La situazione dell’ospedale Vittorio Emanuele di Gela torna al centro dello scontro politico sulla sanità siciliana. A sollevare il caso è Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che questa mattina si è recato nella città nissena al fianco del sindaco Terenziano Di Stefano e ha rivolto un duro attacco al presidente della Regione Renato Schifani, denunciando una struttura ospedaliera alle prese con carenze di personale, posti letto insufficienti, reparti in difficoltà e apparecchiature obsolete. Secondo le criticità riportate dall’amministrazione comunale, il quadro più emblematico riguarda proprio la capacità complessiva dell’ospedale: a fronte dei 242 posti letto previsti dal D.A. 22/2019, quelli presenti sarebbero meno di 130, quindi poco più della metà della dotazione programmata. Una situazione che si inserisce in un contesto nel quale diversi servizi strategici risultano fortemente ridimensionati o non attivati.
De Luca a Gela: “Schifani sveglia, ti ricordi della sanità siciliana?”
De Luca ha affidato a una lunga dichiarazione la propria denuncia politica, mettendo direttamente in relazione le condizioni del Vittorio Emanuele con le risorse finanziarie di cui dispone la Regione.“Schifani sveglia, ti ricordi della sanità siciliana? Questa mattina sono stato a Gela, al fianco del sindaco Terenziano Di Stefano e di una comunità che da settimane si batte per accendere i riflettori su una vicenda vergognosa che riguarda ancora una volta la sanità siciliana. La situazione dell’ospedale Vittorio Emanuele è sotto gli occhi di tutti: manca il personale, i posti letto non arrivano nemmeno al 50% di quelli previsti dal piano sanitario regionale, le attrezzature sono obsolete.” Il leader di Sud chiama Nord punta quindi il dito contro le priorità di spesa del governo regionale, sostenendo che le risorse disponibili dovrebbero essere indirizzate in maniera più incisiva verso il sistema sanitario. “E allora mi chiedo: con tutti questi soldi che il governo Schifani rivendica, perché non si investono nella sanità? A che serve vantarsi del rating se poi non si è capaci di spendere le risorse dove servono davvero?”, evidenzia.
Una proposta all’Ars sulle variazioni di bilancio
De Luca ha inoltre annunciato che la questione dell’ospedale di Gela sarà portata direttamente all’Assemblea regionale siciliana alla ripresa dei lavori parlamentari. L’intenzione dichiarata è quella di presentare una proposta specifica nel momento in cui l’Aula sarà chiamata a discutere le variazioni di bilancio.“Con la ripresa dei lavori all’Ars presenterò una proposta specifica sulla vicenda dell’ospedale, quando si discuteranno le variazioni di bilancio. Non si può accettare un ospedale svuotato, tanto più a Gela: una città che paga da decenni gli effetti pesanti dell’industrializzazione e che ancora oggi aspetta le compensazioni che le spettano.” Nel ragionamento di De Luca entra quindi anche il tema storico e ambientale di Gela, città segnata per decenni dalla presenza dell’industria e che, secondo il leader di Sud chiama Nord, dovrebbe ricevere un’attenzione particolare proprio sul fronte della tutela sanitaria.“Se ci sono davvero questi miliardi di avanzo di cui tanto si parla, è giusto e doveroso destinarli alla sanità, a partire da un ospedale come quello di Gela!”, sottolinea.
Pronto Soccorso di Gela, due medici su una pianta organica di 14
Tra le principali criticità denunciate dall’amministrazione comunale emerge quella del Pronto Soccorso, descritto come “in difficoltà ormai da anni. Attualmente sarebbero presenti soltanto due medici in servizio, a fronte di una pianta organica di 14 unità. Si tratta di uno dei dati più significativi del quadro tracciato a Gela, perché investe direttamente il servizio chiamato a gestire le urgenze e le emergenze provenienti non soltanto dalla città, ma anche dal territorio circostante. La carenza di personale, secondo quanto denunciato, si estende però a numerosi altri reparti del Vittorio Emanuele, creando conseguenze sulla capacità di garantire continuità assistenziale, ricoveri e attività chirurgiche”.
“Infarti, manca l’Emodinamica: riferimento a Caltanissetta a 75 chilometri”
Particolarmente delicata è la situazione relativa alla gestione degli infarti. A Gela, viene denunciato, “non sarebbe possibile effettuare il trattamento attraverso un servizio di Emodinamica, perché la struttura non è prevista dalla rete ospedaliera. Il centro di riferimento indicato è Caltanissetta, distante circa 75 chilometri, con un tempo di percorrenza indicato in oltre 60 minuti. La questione assume un peso ancora maggiore considerando la natura tempo-dipendente delle patologie cardiologiche acute, per le quali la rapidità dell’intervento rappresenta un elemento fondamentale del percorso assistenziale”.
