“Greci”, “Lombardi” e Genovesi. Comunità, lingue, interessi e reti politiche che per secoli si incontrarono e si confrontarono nella Sicilia nordorientale. È da questo intreccio che prende forma il nuovo libro di Federico Martino, Messina e il Val Demone tra “Greci”, “Lombardi” e Genovesi. Vecchi documenti e nuove proposte di lettura, che sarà presentato lunedì 3 agosto 2026, alle ore 18.00, nel Chiostro del Palazzo Municipale di Randazzo. Dopo i saluti del Sindaco di Randazzo Antonino Grillo, dell’Assessore alla Cultura Sara Sindoni, del Presidente della Pro Loco Massimo Ceraulo e del Presidente regionale di BCsicilia Alfonso Lo Cascio, dialogherà con l’autore Gaetano Scarpignato, studioso di storia del territorio. L’iniziativa, inserita nel programma delle Notti di BCsicilia, si svolgerà con la partecipazione dell’associazione Sicularagonensia.
La scelta di Randazzo non è casuale
La scelta di Randazzo non è casuale. Tra i centri più importanti della Sicilia tardomedievale, città demaniale, luogo di soggiorno della corte aragonese e fondamentale punto di passaggio fra l’Etna, la valle dell’Alcantara e i Nebrodi, Randazzo fu parte attiva delle vicende politiche del Val Demone. La città conobbe il suo maggiore sviluppo durante l’età aragonese e conserva ancora oggi una parte delle antiche mura e porte medievali, chiese e architetture che testimoniano quella lunga stagione di prestigio.
Il volume di Martino invita però a guardare oltre le mura delle singole città. La storia medievale di Messina, secondo la prospettiva proposta dall’autore, non può essere separata da quella del suo vasto entroterra. Porto e territorio, città costiere e comunità interne formavano un sistema di rapporti economici, istituzionali e politici inserito nelle grandi dinamiche del Mediterraneo. Già ordinario di Storia del diritto italiano all’Università di Messina, Martino rilegge cronache, privilegi, formule giuridiche e documenti conosciuti, mettendoli in relazione secondo un metodo attento agli indizi e alle connessioni. I Genovesi non appaiono soltanto come mercanti e navigatori, ma come protagonisti delle lotte politiche, delle rivolte, delle alleanze e delle contese dinastiche. Allo stesso modo, le denominazioni di “Greci” e “Lombardi” diventano strumenti per indagare la complessa formazione delle comunità e degli equilibri territoriali della Sicilia tardo medievale.
Randazzo emerge come una vera città-cerniera del Val Demone
In questa ricostruzione Randazzo emerge come una vera città-cerniera del Val Demone: comunità indicata dalle fonti tra gli oppida Lombardorum, importante snodo viario tra la Sicilia sudorientale e l’area nebroidea, centro strategico nelle lotte del Trecento e interlocutore di Messina. Il volume comprende anche due appendici, l’una di Chiara Sciarroni, dedicata alla presenza genovese nella Messina della fine del XII secolo, l’altra curata da Rosaria Stracuzzi i cui documenti trascritti rivestono un particolare interesse storico.
Nel corso della serata uno dei documenti dell’Universitas di Randazzo del 1478 prenderà nuovamente voce grazie alla lettura scenica dell’attore Luciano Fioretto, trasformando la testimonianza archivistica in racconto vivo e restituendo al pubblico le richieste, le preoccupazioni e le aspirazioni politiche della comunità randazzese di oltre cinque secoli fa. Una serata per riscoprire Randazzo non come luogo isolato ai piedi dell’Etna, ma come protagonista di una storia più ampia: quella del Val Demone, di Messina e di una Sicilia pienamente inserita nelle reti politiche e culturali del Mediterraneo.

