Una malattia che in Italia era diventata rarissima grazie alla vaccinazione torna drammaticamente al centro dell’attenzione. Una bambina di 4 anni è morta a Palermo dopo un quadro clinico che, secondo le analisi effettuate, sarebbe riconducibile alla difterite. Se la diagnosi sarà definitivamente confermata dagli accertamenti in corso, si tratterebbe della prima vittima in Italia dopo oltre trent’anni. La bambina, Anna Rosa, non era stata vaccinata contro la malattia. Inizialmente il quadro era stato ricondotto a una tonsillite, ma nei giorni successivi le sue condizioni sono rapidamente peggiorate fino a rendere necessario il ricovero in terapia intensiva pediatrica. La piccola è morta nella notte del 20 agosto.
La vicenda è ora anche al centro di un’inchiesta giudiziaria. La Procura della Repubblica di Palermo ha disposto l’autopsia e delegato ai Carabinieri l’acquisizione delle cartelle cliniche, con l’obiettivo di ricostruire l’intero percorso sanitario e verificare eventuali responsabilità.
I primi sintomi e il doppio accesso al pronto soccorso dell’ospedale Cervello
I primi sintomi della bambina erano comparsi la scorsa settimana. Su indicazione della pediatra che l’aveva visitata, i genitori avevano portato Anna Rosa al pronto soccorso dell’ospedale Cervello la sera del 13 agosto, intorno alle 22. La piccola presentava febbre, ipoalimentazione e vomito. Dopo gli accertamenti era stata dimessa verso mezzanotte con una diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e con l’indicazione di tornare in ospedale nel caso in cui le sue condizioni fossero peggiorate.
Due giorni dopo i genitori si erano nuovamente rivolti al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Cervello perché il quadro clinico si era aggravato. Nel referto venivano indicati “febbre non responsiva al trattamento, con rifiuto di alimentazione ipostenia e iporeattivita”. Nella documentazione sanitaria era stato inoltre riportato che la bambina non era vaccinata per scelta dei genitori.
L’insufficienza respiratoria, il trasferimento al Di Cristina e la morte
Il giorno successivo il quadro clinico è ulteriormente precipitato. Anna Rosa è stata intubata a causa di un’insufficienza respiratoria e trasferita in ambulanza alla terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina di Palermo. Nonostante le cure, nella notte del 20 agosto la bambina è morta. Il direttore sanitario dell’ospedale Civico, da cui dipende l’Ospedale dei Bambini, Domenico Cipolla, ha spiegato: “Abbiamo fatto di tutto per salvarla dal momento in cui l’abbiamo presa in carico, ma purtroppo non c’è stato l’esito sperato”, sottolineando che “da anni non si registravano casi del genere”.
Il quadro emerso dagli esami effettuati in ospedale ha indirizzato i medici verso la difterite, anche se per una conferma definitiva si attendono ulteriori risultati. Cipolla ha infatti precisato: “Attendiamo l’esito dell’istituto superiore di sanità, ma dalle analisi effettuate la causa della morte sembra essere dovuta a difterite. Un’infezione gravissima che può essere letale”.
Cuginetto ricoverato con gli stessi sintomi: era vaccinato e non è grave
Nella stessa vicenda sanitaria rientra anche il cuginetto della bambina, anche lui di 4 anni, ricoverato dopo aver manifestato sintomi analoghi. Le sue condizioni, tuttavia, non sarebbero gravi. A differenza di Anna Rosa, il bambino era stato vaccinato. Il caso ha inevitabilmente riacceso l’attenzione sull’importanza della copertura vaccinale contro una malattia che, proprio grazie all’immunizzazione, in Italia è ormai eccezionale. La situazione viene seguita dalle autorità sanitarie anche per verificare eventuali ulteriori contatti e prevenire possibili rischi per altre persone.
La Procura di Palermo apre un’inchiesta e dispone l’autopsia
Dopo la segnalazione trasmessa dall’ospedale, la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo sulla morte della bambina. L’autopsia sarà eseguita presso l’Istituto di Medicina Legale del Policlinico. Parallelamente i Carabinieri sono stati incaricati di acquisire le cartelle cliniche relative ai diversi accessi e ricoveri della piccola. L’obiettivo degli inquirenti sarà comprendere se le procedure sanitarie adottate siano state corrette e ricostruire anche le ragioni per cui la bambina non fosse stata sottoposta alla vaccinazione obbligatoria.
