La cancellazione del bollo auto per le vetture con potenza inferiore agli 80 kW divide l’opinione pubblica italiana. Secondo un sondaggio realizzato da Termometro Politico con metodo CAWI su 2.500 intervistati tra il 22 e il 24 settembre 2026, emerge un quadro caratterizzato da posizioni molto differenti sulla misura annunciata per alleggerire il peso fiscale sugli automobilisti. La domanda posta agli intervistati era: “Cosa pensa dell’abolizione del bollo auto per le vetture con meno di 80 kW?”. Le risposte mostrano una netta polarizzazione tra chi vede il provvedimento come un aiuto concreto e chi invece lo interpreta come una scelta temporanea o insufficiente.
Il 31% degli italiani considera positiva l’abolizione del bollo auto
La risposta più favorevole raccoglie il 31% dei consensi: gli intervistati dichiarano di essere d’accordo con la misura e la considerano “una misura giusta soprattutto oggi, in presenza di un forte rincaro dei carburanti”. Una quota significativa dell’opinione pubblica collega quindi l’intervento al tema più generale del caro carburanti e dell’aumento dei costi legati alla mobilità privata, in particolare per le famiglie che utilizzano quotidianamente l’automobile. Un ulteriore 16,1% condivide l’idea dell’abolizione, ma con alcune riserve. Secondo questa fascia di intervistati, la misura è corretta ma rappresenta soltanto “una goccia nel mare” rispetto agli aumenti registrati negli ultimi anni sui prezzi della benzina e degli altri costi associati all’utilizzo dell’auto. Complessivamente, dunque, quasi la metà dei partecipanti al sondaggio (47,1%) esprime un orientamento favorevole, seppur con motivazioni differenti.
Quasi un italiano su due critica la misura: “provvisoria e demagogica”
La posizione più rappresentata nel sondaggio è però quella critica. Il 47,7% degli intervistati ritiene infatti che l’abolizione del bollo per le auto sotto gli 80 kW sia “una misura provvisoria e demagogica, che toglie risorse alle regioni, fatta solo per acquistare voti nell’ultimo anno prima delle elezioni”. Questa risposta concentra le principali obiezioni emerse nel dibattito pubblico: da una parte il timore di una riduzione delle entrate destinate agli enti territoriali, dall’altra la valutazione secondo cui un intervento fiscale di questo tipo potrebbe avere una finalità principalmente politica. Il sondaggio rileva quindi una forte presenza di cittadini che non contestano necessariamente il beneficio economico per gli automobilisti, ma mettono in discussione la durata, la copertura finanziaria e le motivazioni alla base della scelta.
Una minoranza contraria per ragioni ambientali
Una quota più ridotta, pari al 4,5%, considera invece il provvedimento sbagliato perché, secondo questa opinione, rischierebbe di incentivare ulteriormente l’utilizzo dell’automobile privata in una fase in cui sarebbe necessario favorire maggiormente trasporto pubblico e mobilità alternativa. Si tratta della posizione meno rappresentata tra quelle proposte dal sondaggio, ma introduce il tema del rapporto tra politiche fiscali, mobilità sostenibile e transizione energetica. Infine, lo 0,7% degli intervistati dichiara di non sapere o preferisce non rispondere.

