“Vorrei ricordare che io sono stato a processo per sei anni per aver bloccato gli sbarchi di clandestini da una nave di una Ong spagnola. Hanno fatto battaglia politica sulla pelle di quei disperati cercando di mandarmi in galera e hanno perso. Oggi il governo di estrema sinistra spagnolo sfiora il ridicolo: chiaro che se regolarizzi di colpo 500.000 clandestini, non puoi stupirti se migliaia cercano la stessa sorte“. È quanto affermato dal vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, in un’intervista al ‘Corriere della sera’, in merito al ripristino dei controlli alle frontiere da parte della Spagna per i viaggiatori provenienti dall’Italia, dopo il rifiuto del governo italiano di revocare la sospensione di Schengen applicata da Roma nei confronti di Madrid, in risposta alla crisi migratoria di Ceuta.
Per Salvini, “non è questione di sovranismo, ma di buonsenso e concretezza. Quando proteggiamo i nostri confini, difendiamo quelli di tutto il continente. L’Italia lo sta facendo, la Spagna no. Proprio in Spagna, San Giovanni Paolo II rivolse all’Europa parole straordinarie: ‘Ritrova te stessa. Sii te stessa. Ravviva le tue radici’. Un richiamo che oggi, di fronte al rischio di un’invasione islamica, assume ancora più forza“.
Quanto agli allarmi su una possibile nuova ondata da Ceuta a Ferragosto, Salvini osserva: “ci sono stati 141 morti in poche ore a Ceuta: fosse successo a me, da ministro, mi avrebbero dato l’ergastolo. È singolare che a sinistra, dopo decenni passati a negarlo, ora si riconosca che le ondate migratorie possono destabilizzare un Paese o un intero continente. Il rischio a Ceuta purtroppo è reale: e se tra quei 50mila si fossero nascosti jihadisti o terroristi pronti a colpire? Il governo Sánchez rischia di andare a casa non per questo, ma per le inchieste per corruzione che riguardano parenti ed ex ministri della sinistra al potere. Non vedo l’ora che l’amico Santiago Abascal possa finalmente andare al governo e raddrizzare le storture“.
