Verde pubblico a Messina, Cacciotto denuncia il degrado: nel mirino Foresta Me e i costi dell’area ex Fiera

Il consigliere della Terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto mette a confronto la “straordinaria bellezza” dell’Agorà dello Stretto con le condizioni del verde pubblico in diverse zone di Messina

Dalla nuova immagine offerta dall’Agorà dello Stretto alle condizioni di sterpaglie, erba incolta e mancata scerbatura denunciate in altre zone della città. È su questo contrasto che interviene Alessandro Cacciotto, consigliere della Terza Circoscrizione, sollevando nuovamente la questione della gestione e della manutenzione del verde pubblico a Messina. Al centro dell’intervento del consigliere c’è una differenza che Cacciotto considera evidente: da una parte la bellezza dell’area dell’Agorà dello Stretto, realizzata grazie all’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto di Messina, dall’altra le condizioni che, secondo quanto denunciato, interessano diverse aree periferiche e una parte consistente del verde pubblico cittadino. Cacciotto concentra in particolare l’attenzione su Fondo Fucile, Villaggio Aldisio e Viale Gazzi, denunciando degrado e carenze negli interventi di manutenzione. Una situazione che, secondo il consigliere, arriva in alcuni casi a incidere concretamente sulla possibilità per i cittadini di utilizzare normalmente i marciapiedi.

Cacciotto: “Cura del verde pubblico” tra Agorà dello Stretto e degrado

Il consigliere della Terza Circoscrizione sintetizza la propria posizione partendo proprio dal confronto tra la nuova area e le condizioni riscontrate nel resto del territorio. “Cura del verde pubblico: tra la “suggestione” dello splendido Parco Agorà e la sindrome del “non vedo, non parlo, non sento”. Dalla straordinaria bellezza dell’ Agorà dello Stretto, realizzata grazie all’ Autorità di Sistema Portuale dello Stretto di Messina, un’ autentica cartolina che immortala la bellezza di Messina, al totale fallimento e disinteresse di Foresta Me e del degrado di Fondo Fucile, Villaggio Aldisio e Viale Gazzi e per gran parte del verde pubblico in città. Ci sono cittadini che, in periferia ma non solo, vivono nel degrado di sterpaglie e mancati interventi di scerbatura. Addirittura come ho potuto documentare l’erba incolta invade i marciapiedi a tal punto che le persone devono camminare per strada. Eppure, nonostante tutto ciò, in pompa magna si annunciano i 350 mila euro l’anno, necessari, secondo una stima della Messina Servizi Bene Comune, per la cura del verde dell’ area ex fiera quando non si riesce a gestire la cura del verde ordinario. Il progetto Foresta Me è la prova provata di opere realizzate con l’intercettazione di fondi extra bilancio, risorse economiche intercettate e che si dovevano spendere, ed il successivo abbandono. Capiamoci bene: il Comune di Messina può realizzare ed adottare tutte le aree verdi che vuole ma per farlo devi garantire la manutenzione delle stesse e soprattutto non devi togliere nulla alla cura ordinaria della città cosa che purtroppo non accade“, sottolinea Cacciotto.

Agorà dello Stretto, il confronto con Fondo Fucile, Villaggio Aldisio e Viale Gazzi

Il punto centrale dell’intervento è dunque il confronto fra due realtà della stessa città. Cacciotto riconosce la “straordinaria bellezza” dell’Agorà dello Stretto, definendola nel suo intervento “un’ autentica cartolina che immortala la bellezza di Messina”, ma utilizza proprio questo risultato per richiamare l’attenzione sulle condizioni delle altre aree verdi. Il consigliere cita esplicitamente Fondo Fucile, Villaggio Aldisio e Viale Gazzi, estendendo però la propria critica a “gran parte del verde pubblico in città”. La questione sollevata non riguarda quindi soltanto singoli interventi, ma il tema più ampio della manutenzione ordinaria del verde a Messina. Secondo quanto riferito da Cacciotto, il problema riguarda anche i mancati interventi di scerbatura. Il consigliere sostiene di avere documentato situazioni nelle quali l’erba incolta invade i marciapiedi al punto da costringere le persone a camminare sulla strada.

Area ex Fiera, al centro della polemica la stima di 350 mila euro l’anno

Un altro passaggio centrale dell’intervento riguarda i costi previsti per la gestione del verde dell’area ex Fiera di Messina. Cacciotto richiama infatti la cifra di 350 mila euro l’anno, indicata nel suo intervento come necessaria, secondo una stima della Messina Servizi Bene Comune, per la cura del verde dell’area. È proprio su questo punto che si concentra la critica politica del consigliere della Terza Circoscrizione. Cacciotto mette infatti in relazione l’annuncio della cifra necessaria per l’area ex Fiera con quelle che considera le difficoltà già esistenti nella gestione della cura ordinaria del verde pubblico. Il tema posto dal consigliere non è dunque quello della realizzazione di nuove aree verdi in quanto tale, ma quello della capacità di garantirne successivamente una manutenzione adeguata senza penalizzare gli interventi necessari nel resto del territorio comunale.

Foresta Me, Cacciotto parla di “successivo abbandono”

Nell’intervento trova spazio anche una critica esplicita al progetto Foresta Me. Cacciotto lo indica come esempio di opere realizzate attraverso l’intercettazione di fondi extra bilancio e successivamente, secondo la sua denuncia, abbandonate. Il consigliere parla di “risorse economiche intercettate e che si dovevano spendere”, mettendo quindi l’accento non soltanto sulla fase di realizzazione degli interventi, ma soprattutto su quella successiva della manutenzione delle opere e delle aree verdi. È questo uno degli aspetti sui quali Cacciotto costruisce la propria contestazione: la disponibilità di risorse per realizzare un progetto, secondo la posizione espressa dal consigliere, deve essere accompagnata dalla capacità di assicurare nel tempo la manutenzione necessaria.