Villa San Giovanni, Forza Italia alza il pressing sulla Biblioteca: “dopo 4 anni la città ha diritto di sapere”

Villa San Giovanni: Marco Santoro, capogruppo consiliare di Forza Italia, pone al centro del confronto politico il futuro della Biblioteca comunale e del suo patrimonio librario

La Biblioteca comunale di Villa San Giovanni, la tutela del suo patrimonio librario e la possibilità di affrontare la questione apertamente in Consiglio comunale diventano terreno di un duro confronto politico. A intervenire è Marco Santoro, capogruppo consiliare di Forza Italia, che concentra l’attenzione sia sulle condizioni e sul futuro della Biblioteca sia, più in generale, sulle modalità con cui viene gestito il dibattito nell’assemblea cittadina. Al centro della presa di posizione c’è soprattutto una richiesta: conoscere quanto sia stato fatto negli ultimi quattro anni per tutelare il patrimonio della Biblioteca e quando questa potrà tornare a essere pienamente fruibile. Santoro chiama in causa il sindaco ed il Presidente del Consiglio comunale, titolare anche della delega alla Biblioteca, e sostiene che la discussione non possa essere ridotta a una questione procedurale.

Il capogruppo di Forza Italia afferma: “il Consiglio comunale non è un semplice passaggio formale dell’attività amministrativa. È, o dovrebbe essere, il luogo più alto del confronto democratico cittadino: lo spazio in cui maggioranza e opposizione si misurano sulle idee, sulle scelte e sulle responsabilità, davanti alla comunità che entrambe sono chiamate a rappresentare. Per anni, anche a Villa San Giovanni, il Consiglio è stato vissuto come un momento vero di partecipazione. Le sedute erano seguite, talvolta accese, spesso dure, ma proprio per questo capaci di restituire ai cittadini la percezione di una politica viva. I consiglieri intervenivano, replicavano, interrogavano l’Amministrazione, difendevano le proprie posizioni. Il confronto poteva essere aspro, ma aveva un valore: permetteva alla città di conoscere, capire e giudicare”.

Consiglio comunale, le critiche di Forza Italia al “metodo Caminiti-Trecroci”

La questione della Biblioteca di Villa San Giovanni viene inserita da Santoro in una critica più ampia al funzionamento del confronto consiliare. Il capogruppo sostiene che negli ultimi anni il dibattito sarebbe stato progressivamente compresso da quella che definisce una lettura troppo rigida del regolamento.“Oggi quella funzione appare progressivamente indebolita dal metodo Caminiti-Trecroci. Troppo spesso il dibattito consiliare viene ricondotto entro confini rigidi, quasi burocratici, con una lettura del regolamento che finisce per comprimere il confronto invece di garantirlo. Le sedute si svuotano, i cittadini si allontanano, la discussione si riduce e il rischio è che il Consiglio perda proprio ciò che dovrebbe renderlo essenziale: libertà di parola, controllo politico-amministrativo e confronto pubblico”. Una valutazione politica che Santoro collega direttamente al ruolo della Presidente del Consiglio comunale, che a suo giudizio deve mantenere una funzione di garanzia nei confronti dell’intera assemblea, comprese le minoranze.

Il ruolo della Presidente del Consiglio comunale e la delega alla Biblioteca

Nell’intervento di Santoro, uno dei nodi principali è la contemporanea titolarità della funzione di Presidente del Consiglio e della delega alla cultura, pubblica istruzione e biblioteca. Una circostanza sulla quale il capogruppo di Forza Italia concentra una parte significativa delle proprie contestazioni politiche. “In questo quadro assume un rilievo particolare il ruolo del Presidente del Consiglio comunale. La Presidenza non è un’estensione della maggioranza, né può essere percepita come tale. È una funzione di garanzia. Chi presiede l’Assemblea deve tutelare tutti i consiglieri, assicurare equilibrio, favorire il dibattito e custodire il diritto delle minoranze a svolgere pienamente il proprio mandato. Il Presidente, eletto anche con il voto e la fiducia di esponenti della minoranza, avrebbe dovuto incarnare proprio questa terzietà, accettando la delega alla cultura, pubblica istruzione e biblioteca. È su questo terreno che, dopo quattro anni, il giudizio politico diventa inevitabilmente severo: quando le opposizioni avvertono che il regolamento viene utilizzato più per limitare che per garantire il confronto, quando una richiesta di discussione su un tema delicato incontra ostacoli, il problema non è più soltanto procedurale. Diventa un problema di qualità democratica delle istituzioni”, rimarca Santoro.

