La politica estera e la stabilità internazionale sono oggi la principale preoccupazione degli italiani. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Termometro Politico con metodo CAWI su un campione di 2.600 intervistati, raccolti tra il 26 e il 28 agosto 2026. Al primo posto tra le inquietudini degli italiani si colloca “la politica estera e la pace nel mondo”, indicata dal 17,9% dei partecipanti. Un dato che riflette il peso crescente delle tensioni internazionali, dei conflitti in corso e delle preoccupazioni legate alla sicurezza globale. Subito dopo si trova la gestione dell’immigrazione, scelta dal 15,4% degli intervistati. Il tema continua quindi a occupare una posizione centrale nel dibattito pubblico, legato sia alle politiche di controllo dei flussi sia alle questioni di integrazione e gestione sociale. Sul podio anche sanità e istruzione, che rappresentano la maggiore preoccupazione per il 13,6% degli italiani. I servizi pubblici essenziali restano dunque una delle aree più sensibili, soprattutto in relazione alla qualità dell’assistenza sanitaria e all’efficienza del sistema scolastico.
A seguire troviamo le questioni economiche quotidiane. Il livello dei prezzi preoccupa il 13,2% degli intervistati, mentre la crescita economica e degli stipendi raccoglie la stessa percentuale (13,2%). Il costo della vita e il potere d’acquisto continuano quindi a essere elementi determinanti nella percezione delle difficoltà del Paese. La sicurezza rappresenta la principale preoccupazione per il 10,4% del campione, mentre ambiente e clima raggiungono il 10,2%, confermando che le emergenze ambientali restano un tema rilevante ma meno prioritario rispetto alle questioni internazionali ed economiche. Più distanti le altre voci: il calo della natalità è indicato dal 3,9%, mentre i diritti civili raggiungono l’1,9%. Solo lo 0,3% degli intervistati dichiara di non sapere o di non voler rispondere.
Un quadro di preoccupazioni sempre più legato all’instabilità
I risultati mostrano come, nel 2026, l’attenzione degli italiani sia concentrata soprattutto su fattori percepiti come immediati e globali: guerre, equilibri internazionali, migrazioni e condizioni economiche. Le questioni interne tradizionali, come sanità, scuola e salari, restano comunque ai primi posti, segnalando una forte attenzione verso il funzionamento dei servizi pubblici e il benessere quotidiano delle famiglie. Il sondaggio fotografa quindi un Paese diviso tra insicurezza internazionale e difficoltà interne, con la ricerca di maggiore stabilità come elemento comune alle principali preoccupazioni degli italiani.

