La segreteria regionale di Controcorrente, il movimento politico con cui è stato eletto il sindaco di Agrigento Michele Sodano, ha chiesto le dimissioni del vicesindaco Giovanni Crosta. La decisione arriva dopo le polemiche legate alla villa abusiva di contrada Zingarello, immobile che il vicesindaco ha ereditato insieme ad altri familiari dopo la morte del padre. Una richiesta definita dallo stesso movimento una scelta “sofferta ma necessaria”, maturata non per una responsabilità diretta nella realizzazione dell’abuso edilizio, ma per una questione di opportunità politica legata al ruolo istituzionale ricoperto da Crosta e alla presenza di una pratica di sanatoria ancora pendente presso lo stesso ente amministrato dalla giunta.
Il caso della villa di contrada Zingarello al centro dello scontro politico
La vicenda riguarda una villa abusiva situata in contrada Zingarello, nella zona di Agrigento, che il vicesindaco Giovanni Crosta ha coereditato alla morte del padre. Controcorrente ha precisato di non attribuire a Crosta la responsabilità dell’abusivismo edilizio dell’immobile, riconoscendo quindi che la realizzazione dell’opera non sia riconducibile all’attuale amministratore. Il punto contestato dal movimento riguarda però alcune dichiarazioni iniziali rilasciate sulla situazione dell’abitazione. Secondo Controcorrente, Crosta avrebbe affermato che l’edificio fosse completamente disabitato, circostanza che sarebbe stata successivamente smentita dall’utilizzo saltuario della villa in occasione di alcune festività. Il movimento ha quindi ritenuto necessario intervenire sulla posizione politica del vicesindaco, ponendo una questione legata alla compatibilità tra il ruolo amministrativo e la vicenda urbanistica.
Controcorrente: “decisione sofferta ma necessaria”
La segreteria regionale di Controcorrente ha spiegato le motivazioni della richiesta di dimissioni, sottolineando come la scelta non sia legata all’attribuzione di responsabilità personali per l’abuso edilizio, ma alla valutazione politica dell’opportunità di mantenere l’incarico. Secondo il movimento, infatti, esisterebbe un problema legato alla permanenza in giunta di un amministratore che ha una pratica urbanistica aperta presso lo stesso Comune che contribuisce a governare. Controcorrente ha parlato di una questione di “opportunità politica circa la permanenza in giunta di un assessore con una pratica di sanatoria pendente presso lo stesso ente che amministra”. La posizione del movimento è stata già comunicata al sindaco Michele Sodano, al quale è stato chiesto di prendere atto della richiesta e procedere con il passo auspicato.
La difesa di Crosta: “Campagna mediatica di estrema violenza”
Il vicesindaco Giovanni Crosta ha replicato alle accuse difendendo la propria posizione e denunciando una forte pressione mediatica sulla vicenda. Crosta ha parlato di una “campagna mediatica di estrema violenza”, precisando inoltre che sull’immobile esiste una richiesta di sanatoria edilizia presentata fin dal 1985. La difesa del vicesindaco si concentra dunque sulla lunga storia amministrativa della pratica e sulla natura ereditaria del bene, ribadendo la propria estraneità rispetto alla realizzazione dell’abuso.
Ora la decisione passa al sindaco Michele Sodano
Dopo la richiesta ufficiale di Controcorrente, la vicenda passa nelle mani del sindaco Michele Sodano, chiamato a valutare il futuro politico del suo vice. Il movimento, che ha sostenuto l’elezione dell’attuale primo cittadino, ha già formalizzato la propria posizione, dichiarando di rimanere “in attesa del passo auspicato”.
