L’Etna continua a mostrare una fase di intensa attività e nella mattinata di oggi, lunedì 17 agosto 2026, è arrivata una nuova importante novità sul fianco orientale del vulcano. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo ha infatti comunicato l’apertura di una nuova bocca effusiva nella Valle del Bove, accompagnata dalla fuoriuscita di una colata lavica. Parallelamente prosegue l’emissione di cenere vulcanica dal cratere Voragine, con conseguenze anche sulla gestione del traffico aereo dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa.
Etna, nuova bocca effusiva nella Valle del Bove tra 2.200 e 2.350 metri
La novità principale riguarda la Valle del Bove, la grande depressione che caratterizza il versante orientale dell’Etna. Secondo quanto comunicato dall’INGV, nella mattinata è stata registrata l’apertura di una bocca effusiva a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 metri. Dalla nuova apertura si è originata una colata lavica, mentre i tecnici dell’Osservatorio Etneo hanno avviato rilievi direttamente sul terreno per analizzare l’evoluzione del fenomeno e determinarne con maggiore precisione caratteristiche e dinamica.
Il nuovo episodio si inserisce in una fase vulcanica già particolarmente dinamica. L’attenzione degli esperti rimane quindi concentrata sia sull’area sommitale sia sul settore della Valle del Bove, dove la fuoriuscita di lava rappresenta un ulteriore elemento nell’evoluzione dell’attività in corso.
Continua l’emissione di cenere dal cratere Voragine
Contemporaneamente alla nuova attività effusiva, continua l’emissione di cenere dal cratere Voragine. La nube vulcanica viene dispersa prevalentemente in direzione Sud-Est, una circostanza particolarmente importante per la gestione dello spazio aereo della Sicilia orientale e per il vicino scalo di Catania. Dal punto di vista sismico, l’INGV ha segnalato che, dopo l’incremento osservato nel pomeriggio di domenica, l’ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto un massimo intorno alle 19:40 del 16 agosto. Successivamente il parametro è leggermente diminuito, pur mantenendosi, con deboli oscillazioni, all’interno della fascia dei valori alti. Le sorgenti del tremore risultano localizzate nell’area del cratere Voragine, a una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare.
Attività infrasonica ancora concentrata sulla Voragine
Anche i dati relativi all’attività infrasonica confermano la centralità della zona sommitale in questa fase dell’eruzione. Dal pomeriggio di domenica i livelli sono risultati particolarmente variabili tra valori bassi e medi. Gli eventi infrasonici, con ampiezza compresa tra bassa e media, sono stati localizzati prevalentemente in corrispondenza del cratere Voragine. Una parte molto più limitata delle sorgenti è stata individuata anche al Cratere di Nord-Est. Il monitoraggio dell’INGV prosegue costantemente, mentre le osservazioni sul campo nella Valle del Bove serviranno a definire ulteriormente l’evoluzione della nuova bocca effusiva e della colata.
Cenere dell’Etna, limitati gli arrivi all’aeroporto di Catania
L’attività dell’Etna sta avendo conseguenze anche sull’operatività dell’aeroporto internazionale di Catania. A causa della presenza di cenere vulcanica in atmosfera sono stati chiusi gli spazi di volo corrispondenti ai settori B1 e B2. La Sac, società che gestisce lo scalo etneo, ha quindi disposto una limitazione delle operazioni in arrivo. Fino alle 14 di oggi, secondo la comunicazione diffusa in mattinata, lo scalo può gestire un massimo di cinque aeromobili in arrivo ogni ora. La misura riguarda dunque il traffico in atterraggio, mentre per i voli in partenza non risultano restrizioni. La Sac ha infatti precisato: «sono limitate le attività di volo in arrivo pari a 5 aerei ogni ora, fino alle 14 di oggi. Nessuna restrizione in partenza».
Etna ancora protagonista, monitoraggio continuo sull’evoluzione dell’eruzione
La situazione resta quindi in costante evoluzione. Da una parte c’è la nuova bocca effusiva nella Valle del Bove, con la conseguente colata lavica; dall’altra continua l’attività esplosiva alla Voragine, responsabile dell’emissione di cenere verso Sud-Est e delle nuove limitazioni introdotte sul traffico aereo di Catania. L’attenzione nelle prossime ore sarà concentrata sull’evoluzione della colata lavica, sui parametri del tremore e dell’attività infrasonica e sulla quantità e direzione della cenere vulcanica dispersa in atmosfera. Proprio quest’ultimo elemento sarà determinante anche per eventuali successive decisioni riguardanti l’operatività dell’aeroporto di Catania, particolarmente esposto agli effetti delle eruzioni dell’Etna.
