È scontro sul caso dell’accesso alla sede operativa di ATM Messina. L’azienda di trasporto pubblico locale ha diffuso una nota per replicare alle dichiarazioni dei consiglieri comunali Giuseppe Capurro e Giovanni Scurria, intervenendo sulle presunte attività ispettive che sarebbero state svolte all’interno degli spazi aziendali. ATM respinge la ricostruzione e chiarisce che “non si sarebbe trattato di una vera e propria attività ispettiva, ma di un ingresso che, secondo la società, sarebbe avvenuto senza autorizzazione all’interno dell’area operativa, dove sono presenti mezzi in movimento, officine e personale al lavoro”. La vicenda viene definita dall’azienda come “un tema particolarmente delicato, perché riguarda una realtà considerata strategica per i dipendenti, per il Comune di Messina e soprattutto per i cittadini che usufruiscono quotidianamente del servizio di trasporto pubblico locale”.
ATM Messina: “nessuna attività ispettiva, le modalità sono completamente diverse”
Nella nota ufficiale, ATM S.p.A. contesta innanzitutto la definizione di “ispezione” utilizzata in relazione all’episodio, spiegando che le procedure previste per questo tipo di attività sarebbero differenti. “Sono apparse delle notizie sulla stampa in ordine a presunte funzioni ispettive esercitate da consiglieri comunali all’interno della sede legale dell’ATM ed in particolare nell’area operativa; alla luce di tali presunte attività ispettive i consiglieri comunali operano considerazioni e censure. Quanto detto non può non essere riscontrato riguardando una società che costituisce un valore per i Suoi dipendenti, per il Socio e soprattutto per i cittadini”, afferma l’azienda.
ATM entra poi nel merito delle competenze e delle procedure previste per eventuali controlli: “innanzitutto, stupisce come un consigliere comunale esperto, come Giuseppe Capurro, ignori, in buona fede, ovviamente, che nessuna attività ispettiva vi è stata, né vi poteva essere; le modalità di esercizio dell’attività ispettiva sono radicalmente diverse e richiedono comunque richieste al legale rappresentante di ATM S.p.A. che non vi sono state”.
L’accusa di ATM: “ingresso non autorizzato nella parte operativa dell’azienda”
Il punto centrale della replica riguarda le modalità con cui sarebbe avvenuto l’accesso alla struttura aziendale. ATM sostiene infatti che “alcuni soggetti sarebbero entrati attraverso un’area non destinata al libero accesso, raggiungendo la zona operativa dove vengono svolte le attività quotidiane dell’azienda”. “È invece avvenuto, che vi sia stato un ingresso non autorizzato dalla porta carraia della sede di ATM, che ha portato soggetti non autorizzati nella parte operativa dell’azienda, ove vi sono mezzi in movimento, officine, operai ed altro”, si legge nella nota. L’azienda sottolinea dunque il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, evidenziando come l’area operativa sia uno spazio caratterizzato dalla presenza di autobus, attività manutentive e personale impegnato nelle proprie mansioni.
Nuovi autobus e crescita del servizio: ATM rivendica i risultati raggiunti
Nella seconda parte della replica, ATM affronta le critiche relative alla gestione della comunicazione sull’arrivo dei nuovi mezzi e alle iniziative pubbliche legate al rinnovo della flotta. La società sostiene che negli ultimi mesi siano stati immatricolati e messi a disposizione del servizio numerosi autobus, senza però organizzare conferenze stampa per ogni singolo arrivo, perché il processo sarebbe ormai diventato parte della normale programmazione aziendale.“Quanto alle considerazioni svolte dai consiglieri, le stesse non tengono conto, che in questi ultimi sei mesi sono stati immatricolati e pervenuti in azienda molti bus e non si sono fatte conferenze stampa, sia perché ove vi fossero state qualcuno avrebbe detto che si turbava la campagna elettorale, sia per una banale considerazione l’arrivo di nuovi mezzi ad ATM S.p.A. non è più un fatto episodico, ma è ormai quotidianità”, sottolinea la nota.
“Una società che svolge da poco più di sei anni il servizio TPL a Messina”
L’azienda evidenzia inoltre il percorso compiuto dal momento della nascita di ATM S.p.A., sottolineando il ruolo assunto nel sistema di mobilità cittadina.“Intesa, come parte di un percorso, in cui l’arrivo di nuovi mezzi non è più un risultato fuori dall’ordinario, rientrando nella programmata crescita di una società che svolge da poco più di sei anni il servizio di TPL nella città di Messina”, prosegue la nota. ATM richiama quindi alcuni indicatori che, secondo la società, rappresenterebbero la misura concreta dei risultati raggiunti: il numero dei passeggeri trasportati, le corse effettuate, il gradimento dell’utenza e l’attenzione ricevuta anche dalla stampa nazionale.
ATM: “meglio delle città confinanti gestisce i servizi pubblici, ma preferiamo dimenticarlo”
La replica dell’azienda si conclude con una rivendicazione dei risultati ottenuti e con un messaggio rivolto al dibattito pubblico sulla gestione dei servizi cittadini. “Ed i cui risultati, al di là delle sterili polemiche ed a tacer d’altro, sono dati dai numeri dei passeggeri, dai numeri delle corse, dalla stampa, non solo locale, dal grado di soddisfazione complessivo dell’utenza e da quello che ormai può definirsi orgoglio di vivere in una Città, che, meglio delle città confinanti, gestisce i servizi pubblici, ma ciò Noi Messinesi, Tutti, preferiamo dimenticarlo, è meglio criticare”. Con questa posizione, ATM Messina chiude la propria risposta alle contestazioni sollevate dai consiglieri comunali, ribadendo la centralità dell’azienda nel sistema di mobilità cittadino e difendendo il percorso intrapreso negli ultimi anni.
