Tari a Villa San Giovanni, Siclari attacca la maggioranza: “sul PEF 2026 risposte arrivate solo dopo il voto”

Il presidente della Commissione Bilancio contesta il metodo seguito dall’amministrazione sul Piano economico finanziario 2026-2029 e sulle nuove tariffe: al centro i costi rinviati agli anni successivi, gli aumenti per famiglie e imprese e i chiarimenti mai forniti in Consiglio comunale

Il confronto politico sulla Tari a Villa San Giovanni si sposta dal merito dei numeri al metodo con cui il Piano economico finanziario 2026-2029 è stato illustrato e approvato. A sollevare il caso è Daniele Siclari, presidente della Commissione Bilancio e consigliere comunale di Forza Italia, che accusa la maggioranza di avere affidato a un comunicato stampa spiegazioni che, a suo giudizio, avrebbero dovuto essere fornite prima nelle sedi istituzionali. Il punto più rilevante della contestazione riguarda il costo complessivo del PEF 2026, pari a 3.896.948,99 euro, e la parte che, per effetto del limite alla crescita tariffaria previsto dalla regolazione Arera, non verrà riconosciuta immediatamente attraverso le entrate tariffarie. Secondo i dati richiamati da Siclari, 391.459,58 euro saranno rinviati al 2027 e ulteriori 68.919,55 euro verranno recuperati nel 2028.

Tari Villa San Giovanni, lo scontro dopo il Consiglio comunale

La polemica nasce all’indomani della seduta del Consiglio comunale nella quale sono stati approvati il Piano economico finanziario 2026-2029 e le nuove tariffe Tari. Secondo Siclari, la maggioranza avrebbe scelto di chiarire pubblicamente le ragioni delle proprie decisioni soltanto dopo il voto, attraverso una nota destinata alla stampa. Il consigliere di Forza Italia sostiene che le stesse spiegazioni non siano state rese né durante i lavori della Commissione Bilancio né nel dibattito consiliare. Una contestazione che investe direttamente il rapporto tra maggioranza e opposizione, ma soprattutto il livello di trasparenza garantito ai cittadini chiamati a sostenere i costi del servizio.

Le domande sul PEF rimaste senza risposta

Nel corso della Commissione Bilancio, l’assenza del responsabile del settore competente avrebbe impedito di ottenere chiarimenti su diversi aspetti del Piano. Siclari riferisce di avere successivamente formalizzato tutti i quesiti attraverso una Pec indirizzata ai responsabili competenti. Il riscontro, secondo quanto ricostruito dal presidente della Commissione, sarebbe arrivato soltanto la mattina del Consiglio comunale, a poche ore dalla seduta, e avrebbe riguardato esclusivamente alcuni elementi delle tariffe e la trasmissione della documentazione di validazione Arrical. Sarebbero invece rimaste senza risposta le richieste relative al confronto con il precedente PEF, all’incidenza economica del nuovo affidamento del servizio, alla qualità delle prestazioni, ai ricavi derivanti dalla raccolta differenziata, al Centro comunale di raccolta e agli effetti complessivi del Piano.

Il nodo dei costi rinviati al 2027 e al 2028

Uno dei passaggi più delicati della nota riguarda la differenza tra il costo complessivo del servizio e le entrate tariffarie riconosciute per il 2026. Siclari richiama la determinazione di validazione di Arrical, secondo cui il costo complessivo del PEF 2026 ammonta a 3.896.948,99 euro. Le entrate tariffarie riconosciute per lo stesso anno sarebbero però pari a 3.505.489,41 euro, a causa del limite alla crescita tariffaria previsto dalla regolazione Arera. La differenza di 391.459,58 euro, sostiene il consigliere, non verrebbe eliminata ma semplicemente rinviata al 2027. La stessa determinazione certificherebbe inoltre il recupero di ulteriori 68.919,55 euro nel 2028. Da qui l’accusa politica: una parte significativa del costo del servizio non sarebbe stata risolta, ma spostata sugli esercizi successivi, senza che questo elemento fosse adeguatamente evidenziato nel comunicato della maggioranza.

