Torna al centro dell’attenzione il Campo Coni di Reggio Calabria e, in particolare, la lunga attesa per la conclusione dei lavori alla struttura. A sollevare nuovamente il problema è un componente del comitato spontaneo nato ormai diversi anni fa proprio in relazione alle criticità dell’impianto del rione Modena, che ha scritto alla redazione di StrettoWeb raccogliendo anche le sollecitazioni di numerosi amatori, soprattutto anziani. La protesta riguarda non soltanto i tempi dei lavori, ma anche quella che viene descritta come una persistente mancanza di risposte da parte delle istituzioni. Nella lettera vengono richiamate le precedenti segnalazioni, comprese quelle dei tecnici Amodeo e Turano, oltre ai ripetuti tentativi di contattare assessori e sindaco. Il tema viene collegato più in generale alla carenza di spazi sicuri per praticare attività sportiva in città, con ricadute su bambini, ragazzi impegnati nella preparazione dei concorsi per le Forze Armate, anziani e semplici amatori.
“Faccio parte di un comitato spontaneo nato già tantissimi anni fa, esattamente nel 2014, quando il Campo Coni rimase chiuso per otto mesi. Sollecitato da tanti amatori anziani, non avvezzi all’utilizzo di social e altre piattaforme, scrivo nuovamente, tra le tante altre voci, sulla annosa questione Campo Coni. Con immenso dispiacere cambia l’amministrazione ma la musica non cambia per lo sport in città. Dopo le accorate lettere e i vostri articoli delle segnalazioni dei tecnici Amodeo e Turano, abbiamo in tanti scritto ad assessori vari, finanche al sindaco, ma veniamo sistematicamente ignorati o forse i nostri messaggi non vengono nemmeno visualizzati. La domanda mi sorge spontanea: ma a qualcuno frega dello sport in questa città? Dopo i recenti successi nel medagliere delle atlete italiane, perché a Reggio Calabria un bambino non può sognare di vincere in una specialità olimpica, mondiale o europea?” si legge nella lettera.
“Personalmente siamo stanchi di scrivere a testate o ai politici di turno da due anni per un diritto; credo che l’ultimo passo sia scrivere al prefetto, che magari ci possa dare una mano, in quanto risaputo donna di sport, come ha testimoniato più volte anche coi tuffi di Capodanno, oltre che massima autorità cittadina. Da due anni non abbiamo nessun parco in città dove praticare sport e le sue discipline, ma non solo: tantissimi ragazzi non possono allenarsi per le prove dei concorsi nelle Forze Armate e tanti anziani e non, amatori, non hanno uno spazio sicuro, lontano dalle macchine e bici/monopattini, dove poter fare jogging o camminata semplicemente per mantenere sotto controllo i valori e salute o per pura socialità. Da due anni e passa è calato il silenzio sul Campo Coni, speriamo qualcuno si degni prima o poi a darci una risposta. L’unica testata che ha sempre abbracciato la causa del campo scuola Coni del rione Modena è StrettoWeb e lo ha sempre dimostrato con i vari articoli, speriamo non faccia sconti ma pungoli anche questa amministrazione che al momento non ha mai dato nessuna risposta sul tema. Che città è una città senza parchi e centri sportivi? Con fiducia, Amatori del Campo Coni”.
La richiesta, dunque, è quella di ottenere finalmente risposte chiare sui tempi e sul futuro del Campo Coni, considerato dal comitato un presidio fondamentale non soltanto per lo sport agonistico, ma anche per l’attività motoria quotidiana, la socialità e la possibilità per i più giovani di allenarsi in uno spazio adeguato e sicuro.
