“La Polis Cultura ha presentato da pochi giorni la sua Stagione invernale del 2027 al Teatro Cilea e oggi veniamo a conoscenza della nota del movimento La Strada sulla questione degli ingressi gratuiti agli accompagnatori delle persone con disabilità non motoria al Teatro. Come afferma Lillo Chilà, Presidente della Polis Cultura (realtà organizzatrice di Catonateatro), la contestazione era stata anticipata da diverse telefonate che a titolo informativo richiedevano accessi gratuiti e agevolati per le persone con disabilità.
Sentendoci direttamente coinvolti dai passaggi della loro nota — in cui si evidenzia che la macchina della stagione invernale al “Cilea” è già operativa con la campagna abbonamenti e le vendite online — riteniamo doveroso fare chiarezza, perché quella stagione che viene citata ha tanto di logo e firma: Catonateatro“. È quanto si legge in un comunicato stampa di Polis Cultura.
“È curioso notare come, prima del 14 agosto, giorno del lancio dei primi quattro eventi in cartellone, altre associazioni abbiano promosso rassegne o singoli eventi di forte richiamo (come Brunori, Biondi, Ranieri, Ranucci e Crepet) senza che si sollevasse alcun polverone.
Dal punto di vista normativo, in Italia non esiste una legge nazionale che imponga l’ingresso gratuito a disabili ed accompagnatori nei teatri privati o gestiti da concessionari.
Le agevolazioni dipendono principalmente dalla natura pubblica o privata della struttura. L’unico regolamento vigente in materia (D.M. 11 dicembre 1997, n. 507 del Ministero della Cultura) disciplina infatti il biglietto d’ingresso e le relative esenzioni esclusivamente per monumenti, musei, gallerie, scavi archeologici e parchi di proprietà dello Stato.
Per quanto riguarda i teatri, il numero di posti riservati ai disabili viene calcolato sulla capienza della struttura in base al D.M. del Ministero dei Lavori Pubblici n. 236/1989. Nello specifico, la quota assegnata al Teatro Cilea corrisponde a 3 posti per persone con disabilità motoria; spazi che la nostra organizzazione mette regolarmente a disposizione seguendo l’ordine cronologico di arrivo delle richieste.
Ci lascia esterrefatti la leggerezza con cui il movimento dichiara di aver chiesto all’Amministrazione Comunale l’inserimento di “poche righe” nella concessione, definendolo un adempimento a costo zero che non incide sui bilanci pubblici. Se è vero che non grava sul Comune, questa misura grava direttamente sui bilanci delle associazioni organizzatrici, per altro l’emissione in eccedenza di biglietti omaggio genera costi IVA e SIAE che l’organizzatore deve versare a fronte di un mancato incasso.
Di conseguenza, oltre a pagare un canone di concessione comunale, il servizio di vigilanza dei Vigili del Fuoco, i costi di gestione della struttura (che ammontano a circa 4800.00 euro a spettacolo), i cachet delle compagnie, dovremmo — secondo La Strada — sobbarcarci anche i costi di ospitalità per gli accompagnatori di persone con disabilità non motoria.
Il teatro è senza dubbio promozione culturale, aggregazione e intrattenimento, ma dietro il sipario ci sono maestranze e professionisti che vivono di questo lavoro.
Se il diritto alla cultura non può dipendere dal tipo di disabilità o dalla sensibilità del gestore, è altrettanto vero che questo diritto non può essere pagato dai lavoratori dello spettacolo.
Infine, la nota del movimento cita il Teatro degli Arcimboldi di Milano come modello virtuoso di gestione privata su proprietà comunale. Documentandoci, abbiamo rilevato che agli Arcimboldi — su una capienza di ben 2.346 posti — sono riservati solo 6 posti per spettacoli a favore di persone con disabilità e 3 riservati per i deambulanti e relativi accompagnatori, per un totale di 9 ingressi agevolati. Facendo le dovute proporzioni con il Teatro Cilea, che ha una capienza effettiva di circa 840 posti (inclusi i posti tecnici e a visibilità ridotta), riteniamo che le normative vigenti e le tutele siano di gran lunga rispettate”, conclude Polis Cultura.
