Allerta Meteo Calabria e Sicilia, nel weekend arriva l’autunno: forte maltempo, crollo termico e prima neve in montagna!

Allerta Meteo, tra la serata di venerdì 11 e la giornata di sabato 12 settembre un'irruzione d'aria polare abbatterà le temperature di oltre 10°C su entrambe le regioni: in arrivo nubifragi, supercelle e un clima rigido destinato a durare per tutta la prossima settimana

La giornata di giovedì 10 settembre rappresenterà a tutti gli effetti l’ultimo capitolo della stagione estiva sul territorio della Calabria e della Sicilia. L’imminente avvicinamento della vasta depressione atlantica che già oggi sta flagellando il Nord Italia, richiamerà infatti sulle due regioni un’intensa ventilazione prefrontale dai quadranti meridionali, alzando temporaneamente le temperature e mantenendo il cielo spesso velato o pulviscolare. Sarà una giornata calda, a tratti afosa lungo le fasce costiere tirreniche e decisamente torrida nelle conche interne: i termometri potranno toccare e superare i +33/+35°C nella Valle del Crati a Cosenza, nella Piana di Metaponto, nell’entroterra della Piana di Catania, a Caltanissetta, ad Agrigento e nella piana di Sibari. Anche centri costieri come Reggio Calabria, Crotone, Messina, Palermo e Siracusa faranno registrare massime ampiamente superiori ai +30°C. Questa fase di calura prefrontale costituirà tuttavia la classica quiete prima della tempesta, preludio a uno stravolgimento atmosferico di eccezionale portata.

Venerdì 11 settembre, la svolta: l’irruzione del fronte freddo tra la serata e la notte

L’equilibrio barico crollerà in modo definitivo nel corso della giornata di venerdì 11 settembre. Durante la prima parte della giornata si assisterà a un progressivo aumento della nuvolosità a partire dai settori tirrenici orientali, ma il vero e proprio strappo termodinamico si compirà tra il tardo pomeriggio, la venerdì sera e la successiva notte su sabato 12 settembre. Lo sfondamento dell’asse freddo atlantico provocherà una repentina rotazione dei venti da maestrale e ponente, che irromperanno con raffiche impetuose superiori ai 70-80 km/h. L’ingresso dell’aria polare abbatterà la coltre calda, innescando un violento crollo termico con i termometri che precipiteranno verso il basso di oltre 10-12°C nel giro di pochissime ore. Le precipitazioni si faranno via via più diffuse ed intense, muovendo dalla costa tirrenica cosentina, vibonese e reggina verso lo Stretto di Messina, per poi travolgere la Sicilia centro-occidentale e propagarsi all’intera dorsale appenninica e alla Sicilia orientale.

Weekend e prossima settimana: maltempo definitivo e temperature fino a 8°C sotto la media

A differenza dei veloci passaggi instabili vissuti nel corso dell’estate, questa rottura stagionale possiede i caratteri della persistenza e della definitività. Durante il fine settimana di sabato 12 e domenica 13 settembre, il maltempo continuerà ad accanirsi su tutte le province calabresi e siciliane. I cieli rimarranno grigi ed autunnali, con piogge battenti, rovesci intermittenti e temporali sparsi che interesseranno tanto i rilievi del Pollino, della Sila, delle Serre e dell’Aspromonte, quanto le catene dei Peloritani, dei Nebrodi, delle Madonie e il comprensorio dell’Etna. Le temperature massime in pieno giorno non riusciranno a varcare la soglia dei +20/+22°C lungo le coste, mentre nelle aree interne e collinari si respirerà un’atmosfera rigida con valori compresi tra +12°C e +15°C. Le ultime elaborazioni ad alta risoluzione indicano che questo blocco freddo non consentirà alcun rapido ritorno del caldo: per tutta la prossima settimana, in particolare tra lunedì 14 e mercoledì 16 settembre, le correnti settentrionali continueranno ad affluire sul bacino del Mediterraneo, mantenendo le temperature costantemente di 8°C al di sotto delle medie stagionali e sanzionando il definitivo insediamento dell’autunno su entrambe le regioni.

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Processione di Reggio Calabria a rischio pioggia nella mattinata di sabato

Sabato mattina a Reggio Calabria si svolgerà la sentitissima processione in onore della Madonna della Consolazione, santa patrona della città. Una ricorrenza storica secolare, accompagnata da sempre dal gran caldo estivo che a settembre spesso e volentieri si prolunga in riva allo Stretto. Stavolta, però, proprio sabato il maltempo colpirà la città in concomitanza con l’abbraccio dei fedeli alla sacra effige raffigurante la protettrice cittadina, in una stagione in cui – dopo il gran caldo estivo – l’autunno ha intenzione di iniziare in modo precoce.

Mari roventi e contrasti termici esasperati: altissimo rischio di supercelle, grandine e tornado

L’aspetto tecnico che richiede la massima allerta da parte degli analisti meteo e degli enti di Protezione Civile riguarda l’immensa quantità di energia potenziale accumulata dalle acque superficiali del Mar Tirreno e del Mar Ionio. Il prolungato riscaldamento estivo ha trasformato i nostri bacini marittimi in un vero e proprio serbatoio di calore latente. L’impatto diretto di una massa d’aria polare, nettamente più fredda e secca, sopra una superficie marina rovente originerà indici di CAPE elevatissimi e forti valori di shear del vento verticale. Questa configurazione costituisce la genesi ideale per fenomeni meteo estremi di prima grandezza: lungo i litorali tirrenici di Calabria e Sicilia sussiste un rischio concreto per la formazione di imponenti supercelle marittime capaci di generare piogge torrenziali, localizzate alluvioni lampo, estese grandinate con chicchi di grandi dimensioni e violenti downburst. La forte vorticità nei bassi strati favorirà inoltre la comparsa di numerose trombe marine in mare aperto, con il rischio di sconfinamenti sotto forma di tornado lungo i tratti costieri pianeggianti.

La prima neve dell’autunno sull’Etna: sabato i primi fiocchi oltre i 2.500 metri di quota

L’elemento di spiccata eccezionalità che sigillerà l’ingresso definitivo della nuova stagione sul Meridione riguarda la comparsa delle prime precipitazioni nevose sulle vette più elevate della Sicilia. Con il definitivo sfondamento del nocciolo d’aria polare tra la serata di venerdì e la giornata di sabato 12 settembre, l’abbattimento dello zero termico sul vulcano attivo più alto d’Europa favorirà la caduta della prima neve sull’Etna.

I primi fiocchi della stagione si depositeranno oltre i 2.500 metri di quota, imbiancando la sommità dei crateri sommitali ed offrendo uno scenario apertamente ed inaspettatamente invernale a metà settembre. Il forte contrasto tra l’aria fredda in quota e la convergenza di umidità residua alimenterà rovesci nevosi sulla sommità vulcanica, mentre lungo i versanti collinari e costieri di Catania e Messina infurieranno i temporali. Trattasi di un segnale inequivocabile della portata di questo affondo atlantico, capace di trasformare in poche ore il paesaggio siciliano e di regalarci la prima suggestiva visione delle vette dell’Etna imbiancate a dominare il Mar Ionio e lo Stretto di Messina.

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