha richiamato l’esperienza britannica di Andy Burnham, diventato primo ministro del Regno Unito nel luglio 2026 dopo essere stato sindaco della Greater Manchester. Secondo De Luca, il percorso di Burnham rappresenterebbe un esempio di come gli amministratori locali possano portare nell’azione di governo nazionale una conoscenza diretta dei problemi quotidiani delle comunità.

De Luca: “sindaci al potere, noi lo sosteniamo da tempo”

Sindaci al Potere. Noi lo sosteniamo da tempo!”, scrive Cateno De Luca, aprendo la sua riflessione sul ruolo dei primi cittadini nella politica contemporanea. Nel suo intervento il leader di Sud chiama Nord collega la crescente attenzione verso gli amministratori locali a una fase di difficoltà del rapporto tra cittadini e istituzioni centrali. “Che succede in Gran Bretagna?”, si chiede De Luca, prima di analizzare il caso britannico e sottolineare il valore, secondo la sua visione politica, di una maggiore presenza dei territori nei processi decisionali. Andy Burnham, prima dell’incarico nazionale, aveva ricoperto il ruolo di sindaco metropolitano della Greater Manchester dal 2017, con tre elezioni consecutive nel 2017, 2021 e 2024.

Dal Comune al governo nazionale: il percorso di Andy Burnham

Nel suo intervento De Luca evidenzia il percorso amministrativo di Burnham come esempio di un politico proveniente dal governo locale. “La Gran Bretagna si è trovata ad affrontare il settimo premier in dieci anni. Di fronte a questa instabilità e allo sdegno diffuso dei cittadini verso un palazzo chiuso in se stesso, è stato chiamato al governo un sindaco”, afferma De Luca. Burnham, prima di diventare primo ministro, aveva maturato un’esperienza pluriennale alla guida della Greater Manchester, una delle principali aree metropolitane britanniche.

“Il potere deve uscire dai palazzi centrali”: la visione dell’autonomia secondo De Luca

Il sindaco di Taormina lega il caso britannico alla propria proposta politica sull’autonomia territoriale, sostenendo che le decisioni debbano essere maggiormente vicine ai cittadini. “Questo metodo va ben oltre le vecchie etichette di destra e sinistra. È un approccio destinato a far nascere e consolidare una nuova corrente dei sindaci in chiave sovranazionale. Non importa l’appartenenza o la provenienza politica: ciò che conta davvero sono le idee chiare, le proposte concrete, il buon senso e la capacità di garantire il buon governo per i cittadini”, dichiara. Al centro della riflessione c’è l’idea che i Comuni e gli amministratori locali possano rappresentare un punto di contatto diretto tra istituzioni e cittadini. “I sindaci sono rimasti l’unico punto di riferimento concreto per le comunità. Sono quelli che ci mettono la faccia, che risolvono i problemi e che vivono le difficoltà della gente sulla propria pelle”, aggiunge De Luca.

“Dalla centralizzazione alla spinta dei territori”

Nel suo intervento il leader di Sud chiama Nord insiste sul tema del decentramento, sostenendo che una maggiore autonomia amministrativa debba tradursi in più risorse e responsabilità per chi governa i territori. “Il potere deve uscire dai palazzi centrali, in Italia non può rimanere bloccato nei palazzi di Roma o di Palermo. L’autonomia non è un principio astratto: è la capacità di dare risorse, competenze e responsabilità a chi governa sul territorio”, afferma. La proposta di De Luca si inserisce in un dibattito più ampio sul rapporto tra Stato centrale, regioni ed enti locali, tema che in Italia riguarda il confronto sulle forme di autonomia e sul ruolo delle amministrazioni territoriali.

Il modello dei sindaci e la sfida della fiducia nelle istituzioni

Secondo De Luca, il rafforzamento del ruolo dei sindaci rappresenterebbe una risposta alla distanza percepita da molti cittadini nei confronti della politica nazionale. “Il “modello dei sindaci al potere” non è un’eccezione locale, ma una tendenza destinata ad affermarsi in tutta Europa. I cittadini chiedono concretezza, risposte immediate e amministratori che conoscano il valore di ogni singolo euro speso per la propria comunità”, sostiene. La riflessione si concentra quindi sulla capacità degli amministratori locali di trasformare le esigenze quotidiane dei cittadini in decisioni operative.

“Le radici di ogni democrazia sono le città e i comuni”

Nella parte finale del suo intervento, De Luca ribadisce la centralità degli enti locali nella costruzione delle politiche pubbliche. “Quando le istituzioni centrali falliscono, si torna alle radici. E le radici di ogni democrazia sono le città, i comuni, le regioni e gli amministratori locali”, conclude. Le parole del sindaco di Taormina aprono così una riflessione sul futuro del rapporto tra territori e istituzioni, con al centro il ruolo dei sindaci come figure chiamate a interpretare direttamente bisogni, problemi e aspettative delle comunità amministrate.