Ponte sullo Stretto, Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione No Ponte di Messina

Poguisch, Serrao e Vento: “opera inutile e dannosa, le risorse siano destinate a ferrovie, trasporto pubblico, manutenzione e sicurezza del territorio”

“Rifondazione Comunista aderisce alla manifestazione nazionale contro il  Ponte sullo Stretto di Messina  promossa dall’Assemblea NO PONTE, in programma a Messina sabato 8 agosto a partire dalla 18.30 da Piazza Cairoli. Saremo in piazza al fianco dei comitati, delle associazioni e delle migliaia di cittadine e cittadini che da decenni difendono lo Stretto dall’ennesima operazione di propaganda del Governo. Il Ponte sullo Stretto non è la risposta ai problemi del Mezzogiorno: è una gigantesca operazione politica e finanziaria costruita per alimentare interessi economici, distribuire risorse pubbliche e imporre un modello di sviluppo fondato sulle grandi opere inutili, mentre Calabria e Sicilia continuano a fare i conti con strade provinciali che crollano, linee ferroviarie lente e incomplete, ponti e viadotti che attendono manutenzione, dissesto idrogeologico e servizi pubblici sempre più impoveriti. Il simbolo di questa operazione è la Stretto di Messina S.p.A., una società riesumata dal Governo Meloni esclusivamente per realizzare il Ponte e trasformata in un enorme centro di spesa pubblica”. Lo affermano in una nota Tania Poguisch – Segretario Regionale Sicilia Rifondazione Comunista,  Mimmo Serrao – Segretario Regionale Calabria Rifondazione Comunista e Stefano Vento – Responsabile Ambiente e Beni Comuni Rifondazione Comunista.

“Una struttura che continua ad assorbire milioni di euro senza aver costruito un solo metro di infrastruttura utile ai cittadini, mentre interi territori attendono interventi urgenti per la sicurezza delle scuole, delle strade, delle ferrovie e dei corsi d’acqua. La Stretto di Messina S.p.A. è il paradigma di un modo distorto di utilizzare le risorse pubbliche: una società creata per aggirare il confronto democratico, accentrare decisioni e velocizzare un progetto contestato sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Mentre si chiedono sacrifici ai lavoratori, ai pensionati e agli enti locali, il Governo non esita a destinare miliardi a un’opera che continua a presentare enormi criticità tecniche e finanziarie e che non risponde ai bisogni reali delle popolazioni dello Stretto”.

“È inaccettabile che si continuino a raccontare favole sul rilancio del Sud quando migliaia di pendolari impiegano ancora ore per spostarsi tra città distanti pochi chilometri, quando i collegamenti ferroviari restano tra i peggiori d’Europa e quando ogni evento meteorologico estremo provoca frane, alluvioni e isolamento di intere comunità. Prima del Ponte servono manutenzione, trasporto pubblico, ferrovie moderne, messa in sicurezza del territorio e un grande piano pubblico per la cura del Mezzogiorno”.

“Inoltre, in un’area come quella dello Stretto e di tutto il Sud Italia, sempre più coinvolta in scelte geostrategiche nell’uso dei porti – (vedi Gioia Tauro, Messina e Reggio Calabria)- con l’uso di logiche di guerra israeliane e non e politiche che  mirano a rafforzare il processo di militarizzazione in tutta l’area dello stretto, ci deve impegnare a cominciare a collegare questa lotta a quella del Ponte sullo stretto, già in atto grazie all’impegno di movimenti e sindacati di base”.

“Per Rifondazione Comunista il Ponte rappresenta una scelta profondamente sbagliata: non è un investimento per il futuro, ma un gigantesco trasferimento di risorse pubbliche verso un’opera simbolo del cemento, della speculazione e della subordinazione dell’interesse collettivo agli interessi di pochi. Per questo saremo in piazza sabato insieme al movimento No Ponte. Per fermare un progetto inutile e dannoso, chiedere lo scioglimento della Stretto di Messina S.p.A. e rivendicare un’altra idea di sviluppo: fondata sulla giustizia sociale, sulla conversione ecologica, sulla cura dei territori e sul diritto di tutte e tutti a una mobilità sicura, efficiente e accessibile”.