Lo Giudice: “il PD di Messina si liberi dalla sindrome di Catena De Luca”

Il coordinatore regionale di Sud Chiama Nord interviene dopo gli attacchi dei democratici: "i messinesi hanno più volte espresso il loro giudizio nelle urne". Nel mirino anche le prospettive politiche regionali e l'ipotesi di dialogo tra De Luca e le forze della sinistra.

Si alza il livello dello scontro politico a Messina tra Sud Chiama Nord e il Partito Democratico. A replicare ai democratici è Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale del movimento, che difende il percorso amministrativo e politico costruito negli ultimi anni da Cateno De Luca e, successivamente, dal sindaco Federico Basile, richiamando soprattutto i risultati ottenuti nelle urne. “Il Partito Democratico di Messina non ha neanche il pudore di tacere. Dopo otto anni trascorsi a raccontare una città sull’orlo del baratro, dovrebbe quantomeno interrogarsi sul perché, puntualmente, siano proprio i messinesi a smentire questa narrazione nelle urne.

Nonostante i risultati elettorali del PD a Messina abbiano toccato livelli minimi e nonostante i cittadini continuino a premiare l’azione amministrativa portata avanti in questi anni da De Luca prima e Basile dopo, il gruppo dirigente democratico continua a riproporre lo stesso copione: attaccare Cateno De Luca, qualunque sia l’argomento del giorno”.

Lo Giudice: “Il rapporto con la città è stato costruito sul campo”

Lo Giudice concentra quindi la replica sul rapporto politico tra De Luca e Messina, respingendo le critiche legate allo slogan “Messina è Cateno De Luca” e indicando nel consenso elettorale il principale elemento di valutazione. “Se “Messina è Cateno De Luca” dà così tanto fastidio, forse il problema non è lo slogan. Il problema è che quel rapporto politico con la città è stato costruito sul campo e sottoposto più volte al giudizio degli elettori. E il giudizio degli elettori, piaccia o meno al PD, è stato inequivocabile.

Nell’intervento del coordinatore regionale di Sud Chiama Nord entra anche il tema degli equilibri politici regionali e della possibilità di un confronto tra Cateno De Luca e le forze della sinistra. Secondo Lo Giudice, eventuali tensioni su questo scenario dovrebbero essere affrontate all’interno del Partito Democratico senza trasformare Messina in un terreno di scontro.

Se poi dietro questa improvvisa escalation di attacchi si nascondono malumori rispetto alle prospettive politiche regionali e alla possibilità di costruire un dialogo tra Cateno De Luca e le forze della sinistra, allora si tratta di un problema tutto interno al Partito Democratico. Lo affrontino nelle loro sedi e chiariscano quale linea intendono seguire, senza utilizzare Messina come terreno di regolamento dei conti.

Lo Giudice chiude la sua replica invitando il PD messinese a spostare il confronto politico sui fatti e sulle proposte, tornando ancora una volta sul peso dei risultati elettorali maturati in città negli ultimi otto anni. “Il PD messinese dovrebbe finalmente liberarsi dalla sindrome di Cateno De Luca. Perché continuare a parlare ossessivamente di lui non cancellerà né i risultati amministrativi né, soprattutto, quelli elettorali. La politica dovrebbe confrontarsi sui fatti e sulle proposte. E se il PD vuole davvero capire cosa pensano i messinesi di questi otto anni, invece di affidarsi alle card sui social può partire da un dato molto semplice: il voto dei cittadini”.