“Il Ponte sullo Stretto un ‘atto di colonialismo‘ della Lega? Questa mi mancava. Da ormai quasi quattro anni lavoro, da Nord a Sud, per realizzare quelle opere di cui la sinistra ha parlato per decenni, senza mai realizzare nulla. Più posti di lavoro per operai e tecnici, più opportunità per le imprese. Meno traffico, meno inquinamento, più sicurezza e più opportunità. Altro che ‘colonialismo’ e bischerate dei ‘NO A TUTTO'”. Così, sui social, Matteo Salvini ha commentato la frase del video diventato virale nel corso del corteo No Ponte di sabato scorso a Messina, dove una manifestante ha definito l’opera un atto di colonialismo della Lega.
Il contenuto, com’era prevedibile, ha suscitato stupore e dibattito. E’ folle, nonché del tutto errato, offensivo e razzista, definire il Ponte un’opera di colonialismo, che tra l’altro nulla c’entra con il colonialismo stesso e con la Lega. L’attuale Ministro delle Infrastrutture è leader della Lega, ma l’opera non è in alcun modo legata al partito. Il Ponte consentirebbe di rappresentare un punto strategico del Mediterraneo, per l’Europa e il commercio, nonché per il turismo e per lo sviluppo dei trasporti, abbattendo le lunghe file ai traghetti (come al solito in questo periodo è un’odissea) e i sempre più frequenti aumenti dei biglietti. Ciò per cui, realmente, si dovrebbe protestare. Altro che colonialismo…