Patrimonio librario, l’allarme politico sulla Biblioteca di Villa San Giovanni

È però sul patrimonio librario che l’intervento assume i toni più netti. Santoro descrive la Biblioteca come uno dei presìdi culturali più importanti dell’Area dello Stretto e sostiene che la situazione non possa essere affrontata come una semplice disputa sul regolamento consiliare. “Ed è proprio qui che nasce la nostra indignazione, quando il tema che si tenta di rinviare o di non affrontare è la Biblioteca comunale, il problema non è più il regolamento. Il problema è la Biblioteca. Il problema è il nostro patrimonio librario. Villa San Giovanni possiede un patrimonio di straordinario valore, una Biblioteca che rappresenta uno dei presìdi culturali più importanti dell’Area dello Stretto, con libri e volumi di grande pregio costruiti e custoditi nel tempo per la comunità, da tutte le diverse amministrazioni. Non parliamo quindi soltanto di un edificio chiuso, parliamo della memoria culturale della città, di un bene pubblico che appartiene a tutti e che dopo oltre quattro anni rischia di subire danni difficilmente recuperabili”, puntualizza Santoro. La preoccupazione espressa dal capogruppo riguarda in particolare la conservazione dei volumi e il fatto che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Santoro, una parte del patrimonio sarebbe da anni custodita all’interno di scatoloni e sottratta alla fruizione pubblica.

“Quei libri non sono scatole da spostare da un luogo all’altro. Sono la storia, la cultura e l’identità di una comunità. Sono libri che generazioni di studenti, insegnanti, studiosi e cittadini hanno consultato, sfogliato, amato. Sapere che una parte così preziosa del patrimonio cittadino resta da anni sottratta alla fruizione pubblica, chiusi dentro scatoloni e che il tempo può comprometterne la conservazione, contro ogni regolamento non può essere considerato un dettaglio amministrativo”, sottolinea.

Santoro: “sulla Biblioteca non possiamo fare un passo indietro”

Da qui nasce la scelta politica annunciata da Forza Italia di mantenere alta l’attenzione sul caso e chiedere che l’argomento trovi spazio nel dibattito consiliare. “È questo il punto che rende incomprensibile il rifiuto o il rinvio del confronto. Su altre interrogazioni, in questi anni, abbiamo sopportato rigidità, risposte tardive, interpretazioni del regolamento e atteggiamenti che non abbiamo condiviso. Abbiamo protestato, talvolta abbiamo insistito, altre volte abbiamo scelto di andare avanti. Ma sulla Biblioteca no. Su questo tema non possiamo e non vogliamo fare un passo indietro. Perché non stiamo difendendo una prerogativa personale né conducendo una battaglia sul regolamento consiliare. Stiamo difendendo la Biblioteca di Villa San Giovanni. Stiamo chiedendo che il Consiglio comunale possa parlare apertamente del destino di un patrimonio librario che appartiene alla città e che, dopo quattro anni, merita finalmente risposte serie”, aggiunge Santoro.

Santoro chiama in causa Sindaco e Presidente del Consiglio

Come capogruppo consiliare di Forza Italia sento ancora più forte il dovere politico e istituzionale di porre questa questione all’attenzione del Consiglio comunale e dell’intera città. Non è una battaglia personale né di parte, ma una responsabilità che riguarda la tutela di un patrimonio che appartiene a tutta Villa San Giovanni. E questo assume un peso ancora maggiore perché la delega alla Biblioteca appartiene al Presidente del Consiglio. La stessa figura istituzionale chiamata a garantire il diritto dei consiglieri al confronto è anche politicamente responsabile di una materia sulla quale il confronto viene rinviato. Proprio per questo ci saremmo aspettati la massima disponibilità a discutere, spiegare e rendere conto alla città di quanto fatto in questi anni”, prosegue Santoro. “Il Sindaco, quale vertice dell’Amministrazione, ed il Presidente del Consiglio, titolare della delega alla Biblioteca, non possono sottrarsi a una questione tanto importante. Dopo oltre quattro anni la città ha il diritto di sapere che cosa è stato fatto concretamente, come è stato tutelato il patrimonio librario e quando la Biblioteca potrà tornare ad essere un luogo vivo, aperto e pienamente fruibile”, evidenzia Santoro.

