È esplosa una polemica politica tra Giorgia Meloni e Stefano Bonaccini dopo alcune dichiarazioni del presidente del Partito Democratico sul rapporto tra consenso elettorale e condizioni sociali, culturali ed economiche degli elettori di alcuni partiti e leader della destra. Le parole dell’eurodeputato dem, riferite ai voti raccolti da figure come Donald Trump, Marine Le Pen e, in Italia, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci, hanno generato la reazione della presidente del Consiglio, che ha rilanciato il passaggio sui propri canali social interpretandolo come un attacco agli elettori di centrodestra. Secondo una lettura sintetica, Bonaccini avrebbe affermato che gli ignoranti votano a Destra, suscitando le reazioni dell’altra parte politica, la quale ha evidenziato la solita (presunta) superiorità della Sinistra.
La premier ha pubblicato il video con le parole di Bonaccini e ha accusato l’esponente del PD di non rispettare chi sceglie il centrodestra, sostenendo che il consenso verso la destra nasca anche da un rapporto diverso con le esigenze quotidiane delle persone. “Forse – scrive Meloni – Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un’ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo. Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza”.
La replica di Bonaccini: “Frase estrapolata da un ragionamento più complessivo”
Bonaccini ha respinto l’interpretazione data alle sue parole, spiegando che il suo intervento aveva l’obiettivo di aprire una riflessione sulla necessità per la sinistra di tornare a rappresentare meglio le fasce più fragili della società. “Hanno estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo. La sinistra, che ha perso spesso le elezioni in tanti Paesi europei e negli Usa dovrebbe saper rappresentare più e meglio coloro che sono più in difficoltà economicamente, o che nella vita hanno avuto meno opportunità di aver titoli di studio più elevati. E’ per dire che serve una sinistra più popolare. Ma secondo voi io mi permetto di dire che solo quelli che studiano… ma non scherziamo”. L’ex presidente dell’Emilia Romagna ha quindi ribadito che il senso delle sue parole non era un giudizio sul voto alla destra, ma un invito al centrosinistra a recuperare un rapporto più forte con i cittadini e con le realtà sociali più in difficoltà.
Tajani, Salvini e il centrodestra contro Bonaccini
Le dichiarazioni hanno provocato la reazione di diversi esponenti del centrodestra. Il vicepremier Antonio Tajani ha definito le parole di Bonaccini un’offesa agli elettori e ai cittadini che hanno scelto il centrodestra. “Le parole di Bonaccini sono un’offesa agli elettori e ai cittadini italiani che in maggioranza hanno votato per il centrodestra”, ha dichiarato Tajani. Anche il vicepremier Matteo Salvini ha criticato l’intervento dell’esponente Pd, parlando del “solito vizietto della sinistra” e contestando l’idea di valutare le persone sulla base del livello di istruzione. “Chi pesa, valuta e giudica un uomo solo in base al titolo di studio è davvero uno sciocco”, ha affermato Salvini.
Sulla stessa linea il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha parlato di “idee confuse”, mentre il ministro degli Affari Europei Tommaso Foti ha accusato la sinistra di vivere da tempo con un presunto complesso di superiorità culturale, intellettuale e morale. “Compagno Bonaccini, meglio ignoranti che arroganti”, ha concluso Foti.
È intervenuto anche Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che ha contestato la lettura del voto espressa da Bonaccini, rivendicando il consenso ricevuto da persone provenienti da contesti sociali diversi. “Secondo questo politicante, figlio di un’operaia e di un camionista, che si è a malapena diplomato, chi vota a destra, Le Pen, Trump o Vannacci sarebbe soprattutto chi ha studiato poco, chi vive nelle periferie, nelle aree interne e chi sta peggio economicamente. E io sono orgoglioso e fiero di quel voto”, ha dichiarato il leader di Fnv.
Il Pd difende Bonaccini: “Meloni pensi ai problemi della gente”
A difendere il presidente dem è intervenuta la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha spostato il confronto sui temi sociali e sulle politiche del governo. “Meloni pensi ai problemi della gente. Bonaccini ha reso pubblici gli asili nidi in Emilia, lei li ha ridotti”, ha affermato Schlein. Il responsabile organizzativo della segreteria Pd Igor Taruffi ha accusato la premier di aver trasformato la vicenda in un attacco politico strumentale. “La premier anziché dedicarsi ai problemi degli italiani non ha nient’altro di meglio da fare che attaccare in modo strumentale Bonaccini”.
Critiche alla posizione della premier sono arrivate anche da Sandro Ruotolo, secondo cui “Meloni sia rimasta indietro nel tempo perchè fino a prova contraria il partito della Ztl oggi è Fdi”, e da Alessandro Alfieri, che ha difeso Bonaccini sostenendo che le sue parole siano state estrapolate e utilizzate per dipingerlo come un “radical chic”. Infine, il leader di Azione Carlo Calenda ha liquidato la contrapposizione come una polemica estiva. “Bella questa polemica Meloni-Bonaccini. Degna conclusione del nulla agostano”.
