I disagi idrici nel Messinese continuano a ripresentarsi anche nell’estate 2026, con criticità che interessano il capoluogo e diversi centri della provincia. A denunciare una situazione ormai ricorrente è Domenico Giuseppe Spanò, referente di Azione Messina per le Politiche Agricole e Ambientali, che concentra l’attenzione non soltanto sulla scarsità d’acqua in alcune zone, ma soprattutto sulle condizioni delle infrastrutture, sulla frammentazione della gestione e sulla comunicazione ai cittadini.
Nel suo intervento, Spanò richiama i problemi registrati nelle ultime settimane a Messina, in particolare nella zona nord e a Spartà, nella fascia tirrenica con il caso di Patti e nella zona jonica, dove cita in particolare il comune di Gaggi e il Borgo di Cavallaro. Al centro della presa di posizione c’è una considerazione più ampia: secondo il referente di Azione, le difficoltà non possono essere spiegate soltanto con le condizioni climatiche, soprattutto in un anno che, a suo giudizio, ha fatto registrare mesi particolarmente piovosi.
Crisi idrica nel Messinese, Spanò: luglio unico mese secco e agosto aggrava i problemi
Spanò parte dall’andamento meteorologico degli ultimi mesi per sottolineare come, secondo la sua analisi, i problemi di approvvigionamento e distribuzione dell’acqua continuino a manifestarsi con una regolarità che va oltre la semplice mancanza di precipitazioni.
“Luglio si è dimostrato il solo mese secco, anche se con qualche millimetro di pioggia in più rispetto agli anni scorsi, ma i disagi per la popolazione del Messinese sono gli stessi di ogni anno. E questo torrido agosto li ha peraltro acuiti. Tali disagi, come noto, hanno messo in ginocchio molte parti della nostra provincia, da Messina città, in particolare la zona nord dove i cittadini di Spartà stanno attuando una raccolta firme a riguardo, alla zona tirrenica ove, ad es., un guasto “misterioso” a Patti ha colpito la cittadina e il disservizio è stato comunicato solo a problema risolto con l’attivazione di un servizio di autobotte. Per quel che concerne la zona Jonica, per la quale, chi scrive è referente locale di Azione, nel comune di Gaggi i cittadini del Borgo di Cavallaro combattono quasi ogni giorno con il problema, a volte senza acqua per l’intero giorno, mentre in altre zone del paese il problema si ripresenta quasi tutti i pomeriggi non considerando i guasti che annualmente si presentano nel periodo estivo a causa dei danni degli impianti di Sicilacque, “impresa pubblica” controllata da Italgas s.p.a. e partecipata al 25% dalla Regione Siciliana. Ma quello che lamentano maggiormente i cittadini, lasciati senz’acqua anche a Ferragosto e oramai rassegnati alla situazione, è la scarsa comunicazione degli organi istituzionali e comunali, forse troppo impegnati ad organizzare i giochi d’acqua e lo schiuma party. E, quanto sopra, solo per citare taluni esempi di criticità pressoché diffuse in quasi tutta la provincia”, evidenzia Spanò.
La denuncia riguarda dunque una pluralità di territori e situazioni differenti, accomunate però dallo stesso risultato per gli utenti: interruzioni, disservizi e difficoltà nell’accesso all’acqua, in alcuni casi protratti per ore o per l’intera giornata.
Messina nord e Spartà, cittadini alle prese con i disservizi idrici
Tra le zone citate da Spanò c’è innanzitutto Messina città, con particolare riferimento alla zona nord. A Spartà, secondo quanto riportato, i cittadini stanno promuovendo una raccolta firme proprio sul problema dell’acqua.
Il riferimento alla mobilitazione dei residenti evidenzia come il tema non venga percepito soltanto come un inconveniente stagionale, ma come una criticità capace di incidere direttamente sulla quotidianità delle famiglie.
La questione assume particolare peso nel periodo estivo, quando l’aumento delle temperature e dei consumi rende ancora più evidente l’impatto delle interruzioni del servizio. Spanò insiste proprio sulla continuità del problema, sostenendo che i disagi si ripresentano “ogni anno”.