Eventi “Correnti” e tutela del patrimonio culturale

Nel suo intervento Santoro mette inoltre in relazione la vicenda della Biblioteca con le attività culturali realizzate attraverso gli eventi di “Correnti”. Secondo il capogruppo, la promozione del territorio deve procedere insieme alla tutela del patrimonio culturale già esistente. “E diventano vane tutte le attività messe in campo attraverso gli eventi di “Correnti” per cercare di valorizzare il territorio, promuoverne la cultura e raccontarne l’identità, se poi non si ha altrettanto a cuore la tutela concreta del patrimonio culturale che Villa San Giovanni già possiede. Valorizzare un territorio significa certamente creare occasioni, eventi e momenti di incontro, ma significa prima di tutto custodire ciò che abbiamo ricevuto e impedire che venga disperso. Non può esserci vera promozione culturale se, mentre si guarda all’esterno, si lascia nell’incertezza il destino della Biblioteca comunale e del suo prezioso patrimonio librario“, spiega Santoro.

Biblioteca comunale, la richiesta: spiegare difficoltà, ritardi e risorse

Per Santoro, prima ancora delle questioni strettamente amministrative occorre chiarire quale sia la priorità politica assegnata alla Biblioteca comunale. Il capogruppo chiede che eventuali problemi, ritardi o carenze di risorse vengano affrontati pubblicamente, senza impedire al Consiglio di discutere. “Le domande amministrative esistono e saranno poste nelle sedi opportune. Ma vengono dopo. Prima viene una scelta politica, decidere se la Biblioteca sia davvero una priorità. Per noi lo è. Ed è proprio per questo che non accettiamo che una discussione tanto importante venga spostata, attenuata o rinviata. Chiediamo di poter discutere in Consiglio comunale di uno dei beni più preziosi della nostra città. Se esistono difficoltà, si dicano. Se esistono ritardi, si spieghino. Se mancano risorse, si abbia il coraggio di affrontare pubblicamente anche questo tema. Ma non si impedisca al Consiglio di parlarne. Perché la Biblioteca non appartiene al Sindaco, al Presidente del Consiglio, alla maggioranza o all’opposizione. Appartiene a Villa San Giovanni. E il suo patrimonio librario appartiene idealmente a ogni bambino che potrebbe scoprire lì il piacere della lettura, a ogni studente che potrebbe trovarvi uno spazio di studio, a ogni cittadino che potrebbe ritrovarvi una parte della propria storia”, sottolinea Santoro.

Il confronto in Consiglio e la difesa della Biblioteca

Nella parte conclusiva della presa di posizione, Santoro unisce i due temi che attraversano l’intero intervento: da una parte il funzionamento del Consiglio comunale di Villa San Giovanni, dall’altra la tutela e il futuro della Biblioteca. “È per questo che, su questa vicenda, non faremo passi indietro. Abbiamo potuto sopportare molto nel confronto consiliare, anche quando non ne condividevamo i metodi. Ma non possiamo accettare il silenzio o il rinvio quando in gioco c’è un patrimonio culturale che rischiamo di perdere. La Biblioteca è troppo importante per essere ridotta a una questione procedurale. Il Consiglio comunale deve tornare ad essere il luogo in cui anche gli argomenti scomodi vengono affrontati. E la Biblioteca deve tornare ad essere il luogo in cui la città legge, studia, si incontra e cresce. Sono due battaglie che si incontrano in un unico principio: il rispetto della comunità e dei beni che le appartengono”, rimarca Santoro.

“Dopo quattro anni non chiediamo l’ennesimo annuncio”

La conclusione è un appello alla tutela dei libri, alla chiarezza sulle responsabilità e a un confronto pubblico sulla situazione. Forza Italia chiede che Villa San Giovanni possa tornare ad avere una Biblioteca pienamente accessibile e che la questione venga affrontata senza ulteriori rinvii. “Dopo quattro anni non chiediamo l’ennesimo annuncio. Chiediamo tutela per i libri, rispetto per il patrimonio librario, chiarezza sulle responsabilità e un confronto pubblico vero. E soprattutto chiediamo che Villa San Giovanni possa riavere la sua Biblioteca. Perché su tutto si può discutere. Su tutto si può anche attendere il tempo necessario per trovare una soluzione. Ma quando si rischia di perdere un patrimonio culturale costruito negli anni, il silenzio non è più prudenza e il rinvio non è più una risposta. Sulla Biblioteca, no. Qui non arretriamo”, conclude Santoro.