Taormina celebra Corrado Cagli, a Palazzo Corvaja la grande mostra “Nostoi”

Dal 10 settembre al 20 ottobre 2026 Palazzo Corvaja ospita “Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina”, esposizione dedicata a una delle figure più originali e internazionali dell’arte italiana del Novecento

Taormina si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti culturali più significativi dell’autunno 2026. Dal 10 settembre al 20 ottobre, gli spazi di Palazzo Corvaja ospiteranno “Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina”, una mostra dedicata a Corrado Cagli (1910-1976), protagonista dell’arte italiana del Novecento la cui esperienza personale e artistica attraversò alcune delle fratture decisive del secolo. Il progetto punta in particolare a riportare al centro dell’attenzione il profondo rapporto tra Cagli e Taormina, città che negli anni Sessanta rappresentò per l’artista non soltanto un luogo geografico, ma uno spazio culturale e identitario inserito in una vicenda che unisce Roma, New York e la Sicilia. La mostra è curata da Raffaele Bedarida, con la direzione artistica di Franco Baldasso, ed è promossa da Babilonia Centro di Lingua e Cultura Italiana in collaborazione con Archivio Corrado Cagli di Roma, Fondazione Taormina, Comune di Taormina, Fondazione Federico II, Fondazione R. H. Kitson Casa Cuseni, Bard College di New York e Sapienza Università di Roma.

Da New York a Taormina, il rinnovato interesse internazionale per Corrado Cagli

L’esposizione siciliana nasce dal rinnovato interesse internazionale per l’opera di Corrado Cagli, culminato nel 2023 nella mostra curata da Raffaele Bedarida al Center for Italian Modern Art di New York. L’appuntamento statunitense aveva ripercorso la vicenda di Cagli tra Roma e gli Stati Uniti, seguendo un itinerario segnato dall’esilio, dalla Seconda Guerra mondiale e infine dal ritorno in Italia nel 1948. Durante la guerra Cagli si arruolò nell’esercito statunitense e partecipò alla campagna d’Europa. A New York condivise inoltre l’esperienza degli esuli europei e collaborò con il nascente balletto moderno nelle vesti di scenografo e costumista. La mostra newyorkese aveva individuato nella memoria uno dei cardini della ricerca dell’artista, interpretandola come strategia della complessità e di resistenza alle narrazioni vigenti. Il percorso si concludeva con il controverso ritorno di Cagli in Italia nel 1948, quando l’artista si rifiutò di aderire alla retorica redentiva dominante durante la ricostruzione.

“Nostoi”, il ritorno impossibile tra Roma, New York e Taormina

Con “Nostoi”, Taormina raccoglie e amplia il lavoro sviluppato a New York, spostando l’attenzione anche sul legame di Cagli con la Sicilia. Il titolo della mostra richiama il tema omerico del ritorno in patria di Ulisse, un concetto fondamentale nell’esperienza di Cagli ma, al tempo stesso, impossibile da ridurre a un semplice ritorno nostalgico verso i luoghi del passato. Il “nostos” diventa invece una continua ridefinizione dell’identità, costruita attraverso luoghi, esperienze, partenze e ritorni. In questa prospettiva, Roma, New York e Taormina costituiscono i tre principali poli della vicenda umana e artistica di Cagli. C’è la Roma fascista e quella del dopoguerra, c’è la New York dell’esilio e della rinascita e infine c’è la Taormina degli anni Sessanta, descritta come un crocevia internazionale di artisti e intellettuali. Le tre città assumono quindi contemporaneamente una dimensione geografica, culturale e identitaria e diventano la struttura attraverso la quale rileggere il percorso dell’artista.

