Messina, risanamento a via Rosso. Oteri: “bene le nuove case, ma il percorso riguarda ancora una quota limitata”

Il capogruppo della Lega in Consiglio comunale interviene dopo l’assegnazione di sei nuovi alloggi e richiama i numeri dell’area: nel 2022 risultavano 85 nuclei familiari, mentre solo una parte ha finora lasciato le baracche

Il trasferimento di altre sei famiglie da via Rosso da Messina viene accolto positivamente dal capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Cosimo Oteri, che però invita a non fermarsi al singolo risultato e a guardare ai numeri complessivi del risanamento. “Bene l’assegnazione delle nuove abitazioni alle sei famiglie di via Rosso da Messina. Ogni famiglia che lascia una baracca e conquista finalmente una casa dignitosa rappresenta un passo avanti e va salutata positivamente. Ma non possiamo fermarci alla celebrazione di un singolo risultato. I numeri raccontano una realtà diversa e impongono una riflessione seria sui tempi del risanamento. Nel 2022, a via Rosso da Messina risultavano residenti 85 nuclei familiari e, stando ai dati riportati, soltanto 20 hanno finora ottenuto una nuova abitazione. Parliamo quindi di una parte ancora minoritaria delle famiglie interessate. Se oggi ne vengono trasferite altre sei, il percorso riguarda comunque appena una quota limitata rispetto al totale dei nuclei aventi diritto.”

Il consigliere punta l’attenzione anche sulle condizioni dell’area, sottolineando come la presenza di abitazioni già sgomberate ma non ancora demolite possa rappresentare un ulteriore elemento di criticità per chi continua a vivere nel quartiere. “Ci sono persone che continuano a vivere in condizioni di degrado, in contesti che presentano problemi strutturali e dove la situazione è ulteriormente aggravata dalla presenza di abitazioni sgomberate ma non ancora demolite. Immobili vuoti e non messi in sicurezza possono diventare luoghi di occupazioni abusive e alimentare fenomeni di microcriminalità, con conseguenze sulla sicurezza e sulla qualità della vita di chi continua a vivere nell’area. Il risanamento non può essere considerato concluso quando vengono consegnate alcune chiavi, ma quando tutti avranno un’abitazione”, afferma Oteri.