La candidatura di Domenico Giannetta alle elezioni suppletive del collegio di Reggio Calabria continua a produrre effetti politici ben oltre i confini della città dello Stretto. La scelta dell’ex esponente di Forza Italia, dopo una lunga militanza nel partito azzurro, di correre con Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, ha aperto una fase di tensione all’interno del centrodestra calabrese, con ripercussioni anche a Lamezia Terme.
A intervenire è stato il sindaco Mario Murone, che ha lanciato un monito al gruppo di Futuro Nazionale presente nella maggioranza comunale, composto da due consiglieri e un assessore, tutti provenienti dall’esperienza della Lega e vicini al deputato Domenico Furgiuele. Il primo cittadino ha preso posizione in un’intervista rilasciata a ilLametino.it, sottolineando come alcune dichiarazioni legate alla nuova collocazione politica del movimento non possano essere compatibili con la permanenza nella coalizione.
“Le espressioni riportate dagli organi di stampa e l’enfasi con la quale si è voluta significare una irreversibile rottura da parte di Futuro nazionale con il Governo, Forza Italia ed altri partiti della coalizione, non possono promanare da una componente della maggioranza di centrodestra ma, soprattutto, non dovrebbero proprio albergare nel comune modo di esprimersi dei politici” ha dichiarato Murone.
Il richiamo del sindaco: “La contraddizione deve essere sanata”
Il sindaco di Lamezia ha quindi evidenziato come la questione non riguardi soltanto una differenza di opinioni politiche, ma un problema di coerenza rispetto alla partecipazione alla maggioranza amministrativa. “Non si tratta, infatti – prosegue il sindaco – di una mera distanza o contrapposizione ideologica ma di un giudizio di disvalore espresso nei confronti di una coalizione con la quale si governa insieme a Lamezia Terme, così come pure evidenziato dal gruppo consiliare di Fdi. La contraddizione è in re ipsa ed evidentemente deve essere sanata: se non ci si discosta apertamente da tali ideologie e dal relativo modo di intendere la politica, prendendone le distanze, si esce dalla maggioranza”. Murone ha spiegato di aver già avviato i primi passaggi istituzionali sulla vicenda: “Per questo, ho ritenuto di darne già immediata comunicazione all’assessore di Futuro nazionale e a tutti i capigruppo della mia maggioranza”.
La presa di posizione del sindaco di Lamezia si inserisce nel clima politico acceso dalle suppletive di Reggio Calabria, dove la candidatura di Giannetta con Futuro Nazionale ha provocato una serie di reazioni a catena. L’ex consigliere regionale di Forza Italia, dopo circa vent’anni di militanza nel partito, ha scelto un nuovo percorso politico, provocando la dura reazione degli azzurri e aprendo un confronto interno alla coalizione di centrodestra. La vicenda ha coinvolto anche amministratori e dirigenti vicini al nuovo movimento, con il dibattito che si è rapidamente spostato dal livello elettorale reggino a quello regionale. A Lamezia, Murone ha chiesto chiarezza sulla collocazione politica della componente di Futuro Nazionale all’interno della sua maggioranza.
Il sindaco ha infine ribadito i principi sui quali, a suo avviso, si fonda l’alleanza amministrativa che guida la città. “Ho sempre dichiarato senza mezzi termini – conclude Murone – che la mia maggioranza è fondata sul non negoziabile rispetto dei diritti e dei principi fondamentali della persona, che sono alla base della convivenza civile, e che una riflessione nel gruppo di maggioranza sarebbe stata avviata nel momento in cui l’iniziale comunità d’intenti fosse stata eventualmente messa in crisi da atteggiamenti, affermazioni o quant’altro avesse potuto minare alla radice il rispetto dei medesimi”.
La candidatura di Giannetta, dunque, continua a rappresentare un elemento di forte discussione dentro il centrodestra calabrese. Da Reggio Calabria a Lamezia Terme, la scelta dell’ex esponente di Forza Italia di aderire a Futuro Nazionale ha aperto un confronto sulla compatibilità politica tra le diverse anime della coalizione e sugli equilibri futuri delle maggioranze locali.