Corrado Cagli e il calcio: dalla Robur di Letojanni alla maglia del Palermo

Tra gli aspetti meno conosciuti che la mostra permette di riscoprire c’è il rapporto tra Corrado Cagli e il calcio. Per l’artista lo sport non era semplicemente una forma di intrattenimento, ma poteva essere letto come rituale collettivo e forma di espressione corporea. Il rapporto con il pallone ebbe in Sicilia anche risvolti molto concreti. Cagli fondò e sostenne economicamente la Robur di Letojanni e arrivò a disegnare la maglia del Palermo. Un legame con il mondo sportivo che si inseriva con naturalezza nella sua esperienza taorminese. In città Cagli frequentava tanto intellettuali come Giuseppe Ungaretti e Danilo Dolci quanto giovani calciatori e campioni come José Altafini. Una rete di relazioni eterogenea che contribuì a lasciare un ricordo dell’artista ancora vivo nella memoria cittadina e che mostra quanto, nella sua esperienza, cultura alta, arte, sport e dimensione popolare potessero convivere.

Palazzo Corvaja diventa parte del racconto espositivo

Non è casuale neppure la scelta di Palazzo Corvaja come sede dell’esposizione. L’edificio, caratterizzato da una storia e da un’architettura stratificate, entra infatti in dialogo con la ricerca dello stesso Cagli. Il percorso espositivo è curato dall’architetto Pietro Airoldi ed è concepito per mettere le opere in relazione con gli ambienti del palazzo. Il visitatore attraverserà così diverse sezioni, da quella dedicata al muralismo fino all’approfondimento sul rapporto dell’artista con la Sicilia. Quest’ultima parte sarà allestita nelle sale che ospitarono il primo Parlamento Siciliano, creando un ulteriore collegamento tra opere, memoria e stratificazione storica degli spazi.

Da Stravinsky a Balanchine, la rete internazionale di Corrado Cagli

Un intero capitolo di “Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina” è dedicato alla vasta rete internazionale di collaborazioni costruita dall’artista nel corso della sua vita. Tra le personalità con le quali Cagli entrò in relazione figurano Charles Olson, Igor Stravinsky, Danilo Dolci e George Balanchine. Le opere donate da amici e collaboratori permettono di ricostruire da un punto di vista meno consueto la comunità degli intellettuali in esilio negli Stati Uniti. Allo stesso tempo emerge la continuità delle relazioni coltivate dall’artista tra Roma e Taormina, all’interno di un ambiente internazionale nel quale compaiono figure come Saul Steinberg, Eugene Berman, Henri Cartier-Bresson e Victor Brauner. È attraverso questa rete che la mostra restituisce anche la dimensione cosmopolita dell’esperienza di Cagli, mettendo in comunicazione mondi artistici, letterari e culturali differenti.

Taormina nel dopoguerra e il ruolo culturale di Casa Cuseni

L’esposizione ricostruisce anche il carattere cosmopolita della Taormina del secondo dopoguerra, riservando particolare attenzione a Casa Cuseni. La storica dimora viene presentata come uno dei centri della vita culturale cittadina e come luogo d’incontro tra artisti, attivisti e sostenitori delle libertà civili. Il legame tra Palazzo Corvaja e Casa Cuseni non rimarrà soltanto sul piano del racconto storico. Il biglietto della mostra comprenderà infatti anche la visita a Casa Cuseni, dove sarà esposta “Piccolo Processo”.

“Piccolo Processo”, Cagli e il tema della lotta alla mafia

Proprio “Piccolo Processo” introduce nel percorso un’altra dimensione della ricerca e dell’impegno di Corrado Cagli. L’opera è dedicata al magistrato Giuseppe Navarra ed è ispirata alle difficoltà incontrate dalla magistratura nel contrasto alla mafia dopo la strage di Viale Lazio del 1969. La presenza dell’opera permette alla mostra di affrontare anche il tema dell’impegno nella difesa della legalità e della democrazia, condiviso da personalità come Danilo Dolci e Girolamo Li Causi. Il percorso taorminese non si limita quindi a ricostruire la produzione artistica di Cagli, ma inserisce le opere nel contesto delle relazioni culturali, politiche e civili che caratterizzarono le diverse fasi della sua esperienza.

