Una serata destinata a rimanere scolpita nella storia della grande lirica: il Teatro Antico di Taormina ha vissuto una vittoria straordinaria e travolgente con la rappresentazione del Nabucco di Giuseppe Verdi, grande produzione firmata dal Festival Lirico dei Teatri di Pietra. In una cornice da tutto esaurito, con ogni ordine di gradinata gremito da un pubblico calorosissimo, l’evento – nato dalla collaborazione tra il Coro Lirico Siciliano e la Fondazione Taormina – ha offerto uno spettacolo di rara maestosità. A rendere la scenografia ancor più prodigiosa è stata la natura stessa: le colate laviche dell’Etna in eruzione, visibili sullo sfondo del colonnato antico, hanno infuocato la notte siciliana, donando un quadro visivo di travolgente drammaticità e bellezza.
Sotto la guida del Maestro Salvador Vázquez sul podio (alla testa dell’Orchestra Sinfonica del Festival e della Filarmonica di Catania), l’allestimento ha brillato per una visione artistica di supremo livello. La regia atemporale di Salvo Dolce ha dialogato magistralmente con le pietre millenarie, valorizzata dalle suggestive scenografie fluttuanti di Matteo Capobianco, dai solenni e raffinati costumi storici firmati da Sonia Cammarata, dal disegno luci di Gabriele Circo e dalle fluide ed eleganti coreografie curate da Sarah Lanza ed eseguite dal Corpo di Ballo residente del Festival.
Autentico cuore pulsante della serata è stato il Coro Lirico Siciliano, magistralmente preparato da Francesco Costa, che ha regalato un’interpretazione monumentale del celebre “Va, pensiero”, anima espressiva dell’intero dramma verdiano.
Di altissimo profilo la compagnia di canto guidata da interpreti d’eccezione: il baritono Badral Chuluumbaatar ha dato voce e carisma a un tormentato Nabucco; il soprano Elena Mosuc ha conquistato il pubblico nel complesso e impervio ruolo di Abigaille; Khurelbaatar Oyunchimeg ha profuso solennità al profeta Zaccaria, affiancato dal limpido ed energico lirismo di Matteo Mezzaro nei panni di Ismaele e dalla profonda sensibilità di Anna Pennisi (Fenena), insieme alle pregevoli prove di Pietro Di Paola (Abdallo) e Xue Jia (Anna).
Il vertice dell’emozione e dell’inclusione si è raggiunto grazie alla contemporanea traduzione in Lingua dei Segni Italiana (LIS). La reazione e l’entusiasmo del pubblico sordo presente nella cavea sono stati straordinari: con il caratteristico e commovente gesto delle mani aperte che ondeggiavano nell’aria sotto il cielo stellato, la comunità sorda ha partecipato con una gioia visiva travolgente, trasformando l’ascolto dell’opera in un’esperienza universale e senza barriere.
Il sipario è calato tra acclamazioni corali, standing ovation e lunghissimi applausi dedicati a tutti i protagonisti di una notte memorabile targata Festival Lirico dei Teatri di Pietra, in cui l’arte verdiana, il fuoco del vulcano e il calore della Sicilia si sono fusi in un trionfo irripetibile.
