Si è concluso senza lieto fine il recupero di una poiana avvenuto oggi nei pressi dell’area portuale di Tropea. Il rapace era rimasto incastrato a testa in giù in una rete metallica e, con ogni probabilità, è rimasto in quella posizione per molto tempo, riportando lesioni rivelatesi gravissime. Provvidenziale l’intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Ricadi, giunti sul posto dopo la segnalazione dei titolari dell’esercizio commerciale “La Panineria del Porto“. Dopo aver liberato l’animale, i soccorritori hanno atteso l’arrivo di Domenico Aiello, esponente nazionale del WWF, affidandogli il rapace per il trasferimento. Nonostante i tentativi di soccorso, la poiana è morta poco dopo.
Una vicenda che segue di pochi giorni quella di un barbagianni recuperato da Aiello, su segnalazione di alcuni bagnanti, presso il Lido del Nonno, anch’esso rinvenuto in condizioni critiche e deceduto poco dopo. A questi si aggiungono tanti altri recuperi, fortunatamente conclusi con esito positivo grazie all’impegno di volontari e operatori specializzati. Tra gli ultimi casi vi sono quelli registrati in Sila, con due scoiattoli meridionali e un giovane falco pellegrino tratto in salvo nel centro abitato di San Giovanni in Fiore grazie all’impegno del volontario Massimo Secreti dell’associazione Capitale della Sila e degli specialisti del GLC Lipu Sila. I due scoiattoli e il rapace, gravemente ferito a un’ala a seguito dell’impatto con un cavo aereo, sono stati trasferiti grazie all’impegno del volontario Lipu, Alfredo Bruno, al CRAS di Cosenza per le cure necessarie.
Questi episodi rappresentano però solo una parte delle decine di interventi effettuati negli ultimi mesi da volontari, associazioni, forze dell’ordine e centri specializzati, dai recuperi di nidiacei caduti dai nidi al soccorso di rapaci, mammiferi e altre specie protette in difficoltà. Un’attività spesso invisibile all’opinione pubblica, ma sempre più importante in una fase storica segnata dagli effetti della crisi climatica, che colpisce duramente anche la fauna selvatica. Questi episodi riportano al centro dell’attenzione il tema del recupero della fauna selvatica in Calabria. Ancora oggi, infatti, il destino di molti animali selvatici in difficoltà, patrimonio indisponibile dello Stato, dipende in larga parte dalla sensibilità dei cittadini e dall’impegno dei volontari, in assenza di una rete regionale pubblica realmente strutturata.
Fondamentale il lavoro svolto quotidianamente dalle autorità pubbliche, dalle Polizie Provinciali ai Carabinieri Forestali, dai Vigili del Fuoco ai veterinari, fino ai volontari e soprattutto ai Centri di Recupero per Animali Selvatici (CRAS), autentici presìdi di tutela della biodiversità che operano spesso con risorse limitate. In Calabria i CRAS sono soltanto due, a Catanzaro e Cosenza, una presenza insufficiente a coprire l’intero territorio regionale, che resta inoltre privo di una rete capillare di centri di primo soccorso.
“Se oggi migliaia di animali selvatici vengono curati e restituiti alla natura è grazie a una rete straordinaria di donne e uomini che lavora lontano dai riflettori, sostenuta più dalla passione e dal senso di responsabilità che da adeguati strumenti istituzionali“, dichiara Aiello. L’esponente nazionale del WWF rivolge quindi un appello diretto al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto.
“Nei giorni scorsi il Presidente Occhiuto ha giustamente firmato un’ordinanza per proteggere cani e gatti dalle ondate di calore, riconoscendo che il livello di civiltà di una comunità si misura anche da come tratta gli animali. Un principio condivisibile e importante. Ma allora non possiamo dimenticare la fauna selvatica, che subisce gli effetti della crisi climatica in misura ancora maggiore e che continua a dipendere quasi esclusivamente dall’impegno di volontari, CRAS e cittadini sensibili a cui quest’anno la Regione si è interessata incredibilmente solo per anticipare l’apertura della caccia“.
“La morte della poiana e del barbagianni recuperati a Tropea deve diventare un’occasione di riflessione e di cambiamento. La legge regionale n. 9 del 1996 ha ormai bisogno di essere aggiornata ascoltando chi opera sul campo ogni giorno: volontari, professionisti dei CRAS, veterinari, associazioni ambientaliste, Carabinieri Forestali, Polizie Provinciali e istituzioni coinvolte nei recuperi. La Calabria ha bisogno di una riforma coraggiosa e moderna che costruisca una vera rete regionale per il soccorso della fauna selvatica, con procedure chiare, reperibilità, strutture adeguate e risorse certe”.
“Chiedo al Presidente Occhiuto di compiere un ulteriore passo avanti. Se è giusto mobilitarsi per proteggere gli animali d’affezione dalle ondate di calore, è altrettanto doveroso fare lo stesso per la fauna selvatica, che rappresenta un patrimonio di tutti i calabresi e dell’intero Paese. Una regione che tutela la biodiversità tutela sé stessa e il proprio futuro. La Calabria non può più permettersi di lasciare soli coloro che ogni giorno si impegnano per salvare e difendere la natura”.
