Un film, un grande protagonista della moda italiana e una riflessione sul rapporto tra identità, territorio e dimensione internazionale. È stata una serata all’insegna della cultura quella organizzata nel cortile dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri”, che ha accolto oltre 150 spettatori per la proiezione di Gianni Versace – L’imperatore dei sogni, diretto da Mimmo Calopresti. Al centro dell’appuntamento non c’è stato soltanto il racconto cinematografico di uno dei più celebri stilisti italiani, ma anche il confronto diretto con il regista, chiamato a spiegare genesi e significato di un’opera che prova a superare la dimensione del mito per restituire la complessità dell’uomo Gianni Versace.
Calopresti ha ripercorso le tappe del proprio lavoro, soffermandosi sul legame tra Versace, le sue origini calabresi e quella capacità di trasformare radici profondamente territoriali in una creatività capace di parlare al mondo. Un tema particolarmente significativo nel contesto di un ateneo che, per vocazione, mette in relazione culture e Paesi differenti.
A dialogare con il regista è stata la professoressa Ermenegilda Tripodi, consigliera del Consiglio di amministrazione dell’UNIDA. Il confronto ha consentito di approfondire diversi aspetti del film e della figura di Versace, coinvolgendo una platea attenta e trasformando la proiezione in un’occasione di riflessione più ampia sul cinema e sulla rappresentazione della Calabria.
L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della governance dell’Università. Il rettore Carlo Felice Casula, storico e intellettuale con una particolare attenzione al mondo cinematografico, ha promosso l’appuntamento insieme al presidente del CdA Pasquale Basilicata.
Nel corso della serata è intervenuto Giuseppe Quattrone, consigliere del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo, che ha evidenziato il valore di iniziative capaci di rafforzare la conoscenza dell’identità italiana presso gli studenti internazionali dell’Università. Proprio in questa prospettiva la figura di Gianni Versace assume un significato particolare. Nato a Reggio Calabria, lo stilista ha saputo costruire un linguaggio creativo riconosciuto in tutto il mondo, diventando uno dei simboli della capacità italiana di coniugare tradizione, talento e innovazione.
Il suo percorso rappresenta, dunque, un esempio di come un’identità fortemente legata alle proprie origini possa trasformarsi in una dimensione universale. Un tema che si intreccia naturalmente con la missione dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri”, luogo nel quale l’identità italiana viene quotidianamente raccontata e condivisa con studenti provenienti da diversi Paesi.
Significativo anche l’incontro ideale, sul piano artistico, tra due protagonisti calabresi: Gianni Versace, figura internazionale della moda, e Mimmo Calopresti, regista tra le personalità più riconoscibili del cinema regionale e nazionale. Due percorsi differenti, ma accomunati dalla capacità di partire dalla propria terra per costruire un dialogo con un pubblico molto più ampio.
Nel cast del film figurano Leonardo Maltese e Vera Dragone. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Calopresti insieme a Monica Zapelli, mentre Federico Torres ha curato la fotografia, Maria Fassari i costumi e Andrea Fornaciari le musiche.
L’evento è stato coordinato da Giuseppe Bova, vicepresidente del CdA dell’UNIDA. La direzione dell’iniziativa è stata affidata all’avvocato Francesco Dattola, direttore generale dell’Ateneo.
La presenza di oltre 150 persone ha confermato l’interesse del pubblico per la figura di Versace e per un appuntamento capace di mettere insieme cinema, memoria e identità. Ma ha anche evidenziato il ruolo che la cultura può svolgere nel rileggere il rapporto tra una comunità e i suoi protagonisti più illustri.
Da Reggio Calabria al mondo, la storia di Versace racconta infatti una Calabria tutt’altro che marginale: una terra dalla quale possono nascere talenti capaci di confrontarsi con scenari internazionali. Ed è proprio in questo passaggio, tra appartenenza e apertura, che cinema, Università e territorio hanno trovato il punto d’incontro della serata.
