Legge elettorale, il centrodestra accelera in Senato: sul tavolo preferenze e ballottaggio

A pochi giorni dall’approdo del testo in Aula a Palazzo Madama, la maggioranza lavora agli emendamenti chiave. Restano aperti i nodi sul secondo turno e sul rischio di esiti diversi tra Camera e Senato, mentre l’opposizione attacca la riforma

Riparte il confronto sulla legge elettorale a ridosso della scadenza per la presentazione degli emendamenti in commissione Affari costituzionali del Senato. Il centrodestra prova a stringere i tempi per definire una posizione comune sul testo, individuando alcuni punti prioritari su cui concentrare le modifiche. Dall’ultima riunione tra gli sherpa della maggioranza sarebbero emersi due interventi principali: uno relativo all’introduzione delle preferenze con capolista bloccato e l’altro sull’eliminazione della cosiddetta “taglia cespugli”, ovvero il meccanismo che esclude dal calcolo della percentuale della coalizione i partiti che non raggiungono il 3 per cento. Il calendario parlamentare rende decisiva la prossima settimana: il testo dovrebbe arrivare in Aula al Senato il 9 settembre, mentre il voto finale è previsto per il 15 settembre.

Il nodo del ballottaggio resta aperto: le difficoltà del sistema bicamerale

Tra i temi ancora irrisolti rimane quello del ballottaggio, una delle questioni più delicate della riforma della legge elettorale. All’interno del centrodestra non sarebbe ancora stata raggiunta una posizione definitiva. Le principali difficoltà riguardano il funzionamento del sistema bicamerale italiano e il rischio che un eventuale secondo turno possa produrre risultati differenti tra Camera dei deputati e Senato della Repubblica. Fratelli d’Italia e Forza Italia sembrerebbero disponibili ad aprire alla possibilità del ballottaggio, mentre la Lega mantiene una posizione più prudente e continua a manifestare dubbi sulla soluzione.