Un bambino di appena 18 mesi si trova insieme alla madre detenuta nel Nido della Casa circondariale di Gazzi, a Messina, all’interno di locali che non dispongono di un impianto di refrigerazione. A sollevare il caso è Giovanni Amante, Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Messina, preoccupato soprattutto per le temperature registrate negli ambienti situati sotto il tetto dell’istituto penitenziario. L’allarme riguarda le condizioni nelle quali mamma e bambino sono costretti a trascorrere queste giornate estive. Amante ha chiesto che il piccolo venga sottoposto urgentemente a una visita pediatrica e che il medico valuti anche l’idoneità delle condizioni ambientali nelle quali si trova. Nel giro di poche ore dall’appello è però arrivata una prima risposta concreta. Due donatori, entrambi intenzionati a rimanere anonimi, hanno messo a disposizione due climatizzatori portatili. Il primo sarà consegnato domani mattina al carcere.
Carcere di Gazzi, l’allarme del Garante per il Nido
La presa di posizione di Amante è condivisa con la professoressa Lucia Risicato, con la quale il Garante collabora sulle problematiche riguardanti la Casa circondariale nel rispetto delle rispettive competenze. Amante parte proprio da questo aspetto, precisando anche come il Nido sia stato visitato più volte e riconoscendo il lavoro svolto dall’amministrazione penitenziaria per renderlo il più possibile adeguato ai bambini che si trovano a vivere una condizione particolarmente delicata. “Premetto che questa lettera è condivisa con la prof. Lucia Risicato, con la quale operiamo in assoluta sinergia per le situazioni relative alla Casa Circondariale, ognuno per le proprie competenze, ma con spirito di grande collaborazione in ossequio al mandato ricevuto – scive Amante – Il Nido della Casa Circondariale, più volte visitato, anche in occasione delle diverse detenzioni che hanno visto coinvolti incolpevoli bimbi entro i tre anni di età, è davvero un luogo accogliente e ben predisposto, ovviamente siamo sempre in carcere, ma abbiamo sempre riscontrato ed apprezzato la grande umanità e attenzione di tutta l’Amministrazione della Casa Circondariale per rendere quel luogo il più adatto possibile ad accogliere dentro quelle mura i figli delle detenute”, rimarca.
A Gazzi una donna detenuta con un bambino di appena 18 mesi
La situazione è diventata urgente dopo quanto accaduto giovedì 20 agosto 2026, quando nella Casa circondariale è arrivata un’altra donna con il proprio bambino. È proprio l’età del piccolo, appena 18 mesi, insieme alle temperature presenti all’interno del Nido, ad avere fatto scattare la preoccupazione del Garante. “Ieri, 20 agosto 2026 è arrivata in Casa Circondariale l’ennesima ospite, una donna con al seguito un piccolo di appena 18 mesi e ciò che ci preoccupa notevolmente, sono le temperature che si registrano all’interno del Nido, che si trova sotto il tetto e che, a causa delle condizioni climatiche note a tutti, a nostro avviso espone la mamma ed il bambino a condizioni di notevole disagio”, evidenzia.
Il Nido senza impianto di refrigerazione: “Inaccettabile la permanenza”
Il problema evidenziato da Amante è molto concreto: il Nido del carcere di Gazzi non dispone di un impianto di refrigerazione. Una condizione che, secondo il Garante, rende non accettabile la permanenza della donna e del figlio negli ambienti durante queste giornate. “Il Nido non è dotato di impianto di refrigerazione e questo rende, appunto, inaccettabile la permanenza all’interno di mamma e figlio”, spiega. Da qui è partita immediatamente la ricerca di una soluzione temporanea che potesse almeno mitigare il disagio in attesa di interventi differenti.
La ricerca urgente di un climatizzatore portatile
Amante e quanti stanno seguendo la situazione si sono messi alla ricerca di un climatizzatore portatile, individuato esplicitamente come una soluzione tampone. Inizialmente, però, la ricerca non aveva dato risultati a causa dell’indisponibilità dell’apparecchio nei punti vendita consultati. “Siamo alla ricerca di un climatizzatore portatile (situazione ovviamente tampone) per rendere migliore la situazione ma, fino ad oggi, non siamo riusciti a trovarne uno, a causa della fine delle scorte di magazzino dei vari centri commerciali, ma non ci arrendiamo e proseguiamo la ricerca”, aggiunge. Una corsa contro il tempo determinata soprattutto dalla presenza del bambino di 18 mesi, per il quale è stata contemporaneamente richiesta una valutazione sanitaria.
Richiesta una visita pediatrica urgente per il bambino
Il Garante ha infatti chiesto che il piccolo venga visitato urgentemente da un pediatra. L’obiettivo non è soltanto verificare le condizioni del bambino, ma anche ottenere una valutazione medica sull’adeguatezza dell’ambiente nel quale mamma e figlio sono attualmente ospitati. “Abbiamo anche richiesto che il piccolo sia urgentemente visitato da un medico pediatra e che lo stesso verifichi se sussistono le condizioni ambientali per ospitare mamma e figlio. E’ doveroso ringraziare il personale della Casa Circondariale con il quale stiamo condividendo le possibili soluzioni e sono continue le interlocuzioni. Nella qualità di garanti comunali competenti abbiamo sentito la forte responsabilità di condividere con voi tutti questa situazione, è necessario che la comunità sia coinvolta a partire dai rappresentanti dei cittadini”, prosegue. Amante sottolinea dunque le continue interlocuzioni con il personale della Casa circondariale, che sta collaborando alla ricerca delle possibili soluzioni.
L’appello trova subito risposta: arrivano due donatori anonimi
Nel pomeriggio la situazione ha registrato una svolta. La richiesta di aiuto ha infatti trovato rapidamente una risposta concreta da parte della comunità. A comunicarlo è stato lo stesso Giovanni Amante: non uno, ma due donatori si sono fatti avanti mettendo a disposizione i climatizzatori portatili necessari. Entrambi hanno scelto di mantenere l’anonimato. “Ringrazio tutti per l’attenzione e vi informo che nel giro di qualche ora è intervenuto un primo donatore che vuole rimanere anonimo e anche un secondo che mantiene anche questo l’anonimato. Domani mattina con la prof. Risicato e il Personale della Casa Circondariale consegneremo il primo dei due climatizzatori portatili. Continueremo a porre la massima attenzione per la salute del piccolo e della mamma. Ringraziamo di cuore i due donatori”, sottolinea.
