Pazzano riscopre il suo patrimonio: le importanti novità critiche sulla tela della “S. Famiglia”

I riflettori della serata sono stati puntati sull'intervento dello storico Elia Fiorenza, il quale ha presentato un’innovativa e dettagliata analisi critico-iconografica del dipinto

Una serata di profondo valore culturale ed emozione ha animato la Chiesa “Santa Maria Assunta in Cielo” di Pazzano in occasione dell’evento “pagina dopo pagina…”, appuntamento incentrato sulla riscoperta e sulla lettura storico-artistica della tela raffigurante la “S. Famiglia”, prezioso dono offerto alla comunità dalla Famiglia Sabatino-Taverniti. I riflettori della serata sono stati puntati sull’intervento dello storico Elia Fiorenza, il quale ha presentato un’innovativa e dettagliata analisi critico-iconografica del dipinto, frutto di un attento studio condotto anche attraverso il prestigioso confronto con eminenti studiosi del settore, tra cui spicca l’autorevole figura del Prof. Mario Panarello, celebre e illustre storico dell’arte, punto di riferimento per la storiografia artistica calabrese e meridionale. L’approfondimento ha consentito di svelare dettagli inediti sui personaggi e sull’attribuzione dell’opera, finora rimasti nell’ombra. “I dettagli emersi da questa lettura aprono scenari affascinanti“, ha dichiarato Elia Fiorenza durante il suo intervento.

“Dall’analisi della figura maschile emerge chiaramente l’identità di San Giovanni da Capestrano: si tratta di un santo francescano affiancato da un angelo che regge un calice da cui fuoriesce un serpentello. Questo attributo iconografico richiama un noto episodio miracoloso legato al santo, giocando al contempo su un’assonanza simbolica con il calice di San Giovanni Evangelista. Nella composizione, il Santo intercede presso la Vergine col Bambino, mentre quest’ultimo volge lo sguardo verso l’Angelo impegnato a salvare un’anima del Purgatorio, a sottolineare il tema della salvezza”. Fiorenza si è poi soffermato sull’inquadramento stilistico del dipinto, legandolo ad uno dei più grandi maestri del Settecento italiano: “Sotto il profilo attributivo e formale“, ha sottolineato il Prof. Fiorenza, “l’opera si inserisce nell’ambito e nella scuola del celebre pittore pugliese Corrado Giaquinto, allievo di Solimena e figura di primo piano del panorama barocco e rococò. Sebbene non ci troviamo di fronte a un capolavoro assoluto del maestro, la tela riflette in modo sorprendente le suggestioni cromatiche, la sensibilità luministica e il linguaggio tipico della sua prolifica bottega”. L’incontro, introdotto dagli interventi di Enzo Chiodo e Maria Antonietta Coniglio e arricchito dal contributo di Jacopo Cuteri, ha offerto alla comunità di Pazzano una straordinaria occasione per riappropriarsi della propria memoria storica e artistica, confermando l’importanza della ricerca e della tutela del patrimonio locale.