I paesaggi dello Stretto approdano all’Onirica Film Fest di Carrara: protagonisti due piccoli Comuni reggini | INFO

Il cortometraggio diretto da Sergio Panariello, girato nell’area metropolitana di Reggio Calabria, sarà protagonista il 3 e 4 settembre a Carrara. Sullo schermo i paesaggi di Calanna e Laganadi, trasformati in parte integrante del racconto cinematografico

Da Calanna e Laganadi fino a Carrara, passando attraverso il linguaggio del cinema indipendente. “Il peso della bellezza”, cortometraggio del 2023 diretto da Sergio Panariello, approda all’Onirica Film Festival, la rassegna internazionale dedicata al cinema indipendente, visionario e sperimentale che il 3 e 4 settembre 2026 vivrà la sua quinta edizione al Nuovo Cinema Garibaldi di Carrara. L’approdo al festival rappresenta una nuova vetrina per il film, ma anche per i luoghi della Calabria dello Stretto scelti come set. Il cortometraggio porta infatti sullo schermo alcuni degli scorci più suggestivi di Calanna e Laganadi, nell’area metropolitana di Reggio Calabria, affidando al paesaggio un ruolo che va ben oltre quello di semplice sfondo e trasformandolo in un elemento centrale dell’atmosfera e dell’identità visiva dell’opera.

L’Onirica Film Festival proporrà una maratona di cortometraggi, documentari, animazioni, videoclip e opere sperimentali provenienti da diversi Paesi. La manifestazione, che nelle precedenti edizioni ha raccolto oltre 700 candidature internazionali, affiancherà alle proiezioni anche workshop e masterclass dedicate al linguaggio cinematografico, realizzate in collaborazione con l’Accademia Cinema Toscana. La due giorni si concluderà con l’Award Giving Evening e la premiazione delle opere selezionate.

In questo scenario internazionale, “Il peso della bellezza” arriva con un elemento fortemente identitario: i paesaggi della provincia reggina. La selezione diventa così anche un’occasione per riflettere sulle possibili ricadute delle produzioni audiovisive sui territori che le ospitano, soprattutto quando i progetti sono sostenuti attraverso risorse pubbliche regionali e collaborazioni istituzionali finalizzate anche alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale.

Il cinema come strumento di promozione del territorio

Il cortometraggio è una produzione Open Mind, in coproduzione con Baobei Entertainment, con il contributo della Fondazione Calabria Film Commission, della Regione Calabria PAC, della Regione Campania, in collaborazione con Film Commission Campania, e con il contributo della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea. La produzione si è inoltre avvalsa della collaborazione dei Comuni di Calanna e Laganadi e del patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Proprio la scelta delle location assume, in questa prospettiva, un significato particolare. Un’opera cinematografica sostenuta da finanziamenti e collaborazioni istituzionali può infatti produrre una ricaduta che continua anche dopo la conclusione delle riprese, quando i luoghi immortalati dalla macchina da presa raggiungono nuovi pubblici attraverso festival, proiezioni e circuiti culturali. Nel caso di “Il peso della bellezza”, questo percorso porta ora in primo piano due piccoli centri dell’entroterra reggino ancora lontani dai principali circuiti turistici.

Calanna e Laganadi diventano set cinematografici

A Calanna le riprese hanno coinvolto Villa Princi, il Castello di Calanna e il Belvedere, mentre a Laganadi il racconto si è sviluppato nella piazza della Chiesa di Santa Maria delle Grazie e nel centro storico. Si tratta di scenari caratterizzati da una forte identità paesaggistica e architettonica, capaci di offrire alla produzione ambientazioni originali e immediatamente riconoscibili.

A Calanna, in particolare, le singolari formazioni rocciose e gli affioramenti tufacei danno al territorio un aspetto quasi fuori dal tempo, mentre i ruderi del castello normanno dominano il paesaggio e aprono scorci sullo Stretto. A poca distanza, Laganadi conserva invece il carattere più raccolto di un borgo dell’entroterra, con architetture, spazi rurali e un’atmosfera che nel film contribuisce a rafforzare l’autenticità della narrazione.

