Una cittadina di Reggio Calabria ha inviato una lettera al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al Sindaco di Reggio Calabria e della Città Metropolitana, Francesco Cannizzaro avente oggetto “Degrado intollerabile delle strade provinciali e rurali calabresi”. Nella lettera la cittadina scrive: “Gentile Presidente Occhiuto, Gentile Sindaco Cannizzaro, Vi scrivo mossa da un profondo senso di esasperazione e, lo dico senza giri di parole, da una cocente sensazione di vergogna. Sono una cittadina calabrese che per motivi di vita vive e lavora fuori, ma che mantiene un legame viscerale, indissolubile e quotidiano con la propria terra d’origine. Ed è proprio per questo amore profondo che oggi soffro nel vedere lo spettacolo impietoso a cui siamo costretti ad assistere ogni volta che torniamo a casa. Non posso e non voglio rassegnarmi all’idea che per la mia Calabria il degrado debba essere considerato la normalità”.
“Sindaco Cannizzaro, da cittadina attenta non posso non riconoscere e apprezzare gli sforzi e l’evidente cambio di passo che sta dimostrando per il decoro urbano di Reggio Calabria. I piani di pulizia avviati in città sono un ottimo segnale, ma la nostra provincia non finisce purtroppo ai confini del capoluogo. Serve la medesima cura, la stessa fermezza, anche fuori dal perimetro cittadino. Non è tollerabile che, appena ci si immetta sulla viabilità secondaria per raggiungere i nostri paesi, si entri in una sorta di terra di nessuno. Sto parlando di praticamente TUTTE le strade provinciali del reggino, nessuna esclusa, ma anche di moltissime strade di campagna, di diverse spiagge che dovrebbero essere il nostro biglietto da visita, delle nostre pinete e di quasi tutte le piazzole di sosta. Una situazione drammatica che, peraltro, so essere identica anche nel vibonese e nel crotonese”.
“Negli anni scorsi, attraverso il portale ambiente della Regione, e più di recente tramite la neonata app CalabriAmbiente, io stessa ho inviato puntuali e continue segnalazioni denunciando a volte mare sporco e altre discariche abusive. Tuttavia, la triste realtà è che il problema oggi non risiede nell’inviare segnalazioni per singole “isole di degrado” qua e là: il territorio è gravemente e capillarmente compromesso nella sua interezza per quanto riguarda l’abbandono indiscriminato dei rifiuti”.
“Nelle ultime settimane, poi, abbiamo assistito a un paradosso squallido e grottesco: il passaggio dei mezzi per lo sfalcio dell’erba lungo i cigli stradali ha rimosso la vegetazione mettendo letteralmente a nudo lo schifo stratificato da anni. Tonnellate di plastica, vecchi elettrodomestici, sacchetti e macerie edili sono finiti sotto gli occhi di tutti, abbandonati nelle scarpate. Gli operai tagliano l’erba e tirano dritto perché la rimozione non rientra nei loro compiti, i piccoli comuni si dichiarano impotenti per mancanza di risorse e nel frattempo tutto resta bloccato. Intanto, puntuale come un orologio, ogni notte si aggiunge la spazzatura fresca di giornata lasciata da incivili che agiscono indisturbati, certi dell’assenza totale di controlli e sanzioni”.
“Eppure le soluzioni, anche economiche, esistono. La Regione mette a disposizione bandi e risorse importanti per l’ambiente e per il ripristino delle aree degradate che i territori devono intercettare. L’auspicio, che credo sia quello di tutti i calabresi onesti, è che la Regione e la Città Metropolitana uniscano finalmente le forze per mettere in atto un’operazione logica e coordinata: fare in modo che le ditte incaricate dello sfalcio dell’erba siano autorizzate e contrattualizzate, grazie a questi fondi, anche alla contestuale raccolta e allo smaltimento dei rifiuti che riaffiorano. Sarebbe un intervento di buon senso ed efficiente, che eviterebbe di lasciare le scarpate spoglie ma piene di immondizia alla mercé di tutti”.
“La cosa più umiliante, per chi come me vive fuori, è dover subire lo sguardo e i commenti dei colleghi, degli amici o dei turisti che decidono di visitare la Calabria. Sentire lo shock di chi viene da fuori di fronte a questo scempio è una ferita aperta per chiunque abbia dignità. Molti visitatori dichiarano apertamente, seppur con rammarico, che non metteranno più piede nella nostra regione dopo aver dovuto fare lo slalom tra i sacchi dell’immondizia per raggiungere un mare cristallino o una località montana. Rovinarsi reputazione ed economia per incuria e dolo di pochi farabutti non è ammissibile”.
“Vi chiedo un atto di coraggio e di presenza: uscite dai palazzi istituzionali e venite a constatare di persona lo stato di queste strade. Abbiamo bisogno di bonifiche reali, di una rete capillare di fototrappole e di sanzioni esemplari per chi deturpa il territorio. Chi ama questa terra pretende risposte; ora tocca a voi dimostrare che lo Stato c’è e sa difendere la Calabria”.
“I nostri figli, il futuro di questa terra, a cui si rivolge spesso l’invito di tornare/restare e/o studiare in Calabria grazie alle eccellenze che lo stesso mondo didattico offre, devono poter credere nel cambiamento e miglioramento che parte inevitabilmente anche dalla sinergia e collaborazione istituzioni-cittadinanza. Spero vivamente che questo appello non rimanga l’ennesima protesta inascoltata. Con fermezza e speranza di un vostro tempestivo riscontro, invio il mio più cordiale saluto, Paola Bonetti”.
