È morto a 90 anni il professor Davide Francesco D’Amico, figura di primo piano della chirurgia italiana e pioniere dei trapianti di fegato. Si è spento a Padova, città che aveva scelto come luogo di vita e di lavoro e nella quale aveva costruito una lunga carriera accademica e ospedaliera, sempre con al centro il rapporto con il malato e l’attività in corsia. Professore emerito all’Università di Padova, D’Amico aveva ricoperto anche incarichi di rilievo nazionale, tra cui la presidenza della Società italiana trapianti e della Società italiana chirurgia d’urgenza. Le sue radici erano però profondamente siciliane e messinesi: era nato nel 1936 a Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina.
Il primo trapianto di fegato in Italia il 23 novembre 1990
Il passaggio che più di ogni altro ha segnato la carriera di Davide Francesco D’Amico risale al 23 novembre 1990. Quel giorno, a Padova, il professore eseguì il suo primo trapianto di fegato su una donna calabrese. Si trattò del primo intervento di questo tipo realizzato in Italia, un momento che segnò una tappa fondamentale nella storia della medicina e della chirurgia del Paese. Da quel giorno D’Amico proseguì un’attività intensa e continuativa nel campo dei trapianti, arrivando a portarne a termine oltre 500.
Oltre 500 trapianti e più di tremila interventi chirurgici
Il contributo del professor D’Amico non si limitò però alla sola chirurgia dei trapianti. Nel corso della sua carriera furono oltre tremila gli interventi chirurgici eseguiti complessivamente, comprendendo anche operazioni di altro tipo. Numeri che restituiscono la dimensione di una vita trascorsa tra sala operatoria, corsia, università e ricerca, con un’attività clinica che lo ha reso una delle figure di riferimento della chirurgia italiana.
