Etna, escursionista di 30 anni colpito da un fulmine: morto dopo il soccorso sul vulcano

Tragedia sull’Etna durante il violento temporale di domenica sera. La vittima, un trentenne di origine americana, si trovava in una zona vietata del vulcano quando è stata raggiunta da un fulmine. Soccorso dai Vigili del Fuoco in condizioni gravissime, è stato trasferito d’urgenza verso l’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è giunto senza vita

Una drammatica escursione sull’Etna si è conclusa con la morte di un uomo di circa 30 anni, di origine americana, colpito da un fulmine durante il temporale che domenica sera ha interessato il vulcano siciliano. L’escursionista si trovava in quota quando le condizioni meteorologiche sono rapidamente peggiorate e una scarica elettrica lo ha raggiunto, provocandogli conseguenze gravissime. La tragedia si è consumata nella serata di domenica 16 agosto. Secondo quanto ricostruito nelle prime ore successive all’accaduto, l’uomo sarebbe salito sull’Etna raggiungendo una zona interdetta, proprio mentre sull’area sommitale si stava sviluppando un temporale. È stato quindi colpito da un fulmine e successivamente individuato dai soccorritori.

Escursionista colpito da un fulmine sull’Etna durante il temporale

L’allarme ha fatto scattare l’intervento dei Vigili del Fuoco, impegnati nelle difficili operazioni di soccorso in un contesto reso ancora più complesso dalle condizioni meteorologiche e dalle caratteristiche del territorio vulcanico. L’escursionista è stato raggiunto intorno alle 20, quando le sue condizioni erano già estremamente gravi. La violenza del temporale ha rappresentato l’elemento determinante della tragedia. L’alta montagna, e in particolare le aree esposte dell’Etna, può diventare particolarmente pericolosa durante fenomeni temporaleschi, quando le scariche elettriche possono colpire rapidamente le zone sommitali e i punti più isolati del vulcano.

La corsa verso l’ospedale Cannizzaro di Catania

Dopo essere stato soccorso, il trentenne è stato trasferito d’urgenza verso l’ospedale Cannizzaro di Catania. Ogni tentativo di salvarlo si è però rivelato inutile: secondo quanto riportato dalle fonti, l’uomo è arrivato in ospedale già privo di vita. La notizia della morte è stata confermata nella mattinata di oggi, lunedì 17 agosto 2026. Restano da definire nei dettagli le circostanze che hanno preceduto l’incidente e l’esatto percorso seguito dall’escursionista prima di essere sorpreso dal maltempo.

La vittima si trovava in una zona vietata dell’Etna

Uno degli elementi emersi nella prima ricostruzione riguarda il luogo nel quale si trovava la vittima. Il trentenne, secondo quanto riferito, sarebbe infatti salito lungo una zona vietata dell’Etna, nonostante le restrizioni presenti nell’area. È proprio durante questa escursione che si sarebbe scatenato il temporale culminato nella scarica elettrica fatale. Le condizioni in alta quota possono cambiare in pochissimo tempo e la presenza contemporanea di temporali, forte attività elettrica e terreno esposto aumenta sensibilmente i rischi. La dinamica precisa dell’incidente resta comunque legata agli accertamenti e alle informazioni raccolte dai soccorritori intervenuti sul posto.

Etna, una giornata segnata anche dall’attività vulcanica

La tragedia arriva in giornate particolarmente movimentate sull’Etna, interessato anche da una significativa fase di attività vulcanica. Nella mattinata di oggi l’INGV ha segnalato inoltre l’apertura di una nuova bocca effusiva nella Valle del Bove, con la formazione di una colata lavica, mentre dal cratere Voragine continua l’emissione di cenere. Il dramma dell’escursionista aggiunge così un ulteriore elemento di attenzione in una fase nella quale il vulcano siciliano è al centro sia del monitoraggio scientifico sia delle operazioni connesse alla sicurezza delle persone che frequentano l’area. La morte del trentenne rappresenta soprattutto il tragico epilogo di un’escursione compiuta mentre sull’Etna si stavano sviluppando condizioni meteorologiche estremamente pericolose.