Furto al MuMe di Messina, Lamba Doria: «Una ferita per il patrimonio culturale italiano e mondiale

Dopo il trafugamento di quattro tavole riconducibili ad Antonello da Messina, l’associazione chiede un tavolo istituzionale urgente, più personale, videosorveglianza e controlli H24 nei luoghi della cultura siciliani

“L’Associazione Culturale Lamba Doria esprime profondo sconcerto e forte preoccupazione per il gravissimo furto avvenuto nella serata del 15 agosto 2026 al MuMe – Museo Regionale Interdisciplinare “Maria Accascina” di Messina, dal quale sono state sottratte quattro tavole riconducibili ad Antonello da Messina: tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e la preziosa Tavoletta bifronte. Quanto accaduto non rappresenta una ferita soltanto per Messina e per la Sicilia, ma per il patrimonio culturale italiano e mondiale”. Alessandro Maiolino, Vice Referente per la Regione Siciliana dell’Associazione Culturale Lamba Doria. “Il Polittico di San Gregorio, tempera grassa su tavola, probabilmente di ciliegio, fu commissionato ad Antonello per la chiesa annessa al convento di monache benedettine di Santa Maria extra moenia, o San Gregorio. Dell’opera resta una straordinaria testimonianza documentaria: un atto del 9 marzo 1473, mentre ai piedi di San Gregorio compare lo stemma della committente“, rimarca.

“Originariamente composto da sei tavole, il polittico presentava al centro la Madonna in trono con il Bambino e gli angeli reggicorona, affiancata dai Santi Gregorio e Benedetto; nel registro superiore erano collocati l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata. La tavola centrale superiore, probabilmente raffigurante il Cristo morto sorretto dagli angeli, era già andata perduta nel corso dei secoli. L’opera costituisce una testimonianza eccezionale della capacità di Antonello di coniugare la tradizione mediterranea e italiana con le suggestioni della cultura fiamminga. Altrettanto preziosa è la Tavoletta bifronte (recto: Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione; verso: Cristo in Pietà), datata 1465-1470, tempera grassa su tavola di appena 16 x 11,9 centimetri. Le ridottissime dimensioni fanno ritenere che fosse destinata alla devozione privata. L’opera è stata acquistata dalla Regione Siciliana il 9 luglio 2003, tramite la casa d’aste Christie’s a Londra“, sottolinea Maiolino.

L’Associazione Culturale Lamba Doria auspica “l’apertura di una nuova fase nella custodia e nella tutela dei beni culturali della Regione Siciliana”

Di fronte a un episodio di tale portata, l’Associazione Culturale Lamba Doria auspica “l’apertura di una nuova fase nella gestione, nella custodia e nella tutela dei beni culturali della Regione Siciliana. Il patrimonio storico e artistico dell’Isola ha un valore inestimabile e costituisce uno degli elementi fondanti della nostra identità. Proteggerlo significa proteggere la nostra storia e consegnarla integra alle generazioni future. Per questo chiediamo che già nelle prossime ore venga aperto un tavolo di confronto istituzionale tra Governo regionale, Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, strutture periferiche competenti e istituzioni nazionali, affinché siano individuate soluzioni immediate e concrete: rafforzamento del personale addetto alla custodia; sistemi di videosorveglianza e antintrusione di ultima generazione; assistenza tecnica e controllo continuativo H24; adeguati protocolli di reperibilità anche nelle ore notturne; verifica e aggiornamento dei piani di sicurezza di musei, gallerie, parchi archeologici e degli altri luoghi della cultura. Quanto accaduto a Messina riporta inevitabilmente alla memoria una delle ferite più dolorose della storia culturale siciliana: il furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Michelangelo Merisi da Caravaggio, sottratta dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 e mai più recuperata. A quella ferita, ancora aperta dopo oltre mezzo secolo, non possiamo permettere che se ne aggiunga un’altra”.

L’Associazione Culturale Lamba Doria auspica che “questa triste pagina della nostra storia recente possa scuotere le coscienze e determinare una risposta forte delle istituzioni, dal Governo nazionale al Governo regionale e a tutte le articolazioni amministrative competenti. Occorrono risposte immediate, investimenti, personale e tecnologie adeguate. Ma soprattutto occorre una rinnovata consapevolezza: i beni culturali siciliani non sono semplicemente opere da conservare, ma rappresentano la memoria, l’identità e il patrimonio collettivo di un’intera comunità. L’auspicio più grande rimane che le opere di Antonello da Messina trafugate possano essere individuate, recuperate e restituite al più presto al MuMe e alla collettività, e che quanto accaduto a Messina non possa ripetersi mai più”.

opere antonello da Messina