L’allenatore del Palermo Pippo Inzaghi ha parlato alla vigilia del match tra i rosanero e la Juve Stabia, in programma domani sera. E’ la prima di campionato, subito al Barbera, di nuovo vestito a festa e pieno di gente a una settimana dallo spettacolo contro il Lecce in Coppa Italia. Il tecnico ha parlato anche di questo, della grande spinta, dell’entusiasmo, della pressione a cui è abituato, dei motivi per cui – nonostante i 72 punti dell’anno scorso, che non sono bastati – quest’anno la società ha deciso di rinforzare ancora di più la squadra. Inzaghi però ha dribblato sul mercato, ha ammesso che manca un portiere, non ha nominato Perin ma poi lo ha pronunciato per sbaglio al posto di Fortin (segnale?) e non ha citato neanche Shpendi. Com’è noto, però, il sodalizio siciliano sta trattando per i due super colpi.
“Stanno tutti bene e abbiamo recuperato tutti, fatta eccezione per i due squalificati” ha esordito Inzaghi. “Bani giocherà, mentre ci mancheranno Pierozzi e Palumbo. Preferisco concentrarmi su quanto di buono è stato fatto, altrimenti si rischia di vedere soltanto gli aspetti negativi. Abbiamo ancora margini di miglioramento: l’anno scorso partivamo da una base più bassa, mentre quest’anno le fondamenta sono solide. Da domani, però, si riparte da zero punti. I 72 punti dello scorso anno vanno dimenticati, anche perché il campionato di Serie B è cambiato: le retrocesse sono squadre di Serie A più forti che oggi giocano in B. Sarà un torneo difficile e, per raggiungere il nostro obiettivo, dovremo sudare. Non dobbiamo farci abbindolare da chi ci definisce una corazzata. Siamo forti ma vogliamo essere protagonisti.”
“Secondo me dovremo fare più punti dello scorso anno. È anche per questo che abbiamo deciso di alzare il tasso tecnico della squadra: bisogna arrivare a 80 punti. Ci sono quattro o cinque squadre veramente molto forti e noi dobbiamo alzare l’asticella. Spero che questo sistema di gioco possa portarci più punti. Ho cambiato perché, per le caratteristiche dei calciatori che abbiamo in rosa, penso che questo modulo sia più congeniale. Quando è arrivato Johnsen abbiamo iniziato a pensare a questo cambiamento, che avremmo fatto già l’anno scorso. Con i nuovi acquisti mi auguro che possa darci dei vantaggi.”
“Non mi va di parlare di mercato. La società ha già fatto grandissimi sforzi e dovremo fare l’ultimo per il portiere. Ci dispiace tantissimo per Joronen. Ieri mi ha chiamato e mi ha detto di prendere il portiere più forte che ci sia. Appena potrà tornerà a darci una mano e speriamo di rivederlo presto nello spogliatoio. Adesso vogliamo fare una grande partita domani.”
“Ci voleva tempo per creare tutto questo. La squadra ha avuto una crescita esponenziale e adesso voglio quella definitiva. L’anno scorso avevamo il dovere di riavvicinarci alla nostra gente e abbiamo perso quattro o cinque partite importanti. Tutto questo deve darci la forza per compiere il salto di qualità. In Serie B, poi, ci sono sempre delle sorprese: Padova, Modena, Sampdoria… Noi, comunque, ci sentiamo molto forti.”
“Non so se questo Palermo sia la squadra più forte che abbia mai allenato. Quello che voglio far capire a tutti è che servirà l’elmetto in testa. Ci sono altre squadre forti come noi, quindi ci sentiamo forti ma dobbiamo restare umili. Bisognerà buttare il cuore oltre l’ostacolo. Vavassori domani giocherà, se l’è meritato. Chi mi dimostra di meritare spazio, gioca. Strefezza è arrivato più tardi e abbiamo la fortuna di non doverlo forzare. Si allenava da solo e non ha ancora i 90 minuti nelle gambe. Nel frattempo gli altri hanno alzato le prestazioni, quindi domani potrà fare la sua mezz’ora.”
“Le pressioni le abbiamo tutti, ma cosa significa davvero avere pressione? Nel nostro stadio, con 30mila persone, la pressione devono averla gli altri, non noi. Dobbiamo sicuramente migliorare fuori casa e speriamo che questo sistema possa aiutarci. Io cerco di vedere le cose alla luce del sole: gli altri diranno che siamo una corazzata, ma noi sappiamo che per vincere dovremo essere impeccabili. Negli ultimi anni le retrocesse non hanno venduto i loro giocatori migliori e tutte queste cose dobbiamo averle bene in testa. Sono felice di allenare il Palermo e ho una proprietà che vorrei avere a vita.”
“Penso che quello che è successo l’anno scorso sia qualcosa che dobbiamo portarci nel cuore. Può accadere solo qui. Il pubblico ha capito che la squadra ha dato il massimo. Adesso dobbiamo alzare l’asticella. Le cose positive non sono bastate e quindi dobbiamo impegnarci per fare meglio. La società ha rinforzato la squadra e ha mantenuto lo stesso staff. I presupposti ci sono tutti, ma non dobbiamo mai dimenticare l’umiltà. Speriamo di farcela.”