Fascismo, esilio e guerra: la storia di Cagli riletta attraverso il “nostos”

Attraverso il tema del nostos, la mostra racconta un artista che attraversò fascismo, esilio, guerra e rinascita, facendo dell’esperienza personale e della memoria elementi centrali del proprio linguaggio. In questa lunga traiettoria, Taormina emerge come un luogo privilegiato dal quale Cagli poté ripensare la propria storia e la propria ricerca artistica. Il ritorno, dunque, non coincide con il recupero immutato di ciò che era stato lasciato, ma con una continua trasformazione dell’identità. È proprio questo intreccio tra memoria individuale, storia del Novecento e geografie culturali a costituire uno dei nuclei centrali dell’esposizione di Palazzo Corvaja.

Babilonia punta su un programma culturale biennale a Taormina

La mostra dedicata a Corrado Cagli assume inoltre un significato più ampio nelle intenzioni di Babilonia Centro di Lingua e Cultura Italiana. Con l’iniziativa, Babilonia conferma infatti un percorso maturato nel tempo con l’obiettivo di promuovere progetti culturali di respiro internazionale capaci di intrecciare ricerca scientifica, valorizzazione del patrimonio e dialogo con il territorio. L’obiettivo dichiarato è contribuire a rafforzare il ruolo di Taormina come luogo d’incontro tra storia, arte contemporanea e cultura internazionale. Per Babilonia, inoltre, la mostra non vuole rappresentare un evento isolato, ma l’inizio di un programma biennale di eventi culturali e, a coronamento di oltre trent’anni di attività, l’occasione per presentare al pubblico MID – Mediterranean Innovation District, il nuovo polo con sede a Taormina pensato per la comunità locale e globale.

Mediterranean Innovation District, il nuovo polo MID con sede a Taormina

MID – Mediterranean Innovation District viene concepito come un ecosistema internazionale nel quale far convergere formazione, ricerca, cultura, intelligenza artificiale e creazione d’impresa. Il progetto punta a collegare studenti, università, esperti, aziende e investitori, accompagnando ogni persona dalla conoscenza fino alla realizzazione concreta della propria idea, del proprio progetto o della propria impresa. La presentazione del nuovo polo si inserisce dunque nel più ampio percorso attraverso il quale Babilonia intende affiancare alla propria attività ultratrentennale un programma di iniziative culturali e progettuali radicate a Taormina ma rivolte a una dimensione internazionale.

Il catalogo della mostra tra Sicilia, sport, cultura popolare e strategie queer

Ad accompagnare “Corrado Cagli: Nostoi. Roma New York Taormina” sarà anche un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore, pensato per approfondire da una prospettiva scientifica i diversi temi affrontati dal progetto espositivo. Il volume raccoglie contributi di Franco Baldasso, Raffaele Bedarida, John Champagne e Yasmin Riyahi e affronta, tra gli altri aspetti, il rapporto di Cagli con la Sicilia, la conversazione che la sua arte intrattiene con gli scrittori, le strategie queer e l’iconografia omoerotica, oltre all’interesse dell’artista per calcio, sport e cultura popolare. Il catalogo è inoltre arricchito da numerose immagini e documenti inediti, ampliando ulteriormente il lavoro di ricostruzione proposto dall’esposizione. Dal 10 settembre al 20 ottobre 2026, dunque, il percorso tra Palazzo Corvaja e Casa Cuseni offrirà l’occasione per rileggere Corrado Cagli non soltanto attraverso le sue opere, ma attraverso le città, le persone, gli eventi storici e le molteplici identità che ne segnarono l’esistenza. Al centro rimane Taormina, uno dei luoghi fondamentali di quel viaggio di partenze e ritorni evocato dal titolo “Nostoi” e punto d’incontro tra la storia personale dell’artista, la Sicilia e una rete culturale di dimensione internazionale.

Corrado Cagli