Trent’anni dopo il diploma, la V E del Liceo “Leonardo da Vinci” si ritrova sul Lungomare di Reggio Calabria

Una serata ai Bagni Nettuno per celebrare un’amicizia rimasta intatta nel tempo. Ospite speciale il professor Francesco Poto, indimenticato docente di lettere e maestro di vita

Trent’anni possono cambiare molte cose: le strade professionali, le città in cui si vive, gli impegni quotidiani e le responsabilità. Ma ci sono legami capaci di attraversare il tempo e di ritrovarsi intatti, sostenuti da ricordi condivisi e da un sentimento di appartenenza che non si è mai spento. È quanto accaduto in occasione della serata organizzata per celebrare i trent’anni dal diploma della classe V E del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria. Gli ex compagni di scuola si sono ritrovati nella suggestiva cornice dei Bagni Nettuno, sul Lungomare cittadino, per festeggiare un anniversario importante e ripercorrere insieme una parte fondamentale della propria vita.

Non si è trattato soltanto di una rimpatriata, ma di un incontro autentico tra persone che, pur avendo seguito percorsi differenti, hanno continuato a riconoscersi come parte dello stesso gruppo. La serata ha confermato la solidità di un legame nato tra i banchi di scuola e consolidatosi negli anni, nonostante le distanze, gli impegni familiari e le diverse esperienze professionali.

Oggi gli studenti di quella V E sono diventati professionisti stimati, apprezzati a Reggio Calabria e in numerose altre città italiane. Ciascuno ha costruito il proprio percorso attraverso il lavoro, lo studio e l’impegno, portando con sé non soltanto le conoscenze acquisite durante gli anni del liceo, ma anche quel patrimonio di valori, relazioni e capacità critica che la scuola ha contribuito a formare.

Nel corso della cena sono stati ricordati gli episodi più piacevoli e divertenti degli anni scolastici, le esperienze vissute insieme, le lezioni, le interrogazioni e quei piccoli avvenimenti quotidiani che, a distanza di trent’anni, assumono un significato ancora più intenso. Il racconto del passato si è intrecciato con le storie del presente: le carriere intraprese, le famiglie costruite, i traguardi raggiunti e le difficoltà affrontate. Esperienze diverse, accomunate dalla consapevolezza di avere condiviso una stagione irripetibile della propria formazione.

A rendere ancora più speciale l’incontro è stata la presenza del professor Francesco Poto, uno dei docenti di lettere più conosciuti e amati da generazioni di studenti della provincia di Reggio Calabria. Il professore, che non perde occasione per incontrare i suoi ex allievi e trascorrere del tempo con loro, ha partecipato con il consueto affetto e con quella capacità di ascolto e di dialogo che ha sempre caratterizzato il suo insegnamento.

I suoi racconti, le riflessioni e gli aneddoti condivisi durante la serata hanno riportato tutti, per qualche momento, tra le aule del liceo. Ma hanno soprattutto confermato quanto la sua figura sia stata importante nella crescita personale degli studenti. Il professor Poto non è stato soltanto un insegnante capace di trasmettere l’amore per la letteratura e per la cultura: per gli allievi della V E è stato anche un autentico maestro di vita, in grado di educare al pensiero critico, alla sensibilità, al rispetto e alla comprensione degli altri.

La presenza del docente ha dato alla serata un valore ancora più profondo, ricordando quanto un buon insegnante possa lasciare un segno duraturo nella vita dei propri studenti. Un legame educativo che non termina con l’ultima campanella o con l’esame di maturità, ma continua nel tempo e si rinnova a ogni incontro.

La storia della V E testimonia anche il valore formativo del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, istituzione che ha contribuito alla crescita culturale e umana di numerose generazioni e che continua a rappresentare un importante punto di riferimento per la città. I percorsi professionali e personali degli ex studenti costituiscono oggi la prova concreta della qualità di quell’esperienza scolastica.

Tra sorrisi, fotografie, ricordi ed emozioni, la serata ai Bagni Nettuno si è conclusa con la promessa di non lasciare trascorrere troppo tempo prima del prossimo incontro. Perché, dopo trent’anni, la V E non è soltanto il nome di una classe riportato su un vecchio registro: è ancora una comunità di persone unite da una storia comune, da un’amicizia sincera e dalla gratitudine verso chi ha contribuito alla loro formazione. Una classe capace di crescere senza disperdersi e di ritrovarsi, ancora una volta, con lo stesso entusiasmo di allora.