Si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico e un caloroso successo la seconda edizione del Festival Organistico Calabrese, promosso e organizzato dall’Istituto di Bibliografia Musicale Calabrese – IBIMUS calabrese, con la direzione artistica di Riccardo Pugliese. A chiudere la manifestazione è stato il concerto tenutosi nella Parrocchia di Santa Maria del Colle di Mormanno, dove il Maestro Stefano Perrotta ha presentato Toccate, canzoni e danze: viaggio attraverso l’Europa, accompagnando il pubblico in un itinerario attraverso alcune delle più belle pagine della letteratura organistica europea.
La grande partecipazione e il coinvolgimento degli ascoltatori hanno suggellato una serata particolarmente riuscita. Al termine del programma, accolto da lunghi applausi, Perrotta ha voluto salutare il pubblico con un bis: una personale trascrizione per organo della celebre aria Lascia ch’io pianga di Georg Friedrich Händel, che ha concluso suggestivamente l’ultima tappa del Festival.
Il concerto di Mormanno ha così coronato un’edizione che, attraverso le diverse tappe svoltesi sul territorio calabrese, ha rinnovato l’impegno dell’IBIMUS nella conoscenza, valorizzazione e tutela del patrimonio organario regionale, facendo dialogare strumenti, luoghi, interpreti e repertori differenti e avvicinando un pubblico sempre più numeroso a un patrimonio musicale di straordinario valore.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’IBIMUS calabrese, dal presidente Annunziato Pugliese, dal direttore artistico Riccardo Pugliese e da tutta l’organizzazione per la partecipazione e l’interesse che hanno accompagnato questa seconda edizione.
Il successo della manifestazione rappresenta già uno stimolo a guardare alla terza edizione del Festival Organistico Calabrese, con l’auspicio di costruire un programma ancora più ricco e diffuso sul territorio, capace di coinvolgere nuovi luoghi e nuovi strumenti e di proseguire nell’opera di riscoperta e valorizzazione del grande patrimonio organario della Calabria.
Un patrimonio che il Festival intende continuare non soltanto a far risuonare, ma soprattutto a far conoscere, tutelare e sentire sempre più come parte della storia e dell’identità culturale della regione.
