Ospedale di Gioia Tauro, Fascì e Gallo denunciano i ritardi: “ad oggi non è funzionante”

Massimo Gallo e Lorenzo Fascì chiedono risposte immediate alla Regione e all’Asp di Reggio Calabria sul futuro del presidio ospedaliero e sul diritto alla salute nella Piana di Gioia Tauro

L’Ospedale di Gioia Tauro torna al centro del dibattito sulla sanità in Calabria. Il Segretario Provinciale di Reggio Calabria del Partito comunista di unità popolare, Massimo Gallo, e il Segretario Regionale del Partito comunista di unità popolare Calabria, Lorenzo Fascì, esprimono “forte preoccupazione per la situazione del presidio ospedaliero e, più in generale, per le condizioni del sistema sanitario regionale”. La questione più rilevante evidenziata nel comunicato riguarda il fatto che, secondo il partito, il presidio ospedaliero Giovanni XXIII di Gioia Tauro non sarebbe ancora operativo nonostante il percorso avviato per l’adeguamento sismico finanziato con risorse del PNRR. Da qui la richiesta di chiarimenti rivolta alla Regione Calabria e all’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.

Sanità in Calabria, la preoccupazione del Partito comunista di unità popolare

Nel documento diffuso dai due dirigenti politici emerge una valutazione fortemente critica sull’attuale situazione della sanità calabrese. Massimo Gallo e Lorenzo Fascì dichiarano: “Siamo fortemente preoccupati per la situazione della Sanità in Calabria e riteniamo la proposta attuale assolutamente insufficiente a garantire i LEA ed in generale a garantire il diritto Costituzionale alla Salute nella nostra Regione. Per questa ragione stiamo provando a percorrere questo viaggio nel pianeta salute in Calabria. Per esempio, Gioia Tauro aveva un Ospedale che costituiva una risposta sanitaria importante nella piana di Gioia Tauro. Basti pensare che in quell’area insiste il Grande Porto”.

Adeguamento sismico dell’Ospedale Giovanni XXIII

Il comunicato ricostruisce anche l’iter amministrativo relativo ai lavori di adeguamento sismico dell’ospedale.

I due esponenti del partito ricordano: “Qual è la situazione oggi? L’Ospedale di Gioia Tauro era stato interessato da un intervento di adeguamento sismico finanziato con le risorse Europee del PNRR. In particolare con Delibera del Direttore Generale n. 666 del 3.07.2023 era stato deciso l’intervento di “realizzazione dell’intervento di adeguamento sismico del presidio ospedaliero generale “Giovanni XXIII^”. Bene, a distanza di 3 anni, ci domandiamo: a che punto sono i lavori di adeguamento? L’Ospedale sta funzionando? I cittadini della Piana di Gioia Tauro possono usufruire del servizio sanitario del Nosocomio?”.

I tempi dei lavori e l’assenza di sviluppi

Nel comunicato vengono ricostruite anche le tappe successive dell’intervento. Massimo Gallo e Lorenzo Fascì scrivono: “Si sa che si è conclusa a luglio 2025 (cioè dopo 2 anni) la progettazione dell’intervento di adeguamento sismico del Presidio Ospedaliero di Gioia Tauro. La Delegata alla Sanità dell’Amministrazione Comunale di Gioia Tauro a gennaio 2026 comunicava “che a breve prenderanno il via i lavori di adeguamento e miglioramento sismico del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Gioia Tauro. Ad oggi luglio 2026 non si hanno notizie di sviluppi concreti. Insomma l’Ospedale di Gioia Tauro ad oggi non è funzionante”.

Le conseguenze per la Piana di Gioia Tauro

Il comunicato collega direttamente la situazione dell’ospedale alle ricadute sul territorio. I due dirigenti del Partito comunista di unità popolare affermano: “Quindi, in buona sostanza, quella grande e popolosa area che copre una grande parte del territorio della Provincia di Reggio Calabria è priva di presidi Ospedalieri. Considerato che, alle nostre latitudini, le Case della Comunità sono solo fantasmi; sono da anni enunciate ma del tutto inesistenti; Rilevato che la realizzazione dell’Ospedale di Palmi, deciso dalla Giunta Regionale Loiero nel lontano 2008 (ben 18 anni fa), è prevista per l’anno 2031 (cioè fra 5 anni); vuol dire che i cittadini che si trovano ad affrontare una problematica sanitaria non possono trovare una risposta di vicinanza territoriale”.

Il riferimento al Pronto soccorso del GOM di Reggio Calabria

Nel comunicato viene richiamata anche la situazione del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Massimo Gallo e Lorenzo Fascì dichiarano: “e quando, come è accaduto nei giorni scorsi, il Primario del Pronto Soccorso del GOM di Reggio Calabria lamenta – con tono esasperato e sfiduciato – che non è in grado di affrontare l’enorme numero di pazienti che si rivolgono al Pronto Soccorso del Nosocomio, non vi è dubbio che la risposta sta proprio nella latitanza di presidi di vicinanza territoriale che – di fatto – costringono i cittadini della intera Provincia a riversarsi al GOM di Reggio Calabria con una inflazione ingestibile di pazienti”.

La richiesta rivolta alla Regione Calabria e all’Asp

Nella parte conclusiva del comunicato viene formulata una richiesta pubblica alle istituzioni competenti. Il testo si conclude con queste parole: “E allora, pubblicamente, chiediamo: al sig. Presidente della Giunta Regionale; al sig. Direttore Generale dell’ASP di Reggio Calabria quali risposte intendono dare nell’immediato e più in generale quali interventi hanno progettato per dare ai cittadini della Piana di Gioia Tauro per garantire il diritto alla Salute”. La richiesta è indirizzata direttamente al presidente della Giunta regionale della Calabria e al direttore generale dell’Asp di Reggio Calabria, ai quali viene chiesto di chiarire gli interventi previsti sia nell’immediato sia nel lungo periodo.