Raccolta differenziata oltre il 70 per cento, la richiesta sui benefici economici

La maggioranza, secondo quanto riferito da Siclari, avrebbe sostenuto che nei mesi di giugno e luglio la raccolta differenziata abbia superato il 70 per cento e che il nuovo servizio abbia prodotto un deciso miglioramento della qualità. Il presidente della Commissione Bilancio non contesta direttamente il dato, ma chiede che venga quantificato il beneficio economico collegato a questo risultato. Le domande riguardano il valore dei materiali recuperati, l’incidenza dei relativi ricavi sul Piano economico finanziario e l’effetto concreto sulle bollette dei cittadini. Il nodo sollevato è quindi quello della corrispondenza tra performance ambientale e riduzione dei costi: un risultato positivo nella raccolta differenziata, secondo Siclari, dovrebbe essere accompagnato da dati chiari sul ritorno economico per famiglie e attività.

“Aumenti Tari per famiglie e attività economiche”

Nel comunicato, il consigliere richiama anche gli aumenti tariffari certificati dagli uffici comunali. Secondo Siclari, gli incrementi riguarderebbero sia le famiglie sia numerose attività economiche. La sua posizione è che non si tratti di valutazioni politiche dell’opposizione, ma di dati ufficiali prodotti dalla stessa amministrazione. Per questo chiede che il confronto sulle nuove tariffe venga condotto sulla base degli atti, evitando ricostruzioni parziali o esclusivamente comunicative. La questione centrale, nella sua lettura, non è contestare il PEF in via pregiudiziale, ma comprendere come siano stati costruiti i costi e quali conseguenze producano sui contribuenti.

Il ruolo della Commissione Bilancio e del Consiglio comunale

Siclari insiste sul rispetto delle sedi istituzionali. La Commissione Bilancio e il Consiglio comunale, sostiene, non possono essere considerati passaggi puramente formali da completare prima di affidare le spiegazioni alla stampa. Il confronto dovrebbe avvenire prima del voto, attraverso la disponibilità tempestiva degli atti, la risposta ai quesiti dei consiglieri e la possibilità di deliberare con piena conoscenza dei dati. La critica si concentra quindi sul metodo seguito dalla maggioranza: non tanto l’assenza assoluta di comunicazione, quanto il fatto che le spiegazioni siano arrivate dopo l’approvazione e al di fuori delle sedi deputate al confronto amministrativo.

La dichiarazione integrale di Daniele Siclari

Il presidente della Commissione Bilancio e consigliere comunale di Forza Italia ha dichiarato: “Prendiamo atto che, all’indomani del Consiglio comunale, la maggioranza abbia scelto di spiegare ai cittadini, attraverso un comunicato stampa, le ragioni dell’approvazione del Piano Economico Finanziario 2026-2029 e delle nuove tariffe TARI. Peccato che quelle stesse spiegazioni non siano state fornite nelle sedi istituzionali, cioè in Commissione Bilancio e nel Consiglio comunale. In Commissione, a causa dell’assenza del Responsabile del Settore competente, sono rimaste senza risposta numerose richieste di chiarimento sul PEF. Per questo motivo, come Presidente della Commissione Bilancio, ho formalizzato tutti i quesiti con una PEC indirizzata ai Responsabili competenti. Il riscontro è arrivato solo la mattina del Consiglio comunale, a poche ore dalla seduta, ed ha riguardato esclusivamente alcuni aspetti delle tariffe e la trasmissione della documentazione di validazione ARRICAL.

Su tutte le domande fondamentali riguardanti il Piano Economico Finanziario non è arrivata alcuna risposta, né prima né durante il Consiglio comunale. Avevamo chiesto chiarimenti sul confronto con il precedente PEF, sull’incidenza economica del nuovo affidamento del servizio, sulla qualità effettiva delle prestazioni, sui ricavi derivanti dalla raccolta differenziata, sul Centro Comunale di Raccolta e sugli effetti economici complessivi del Piano. Domande rimaste senza risposta. Oggi, invece, scopriamo dalla stampa che tutto sarebbe riconducibile all’aumento dei costi di conferimento deciso da ARRICAL e che il servizio avrebbe registrato un deciso cambio di passo. Nessuno mette in discussione che i costi regionali di trattamento siano aumentati.