Secondo quanto emerso, i genitori avrebbero scelto di non vaccinare i figli perché una parente era autistica e temevano che la condizione potesse essere collegata a un vaccino. I tre fratelli di Anna Rosa sono stati vaccinati soltanto dopo il decesso, su disposizione dell’Asp di Palermo, di concerto con l’ospedale Civico.
Cos’è la difterite e perché può essere una malattia letale
La difterite è una malattia infettiva acuta provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità, una volta penetrato nell’organismo il batterio può produrre una tossina capace di danneggiare gravemente, fino alla distruzione, organi e tessuti. La trasmissione avviene principalmente per via aerea. Il quadro iniziale può somigliare ad altre infezioni delle alte vie respiratorie, con sintomi che possono rendere più complessa l’identificazione immediata della malattia in un Paese nel quale i casi sono ormai eccezionali.
All’inizio del Novecento in Italia si registravano circa 30mila casi di difterite infantile e 1.500 morti ogni anno. Con l’introduzione della vaccinazione, l’incidenza della malattia è crollata drasticamente. Tra il 1990 e il 2009 furono registrati appena cinque casi, uno dei quali mortale: riguardava una bambina non vaccinata deceduta nel 1991. L’ultimo caso confermato non letale risaliva invece al 1996.
Cascio: “I colleghi non hanno sbagliato, la malattia si manifesta come una tonsillite”
Sul primo inquadramento clinico della bambina è intervenuto anche Antonio Cascio, direttore dell’Unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo. Secondo il professore, “colleghi non hanno sbagliato, perché la malattia si manifesta come una tonsillite ed è davvero difficile a pensare ad un’analisi differenziale”. La rarità della difterite in Italia rende infatti molto difficile ipotizzarla immediatamente di fronte a sintomi che possono essere sovrapponibili a quelli di patologie molto più comuni. Cascio ha tuttavia richiamato l’attenzione su un altro elemento: “il batterio della difterite potrebbe ancora circolare e possono esserci portatori sani, dunque inconsapevoli”.
L’allarme della S.It.I. Sicilia: fondamentale rispettare il calendario vaccinale
Sulla morte della bambina è intervenuta anche la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica – Sezione Sicilia, che ha espresso vicinanza alla famiglia e richiamato con forza l’importanza della prevenzione vaccinale. “In attesa che gli accertamenti in corso chiariscano definitivamente le cause del decesso, la S.It.I. Sicilia manifesta la propria vicinanza alla famiglia e richiama l’attenzione sull’importanza fondamentale della prevenzione vaccinale e del rispetto dei tempi previsti dal calendario vaccinale”, si legge nella nota. La società scientifica sottolinea come proprio le vaccinazioni abbiano consentito di rendere la difterite estremamente rara in Italia, senza però cancellare definitivamente il rischio legato alla possibile circolazione del batterio.
“Le malattie possono tornare quando diminuiscono le coperture vaccinali”
La S.It.I. Sicilia richiama quindi l’attenzione sul pericolo rappresentato dalla riduzione delle coperture vaccinali e dalla formazione di gruppi di popolazione privi di un’adeguata immunizzazione. “La difterite è una malattia infettiva grave e potenzialmente letale, oggi divenuta molto rara nel nostro Paese proprio grazie alle vaccinazioni. L’assenza di casi non deve però farci dimenticare che queste malattie possono tornare a rappresentare una minaccia quando diminuiscono le coperture vaccinali o si creano gruppi di popolazione non adeguatamente immunizzati. Vaccinare nei tempi previsti significa proteggere bambini e adulti nel momento corretto, evitando di lasciare finestre di suscettibilità potenzialmente pericolose. Mantenere alte coperture vaccinali significa inoltre tutelare l’intera comunità e, in particolare, le persone più fragili. Qualora venissero confermate la diagnosi di difterite e la mancata vaccinazione della bambina, ci troveremmo di fronte al drammatico manifestarsi di una malattia prevenibile”.
La morte di Anna Rosa riporta così all’attenzione una patologia che in Italia sembrava appartenere ormai quasi esclusivamente alla storia della medicina. Saranno ora gli accertamenti dell’Istituto Superiore di Sanità, l’autopsia e l’inchiesta della Procura di Palermo a stabilire definitivamente le cause del decesso e a ricostruire ogni passaggio della vicenda.