La scenografa Antonella Postorino spiega come il lavoro sulle location sia stato parte integrante della costruzione dell’opera. “La scelta delle location non è stata casuale”, sottolinea. “Quando, insieme al regista e alla produzione, abbiamo effettuato i sopralluoghi preliminari, confrontandoci con le amministrazioni, con il sindaco di Calanna Domenico Romeo, con l’assessore Giuseppe Princi e con il sindaco di Laganadi Michele Spadaro, è emersa la necessità di esplorare luoghi poco conosciuti, capaci di offrire un’ambientazione originale”.

Le rocce tufacee di Calanna e il castello normanno conquistano la troupe

È stato proprio durante i sopralluoghi che Calanna ha attirato in modo particolare l’attenzione della produzione. “Il regista è rimasto incantato dalle rocce tufacee di Calanna, che ricordano una sorta di Cappadocia in miniatura, dai ruderi del castello normanno che domina lo Stretto e dal borgo di Laganadi, con la sua chiesa e la sua atmosfera rurale”, racconta ancora Antonella Postorino. Il paesaggio entra così direttamente nella costruzione visiva del cortometraggio. Le rocce, il castello, il Belvedere, le strade e gli scorci dei due centri non vengono utilizzati soltanto come ambientazione, ma diventano una componente narrativa capace di dialogare con i personaggi e con l’immaginario del film. È proprio in questo passaggio che il cinema può trasformare luoghi poco conosciuti in immagini destinate a viaggiare ben oltre i confini locali.

Il lavoro scenografico non si è fermato agli esterni. Anche gli interni di Villa Princi sono stati costruiti in funzione della storia e dell’atmosfera del cortometraggio. “Abbiamo lavorato anche sugli interni, ricreando una scenografia ispirata agli anni Settanta, in modo da accogliere la sceneggiatura e la storia sapientemente diretta da Sergio Panariello”, aggiunge la scenografa. La scelta conferma il ruolo delle location come parte integrante della narrazione. Il paesaggio e gli ambienti interni contribuiscono infatti a definire il tono dell’opera e consentono alla Calabria scelta come set di presentarsi allo spettatore non come semplice cornice, ma come presenza riconoscibile e funzionale al racconto.

“Il peso della bellezza” vede la partecipazione dell’attrice partenopea Rosaria De Cicco e di un gruppo di interpreti calabresi formato da Filippo Mastroianni, Roberta Retez, Costantino Comito, Renata Falcone, Giuseppe Gagliostro, Pino Ingoglia, Adele Rombolà e Pietro Morena. Il cortometraggio è prodotto da Sergio Panariello e Luca Zingone, in coproduzione con Michele Geria, su soggetto e sceneggiatura di Dario Andreani e con la regia dello stesso Panariello. La scenografia è firmata da Antonella Postorino, l’arredamento da Mariella Siclari e i costumi da Rosanna Zolfo.

Dal set calabrese alla vetrina internazionale del festival

La partecipazione all’Onirica Film Festival permette dunque al cortometraggio di proseguire il proprio percorso e, insieme, offre a Calanna e Laganadi una nuova occasione di visibilità. Il passaggio dal set ai festival mostra come una produzione audiovisiva possa costruire un ponte tra creatività, cultura e promozione territoriale: il film viaggia, viene visto e discusso, ma insieme alla storia porta con sé anche i luoghi nei quali è stato realizzato.

Per i due centri dell’area metropolitana di Reggio Calabria, la presenza dell’opera in una rassegna internazionale rappresenta così un’ulteriore opportunità per far conoscere un patrimonio paesaggistico ancora in parte fuori dai percorsi più frequentati. Il cinema diventa una forma contemporanea di racconto del territorio, capace di suscitare curiosità e di trasformare scorci, borghi e paesaggi in immagini destinate a rimanere nello sguardo degli spettatori. Il viaggio di “Il peso della bellezza”, iniziato sul set calabrese, continua ora attraverso le sale e i festival, portando con sé Calanna, Laganadi e una parte della Calabria dello Stretto.