Messina, una cittadina all’Amministrazione: “sono state effettuate attività di prevenzione prima dell’apertura del lido del Ringo?”

Una cittadina di Messina scrive una lettera aperta rivolta all'amministrazione Comunale sulla sicurezza del lido pubblico del Ringo

La cittadina messinese Raffaella Spadaro ha inviato una lettera all’Amministrazione comunale per chiedere piena trasparenza sulla sicurezza del Lido pubblico del Ringo. Dopo il ferimento di alcuni bagnanti, la sospensione della balneazione e il ritrovamento nei fondali di materiali potenzialmente pericolosi, la cittadina sollecita chiarimenti sui controlli effettuati prima dell’apertura e sugli accertamenti disposti successivamente. La richiesta è rivolta in particolare agli assessori Liana Cannata, Alessandra Calafiore e Francesco Caminiti, competenti rispettivamente in materia di ambiente, salute e politiche del mare: l’obiettivo è ottenere verifiche tecniche, documenti ufficiali e informazioni pubbliche capaci di garantire la tutela dei cittadini e dell’area costiera.

La lettera della cittadina sul Lido Ringo

“Scrivo questa lettera con rispetto istituzionale, ma anche con la fermezza necessaria quando sono in gioco la sicurezza, la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Sono una cittadina di Messina e una persona che ha scelto di sostenere questa amministrazione, arrivando anche a candidarsi a suo sostegno. Proprio per questo ritengo doveroso oggi porre alcune domande e chiedere che venga fatta piena chiarezza sulla vicenda del lido pubblico del Ringo.

L’iniziativa di offrire gratuitamente alla cittadinanza uno spazio strutturato per la balneazione è importante, soprattutto per le famiglie, i bambini e le persone con disabilità. Ma proprio perché si tratta di un servizio pubblico, la sicurezza deve essere garantita prima di tutto.

I recenti ferimenti di alcuni bagnanti, la sospensione della balneazione e il ritrovamento di materiali potenzialmente pericolosi nei fondali impongono di comprendere quali verifiche siano state effettuate prima dell’apertura e quali ulteriori controlli siano stati disposti dopo quanto accaduto.

La domanda è semplice: quali attività di prevenzione sono state effettuate prima di consentire l’apertura del lido? Sono stati verificati sistematicamente i fondali? È stata valutata la possibile presenza di ulteriori materiali pericolosi? Sono stati coinvolti gli enti tecnici competenti? Esistono relazioni, verbali o documenti che attestino le verifiche effettuate?

Il D.Lgs. 116/2008, in materia di acque di balneazione e tutela della salute dei bagnanti, disciplina anche le situazioni impreviste che possono avere un impatto negativo sulla salute.

Il D.Lgs. 267/2000, agli articoli 50 e 54, disciplina le competenze del Sindaco e, nei casi previsti dalla legge, gli interventi urgenti a tutela della salute e dell’incolumità pubblica.

Qualora dagli accertamenti emergessero elementi riconducibili a una possibile contaminazione ambientale, dovranno essere valutate le procedure previste dal D.Lgs. 152/2006, compreso l’art. 242, secondo i presupposti stabiliti dalla normativa.

Non sostengo che il semplice ritrovamento di materiali sommersi comporti automaticamente l’applicazione di tale disposizione. Chiedo che siano gli enti tecnici competenti a verificare la situazione e a informare i cittadini sugli esiti degli accertamenti.

Purtroppo, proprio perché ritengo che su queste tematiche non sia stata finora manifestata tutta la necessaria attenzione, sento il bisogno di rivolgermi in particolare alla sensibilità degli assessori Liana Cannata e Alessandra Calafiore, affinché possano contribuire, ciascuna per le proprie competenze, a garantire che gli aspetti ambientali e sanitari della vicenda vengano affrontati con la dovuta serietà.

All’Assessore Cannata, per le deleghe relative alle Politiche ambientali e alla transizione ecologica, rivolgo l’auspicio che questa richiesta possa essere accolta come un’occasione per approfondire concretamente la situazione ambientale dell’area.

All’Assessore Calafiore, per le competenze in materia di Politiche della salute, chiedo particolare attenzione alla tutela dei bagnanti e alla necessità che ogni eventuale rischio per la salute pubblica venga adeguatamente valutato.

Per quanto riguarda l’Assessore Caminiti, al quale fanno capo le Politiche del mare e i beni demaniali e fluviali, mi permetto di esprimere una considerazione personale: avrei auspicato, su una vicenda che riguarda direttamente il mare, la sicurezza dei bagnanti e la tutela del nostro litorale, una sensibilità maggiore e un’attenzione più incisiva alle questioni ambientali e di prevenzione.

Lo dico con rispetto, ma anche con franchezza: amministrare non significa assumersi soltanto il clamore e il consenso di una vittoria, ma soprattutto la responsabilità delle azioni che ne conseguono. La vera responsabilità istituzionale si misura nella capacità di prevenire i problemi, affrontarli quando emergono e dare risposte ai cittadini, anche quando le risposte sono scomode.

Non è mia intenzione trasformare questa vicenda in una polemica personale. Ma quando si parla di prevenzione ambientale, la sensibilità verso il problema dovrebbe manifestarsi prima che qualcuno si faccia male, non soltanto dopo.

È proprio per questo che mi rivolgo con particolare fiducia agli assessori Cannata e Calafiore, confidando nella loro sensibilità istituzionale e nella loro attenzione verso una questione che riguarda contemporaneamente ambiente, salute pubblica e sicurezza dei cittadini.

Non chiedo che il Comune si sostituisca agli organi tecnici, chiedo chi li attivi. Chiedo che, nell’ambito delle rispettive competenze, tutti gli enti coinvolti assicurino che gli accertamenti necessari vengano effettuati e che i risultati siano resi pubblici.

Mi rivolgo inoltre ai giornalisti affinché si approfondisca la vicenda attraverso la documentazione ufficiale e chiedano alle istituzioni quali controlli siano stati effettuati prima dell’apertura, quali materiali siano stati rinvenuti e quali verifiche siano state disposte dopo i ferimenti.

Come cittadina che ha sostenuto questa amministrazione nella sua ‘ Terza fase’ non considero una contraddizione chiedere oggi maggiore attenzione. Il sostegno politico non può significare rinunciare al diritto di chiedere trasparenza, soprattutto quando sono in gioco la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente.

Se queste domande dovessero risultare scomode o offendere qualcuno, pazienza. Un amministratore pubblico non dovrebbe offendersi davanti a una richiesta di trasparenza: dovrebbe rispondere con i fatti. Mi auguro invece che questa istanza venga accolta con lo spirito con cui viene presentata: non come un attacco personale, ma come una richiesta di prevenzione, responsabilità e tutela della città.

Risposte chiare, documentate e pubbliche e non rassicurazioni generiche, ma fatti, controlli e documenti che diano serenità ai cittadini fruitori dello spazio pubblico. Perché la prevenzione viene prima dell’emergenza e la responsabilità istituzionale viene prima del clamore”.