Uno scenario titanico, incastonato in un orizzonte da leggenda e battezzato dal primo, indomito raggio di sole. Il Concerto all’alba si è eretto a impresa epica per la nostra terra: una solenne chiamata alle armi della bellezza che ha adunato una moltitudine di anime, immerse per ore in un’estasi viscerale e primordiale. Tra il ruggito ancestrale del mare e il soffio della brezza mattutina, la voce magnetica e le note del pianoforte di Jany McPherson hanno risvegliato il giorno, intessendo un incantesimo di armonia assoluta destinato a scolpirsi nel tempo.
L’evento, divampato nella monumentale cornice di Capo Bruzzano per inaugurare il solenne cartellone “Mese dei Bronzi di Riace 2026 – I Bronzi di Riace: La Calabria del Mito”, ha schierato una potente sinergia di forze istituzionali: Unione Europea, Repubblica Italiana, Regione Calabria, Calabria Straordinaria, Ministero della Cultura, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e l’Amministrazione Comunale di Bianco.
Al grande raduno hanno risposto le guide e i custodi del territorio, tra cui Giovanni Calabrese, Assessore allo Sviluppo economico, Lavoro, Politiche attive del lavoro e Turismo della Regione Calabria; Roberto Cosentino, Direttore Generale del Dipartimento Turismo, Marketing Territoriale e Mobilità; l’Amministrazione Comunale di Bianco guidata dal sindaco Gianni Versace; lo scrittore Gioacchino Criaco; autorità locali e un’armata d’anime che ha conquistato l’intera costa.
Capo Bruzzano erge le sue imponenti scogliere come uno dei bastioni più incontaminati e selvaggi
Scolpire in un unico, immortale istante la magnificenza di questo litorale è stata la vittoria definitiva del mito sul tempo. Capo Bruzzano erge le sue imponenti scogliere come uno dei bastioni più incontaminati e selvaggi che la storia ricordi: una cattedrale naturale forgiata nei secoli dalla furia dei flutti e dei venti, che in questa alba sacra ha fatto tremare e vibrare all’unisono il cuore della sua gente.
Ed è stato qui, tra la grazia di Bianco e la spaventosa maestosità di Capo Bruzzano, che questo tratto di terra si è svelato, ancora una volta, nella sua travolgente potenza: una rivelazione di pura, inafferrabile grandezza. Quando il canto ha incontrato la prima luce della creazione, la terra e il suo popolo si sono fusi in un solo battito eterno, consacrando questo angolo di mondo all’immortalità. Un trionfo solenne, un patto indissolubile siglato tra l’uomo e la natura primordiale per proclamare all’universo l’inviolabile maestà del mito.
