Raid USA sull’Iran, Teheran risponde con missili sulla Giordania. E il prezzo del petrolio aumenta

Dopo un mese di pausa, gli USA tornano a colpire l'Iran con un raid sull'isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. Teheran risponde con missili sulla Giordania. Le tensioni fanno schizzare al rialzo il prezzo del petrolio

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato di aver condotto raid aerei sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. È il primo attacco americano in territorio iraniano da un mese a questa parte. “Nella giornata di oggi, le forze statunitensi hanno colpito due siti di lancio iraniani sull’isola di Larak“, dove “sono stati osservati membri delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche intenti a preparare il lancio di razzi carichi di mine marine“, ha dichiarato Tim Hawkins, portavoce del Centcom.

In risposta al raid USA, l’Iran ha lanciato missili verso Aqaba e la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dove ci sono forze dell’esercito americano. Lo riferiscono fonti arabe citate dall’agenzia iraniana Fars. Le stesse fonti, riprese anche da altri media iraniani, hanno parlato di “diverse esplosioni” in alcuni punti della Giordania. L’agenzia iraniana ricorda che Teheran aveva promesso una risposta al raid Usa sull’isola di Larak

Le nuove tensioni fra Iran e Usa hanno avuto un’immediata ripercussione sui listini petroliferi: questa mattina il Brent e il Wti sono scambiati con rialzi superiori al 3% rispetto alle quotazioni di ieri. Il Brent si attesta al momento a 90,91 dollari il barile, ovvero un rialzo di 2,81 dollari (+3,19%) mentre il Wti è a 85,95 dollari, +2,55 dollari (+3,06%).