Vinitaly Reggio Calabria, Lascala: “vino calabrese è storia, tradizione, sacrificio e capacità imprenditoriale”

Il Consigliere Comunale Rocco Lascala plaude al Vinitaly arrivato a Reggio Calabria, grande vetrina per la città e le sue realtà vinicole

Il vino calabrese protagonista del weekend reggino con “Vinitaly and the City“, la manifestazione che sta animando la città e che porta al centro dell’attenzione le eccellenze enologiche del territorio. Un appuntamento che incrocia promozione, cultura, turismo e valorizzazione delle produzioni locali e che raccoglie il plauso del consigliere comunale Rocco Lascala. “È una manifestazione di grande valore per Reggio Calabria e per tutta la Calabria – sottolinea Lascala – perché consente di accendere i riflettori su un comparto che rappresenta una delle espressioni più autentiche della nostra identità. Il vino calabrese è fatto di storia, tradizione, sacrificio e capacità imprenditoriale. Avere una vetrina come Vinitaly and the City significa offrire ai nostri produttori l’opportunità di raccontarsi e di farsi conoscere da un pubblico sempre più attento alla qualità e alla tipicità“.

Il consigliere comunale di Forza Italia mette in evidenza la perfetta sinergia tra Regione Calabria e Veronafiere con il supporto organizzativo di Arsac e del comune di Reggio Calabria.

Voglio esprimere il mio plauso al sindaco Francesco Cannizzaro per aver creduto in questa manifestazione e aver contribuito a portare nel cuore del weekend reggino una realtà capace di promuovere il nostro territorio. Eventi come questo sono importanti perché mettono in evidenza il lavoro dei nostri produttori e raccontano una Calabria che produce qualità, che innova e che, allo stesso tempo, custodisce le proprie radici“.

Tra le realtà che raccontano perfettamente il connubio tra tradizione e innovazione c’è Vigna Calarco, azienda a carattere familiare sulle colline di Sambatello, dove la luce del sole disegna ombre leggere sui filari e il vento dello Stretto porta profumi di salsedine e erbe selvatiche, accarezzando le viti come mani invisibili. Una storia lunga oltre un secolo, portata avanti oggi dalla quarta generazione.

A raccontarla è Maria Laura Calarco, architetto e agrotecnico, titolare dell’azienda e prima donna a guidarla. “Ci definiamo vignaioli da oltre cento anni – spiega –. La nostra è una piccola azienda familiare che si sviluppa su circa cinque ettari, dove coltiviamo vitigni identitari come l’Alicante e la Malvasia Bianca, affiancati da vitigni internazionali come Merlot e Syrah“.

Una tradizione che nel tempo si è trasformata senza perdere il legame con il territorio. “Io rappresento la quarta generazione dell’azienda e sono la prima donna a guidarla. Ho cercato di diversificare la produzione e abbiamo inserito anche l’imbottigliamento. All’inizio producevamo un solo vino, il rosso tipico di Sambatello, ottenuto dall’Alicante. Oggi, siamo arrivati a cinque etichette: un bianco, un rosato e tre rossi“.

Una gamma che racconta la ricchezza ampelografica del territorio. Le operazioni di coltivazione sono un dialogo continuo tra passato e presente: macchine agricole per lavorazioni mirate si alternano ai gesti manuali, custodi di un sapere tramandato, perché ogni curva di filare possa riflettere cura, equilibrio e pazienza.

Ma è soprattutto Trapezio 37 Rosso a rappresentare l’identità dell’azienda. “È il vino della resilienza, dell’orgoglio e della determinazione, capace di accompagnare chi lo beve in un viaggio tra la storia dei nostri antenati e il presente del nostro territorio – racconta Maria Laura Calarco –. È la nostra etichetta identitaria. Trapezio è il nome della contrada e deriva dal greco: significa tavolo e indica quei territori pressoché pianeggianti. Il 37, invece, è il numero civico della casa colonica dove da oltre cento anni produciamo i nostri vini“.

Un vino che racchiude anche nella denominazione un pezzo della storia del territorio e che possiede la forza di chi ha visto generazioni crescere tra i filari e sa farsi rispettare con umiltà e profonda calma.

Una storia familiare che guarda però anche al futuro. E proprio il futuro della viticoltura passa anche dalle nuove generazioni. Un segnale importante arriva da Antonino, figlio di Maria Laura, laureato all’Università Mediterranea di Reggio Calabria in Scienze economiche, che ha dedicato la propria tesi al business plan dell’azienda vitivinicola di famiglia. Un lavoro che gli è valso recentemente un importante riconoscimento, con il primo premio per la migliore tesi nell’ambito di un’iniziativa dedicata alla valorizzazione e alla permanenza dei giovani nel territorio.

Noi ci auguriamo che questa grande eredità possa essere raccolta anche dai nostri figli” – conclude Maria Laura Calarco.

È proprio storie come quella di Vigna Calarco a dare sostanza al messaggio di “Vinitaly and the City”: dietro ogni bottiglia ci sono territori, famiglie, generazioni e competenze. Un patrimonio che oggi Reggio Calabria ha l’occasione di mostrare attraverso una manifestazione che mette insieme produttori e pubblico e che può rappresentare una leva importante per la promozione enologica, turistica ed economica della Calabria.

Per il forzista Rocco Lascala, dunque, “Vinitaly and the City” rappresenta “un’occasione da cogliere e da valorizzare, perché quando raccontiamo le nostre eccellenze raccontiamo la parte migliore della Calabria: quella del lavoro, della qualità, della tradizione e della capacità di guardare al futuro“.

Vinitaly Reggio Calabria