Ma ridurre un Piano Economico Finanziario da quasi quattro milioni di euro ad un semplice aumento dei costi di conferimento significa raccontare soltanto una parte della verità. Gli atti ufficiali dicono molto di più. La determinazione di validazione di ARRICAL certifica che il costo complessivo del PEF 2026 ammonta a € 3.896.948,99. Per effetto del limite alla crescita tariffaria previsto dalla regolazione ARERA, nel 2026 vengono però riconosciute entrate tariffarie per € 3.505.489,41.
La differenza, pari a € 391.459,58, non viene cancellata. Viene semplicemente rinviata al 2027. E la stessa determinazione certifica inoltre che ulteriori € 68.919,55 saranno recuperati nel 2028. Questo significa che una parte rilevante del costo del servizio non viene risolta, ma soltanto spostata negli anni successivi.

Di questo, però, nel comunicato della maggioranza non c’è traccia.
Così come non c’è alcun riferimento alle domande che abbiamo posto e che sono rimaste prive di risposta. La maggioranza afferma inoltre che nei mesi di giugno e luglio la raccolta differenziata avrebbe superato il 70% e che il nuovo servizio avrebbe determinato un deciso miglioramento della qualità. Se è davvero così, allora la domanda è inevitabile: qual è il beneficio economico prodotto da questo risultato? Quanto valgono economicamente i materiali recuperati? Quanto incidono quei ricavi sul Piano Economico Finanziario? Quanto di quel beneficio ritorna concretamente nelle bollette dei cittadini? Sono domande semplici. Sono domande tecniche. Sono domande formulate in Commissione Bilancio, ribadite con una PEC e riproposte durante il Consiglio comunale. Eppure, nessuno ha ritenuto di rispondere. Anche sul fronte delle tariffe la realtà è diversa da quella raccontata. Gli stessi uffici comunali hanno certificato aumenti significativi sia per le famiglie sia per numerose attività economiche. Non sono valutazioni dell’opposizione. Sono dati ufficiali dell’Amministrazione.
La differenza tra chi governa e chi svolge il ruolo di opposizione dovrebbe essere una sola. L’opposizione ha il dovere di porre domande. La maggioranza ha il dovere di fornire risposte. Noi non abbiamo contestato il Piano per principio. Abbiamo chiesto di comprenderlo. Abbiamo chiesto dati. Abbiamo chiesto confronti.
Abbiamo chiesto spiegazioni. Non le abbiamo ottenute. Ed è francamente singolare che ciò che non si è voluto spiegare nelle sedi istituzionali venga oggi raccontato attraverso una nota stampa.
Le Commissioni e il Consiglio comunale non possono essere ridotti a un semplice passaggio formale da superare per poi spiegare tutto ai giornali. Le istituzioni meritano rispetto.  I consiglieri comunali meritano rispetto.

E soprattutto meritano rispetto i cittadini, che hanno il diritto di sapere come vengono determinati i costi che saranno chiamati a pagare.
La trasparenza non consiste nel pubblicare un comunicato dopo il voto. La trasparenza consiste nel mettere gli atti a disposizione nei tempi dovuti, rispondere alle domande formulate dai consiglieri e consentire al Consiglio comunale di deliberare con piena consapevolezza. Su questo, purtroppo, la maggioranza ha scelto ancora una volta la strada della propaganda invece di quella del confronto istituzionale. Per noi la politica non è raccontare le decisioni dopo averle approvate. È avere il coraggio di spiegarle, documentarle e sostenerle davanti al Consiglio comunale, prima del voto. È lì che si misura il rispetto delle istituzioni. È lì che si misura la credibilità di un’Amministrazione”.