Agorà dello Stretto a Messina, Cacciotto sui costi: “150 mila euro per quattro mesi, serve chiarezza”

L’affidamento dei servizi aggiuntivi di verde e arredi nell’area dell’ex Fiera accende il dibattito: il consigliere della Terza Circoscrizione denuncia una spesa che, proiettata su base annua, arriverebbe a 450 mila euro e chiede maggiore programmazione nella gestione delle risorse pubbliche

La manutenzione dell’Agorà dello Stretto, il nuovo spazio realizzato nell’area dell’ex Fiera di Messina, finisce al centro del dibattito politico-amministrativo per i costi dell’intervento. La Delibera di Giunta n. 585 del 24 settembre 2026, con cui il Comune ha affidato a Messinaservizi Bene Comune S.p.A. i servizi aggiuntivi di manutenzione del verde e degli arredi dell’area, ha infatti sollevato le critiche del consigliere della Terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto. Al centro della contestazione c’è l’importo complessivo previsto per l’intervento: 150 mila euro IVA inclusa per un periodo di soli quattro mesi, dal 1° settembre al 31 dicembre 2026. Secondo Cacciotto, la spesa evidenzierebbe criticità legate alla programmazione finanziaria e alla gestione delle risorse comunali.

Il calcolo annuale: “la manutenzione arriverebbe a 450 mila euro”

Uno degli aspetti evidenziati dal consigliere riguarda la proiezione della spesa su un periodo più lungo. Secondo il ragionamento illustrato nella nota, mantenendo lo stesso livello di investimento, la manutenzione dell’area potrebbe arrivare a costare circa 450 mila euro all’anno. Una cifra che corrisponderebbe a circa 37.500 euro al mese e a una media di circa 1.250 euro al giorno. Pur riconoscendo l’importanza della riqualificazione e del mantenimento del decoro dell’area, Cacciotto sostiene che “le modalità dell’intervento sollevino dubbi sulla sostenibilità economica e sulla programmazione complessiva degli interventi di manutenzione urbana”.

Cacciotto: “costi sproporzionati e assenza di programmazione finanziaria”

Il consigliere della Terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto individua tre elementi critici nella vicenda. “1. Il prelievo di 110.000 euro dal Fondo di Riserva dimostra una evidente carenza di programmazione finanziaria. Ricordiamo, continua l’esponente di Fratelli d’Italia, che tali risorse dovrebbero essere destinate a spese realmente impreviste e urgenti, e non per coprire la cura del verde di un’area la cui consegna era nota da tempo.” Il secondo punto riguarda invece l’entità economica dell’affidamento rispetto alla durata temporale prevista. “2. Spendere 150 mila euro per soli quattro mesi di interventi in una singola area solleva legittimi dubbi sulla sostenibilità economica dell’operazione.” Infine, Cacciotto pone l’attenzione sulla tempistica amministrativa dell’atto. “3. Infine, non per importanza, la delibera è stata approvata a fine settembre, a fronte di interventi ufficialmente partiti già dal 1° settembre.”

Il nodo della programmazione delle manutenzioni in città

La contestazione si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione del verde pubblico, del decoro urbano e delle manutenzioni ordinarie nei quartieri di Messina. Secondo Cacciotto, mentre vengono destinate risorse significative per una singola area, altre zone della città attenderebbero ancora interventi considerati essenziali. “Mentre per una singola area si impegnano cifre di questa portata con procedure d’urgenza — conclude Cacciotto — interi quartieri e zone della nostra città continuano ad attendere da mesi interventi base di scerbatura e decoro urbano.” Il consigliere chiede quindi maggiore chiarezza sulle scelte finanziarie e una programmazione capace di garantire uniformità negli interventi sul territorio. “Serve immediata chiarezza ed una programmazione che tuteli le casse comunali e garantisca equità di trattamento per tutti i rioni di Messina”, conclude Cacciotto.