“Prima o dopo scopriremo quale virus si annidi nella mente di chi considera lo spazio pubblico una personale pattumiera, aperta 24 ore su 24. Due persone scendono dall’auto, entrambi appoggiati al tettuccio; iniziano a parlare. Quale sia l’argomento non è dato saperlo, ma si può immaginare che abbia suscitato un certo istinto da lavaggista. Il tizio “Alfetta”, all’improvviso, inizia a rovistare dentro l’abitacolo e pochi attimi dopo tira fuori una bottiglia semipiena e ne svuota il contenuto sul lunotto impolverato. Finite le operazioni, decide di disfarsene. Per terra”. E’ questo il post pubblicato su facebook dal Comune di Oliveri.
“Sostenuto da un eccellente spirito di osservazione, si accorge che le bottiglie sono due, e, privo di inventiva, decide di ripetere l’operazione e svuota il contenuto della seconda bottiglia sul vetro. Manco a dirlo, anche questa rotola via per terra, stavolta accompagnata da un calcio alla Ronald Koeman. Il tizio “Betta”, evidentemente suggestionato dalla performance del compagno di ri-getto, sente nascere dentro di sé uno spirito di competizione. Scatta come un cavallo imbizzarrito, fa il giro dell’auto e scova una bottiglia di birra smezzata. La finisce, e poi la lancia accanto alle sorelle di plastica”.
“A guardare le immagini potrebbero sembrare generate dall’intelligenza artificiale. Invece è reale, ed è ciò che accade quando si confonde lo spazio pubblico con un raccoglitore automatico di rifiuti. Qualcuno sosterrà che in fondo erano solo tre bottiglie e che bisogna moderare le azioni, ricorrendo al buon senso, senza verbalizzare. Ma è proprio così, bottiglia dopo bottiglia, lattina dopo lattina, che abbiamo trasformato il mondo in una discarica collettiva”.