Patti, il caso del guasto e l’attivazione dell’autobotte
Sul versante tirrenico, il referente di Azione richiama invece il caso di Patti, dove si sarebbe verificato un guasto definito “misterioso”. Secondo quanto affermato da Spanò, il disservizio sarebbe stato comunicato soltanto quando il problema era già stato risolto, contestualmente all’attivazione di un servizio di autobotte. Il tema della comunicazione è uno degli elementi centrali dell’intervento politico. Alla difficoltà materiale legata alla mancanza d’acqua si aggiungerebbe infatti, secondo Spanò, una gestione delle informazioni non sempre tempestiva, con cittadini che si troverebbero in alcuni casi ad affrontare l’interruzione senza indicazioni immediate sui tempi e sulle modalità del ripristino.
Gaggi e Borgo di Cavallaro, acqua assente anche per l’intera giornata
Particolare attenzione viene riservata anche alla zona jonica del Messinese, territorio per il quale Spanò svolge il ruolo di referente locale di Azione. Nel comune di Gaggi, e in particolare nel Borgo di Cavallaro, la situazione descritta è quella di difficoltà praticamente quotidiane. Secondo la ricostruzione contenuta nella nota, i cittadini si troverebbero talvolta senza acqua per l’intera giornata. In altre zone dello stesso comune, invece, il problema tenderebbe a ripresentarsi quasi ogni pomeriggio. A queste criticità si aggiungerebbero, sempre secondo Spanò, i guasti che annualmente si verificano nel periodo estivo agli impianti di Sicilacque. Spanò ricorda che Sicilacque è un’“impresa pubblica” controllata da Italgas S.p.A. e partecipata per il 25% dalla Regione Siciliana.
Acqua assente anche a Ferragosto, nel mirino la comunicazione delle istituzioni
Uno degli aspetti sui quali il referente di Azione concentra maggiormente la critica è la scarsa comunicazione istituzionale e comunale. Nella sua dichiarazione, Spanò sostiene che i cittadini siano rimasti senza acqua anche a Ferragosto e descrive una popolazione ormai rassegnata a convivere con problemi ricorrenti. La polemica investe direttamente gli enti locali, ai quali viene contestata una capacità comunicativa ritenuta insufficiente rispetto alla gravità e alla frequenza dei disservizi. Spanò accompagna questa critica con il riferimento ai “giochi d’acqua” e allo “schiuma party”, contenuto testualmente nella sua dichiarazione. L’obiettivo della presa di posizione è evidenziare una distanza tra le difficoltà concrete vissute dai residenti e quelle che, secondo Azione, dovrebbero essere le priorità nella gestione delle emergenze e nell’informazione alla popolazione.
Siccità e piogge in Sicilia, la questione va oltre il clima
Il ragionamento di Spanò si allarga poi dal Messinese all’intera Sicilia. Secondo il referente di Azione, il 2026 avrebbe registrato condizioni particolarmente piovose, soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio. Da qui la critica a una lettura della crisi idrica basata esclusivamente sulla scarsità delle precipitazioni.
“Più in generale , per la Sicilia, come abbiamo già notato quest’anno, il clima è stato particolarmente piovoso, in particolare gennaio e febbraio, ma la risorsa idrica è stata e continua ad essere sprecata tra la gestione regionale e la moltitudine di enti che frammentano il territorio. Malgrado i fondi del PNRR e i vari fondi Europei per l’agricoltura e le infrastrutture: regione, città metropolitane, comuni e consorzi di bonifica non hanno progettato spese strutturali e strutturate per l’ampliamento o il miglioramento degli invasi e, soprattutto, per la manutenzione della rete di trasporto che risulta essere un “colabrodo” ove si perde la maggior parte dell’acqua. La stessa Corte dei conti dichiara: «La crisi idrica non può essere ricondotta esclusivamente agli effetti dei cambiamenti climatici. Appare riconducibile soprattutto a carenze amministrative, gestionali e infrastrutturali“, rimarca
Rete idrica “colabrodo” e dispersione dell’acqua
Tra le criticità evidenziate emerge soprattutto lo stato della rete di trasporto dell’acqua, definita da Spanò un “colabrodo”. Il riferimento è alle perdite lungo le infrastrutture e alla necessità, secondo Azione, di investire nella manutenzione e nel miglioramento del sistema di distribuzione. Spanò mette inoltre in relazione il problema con la presenza di numerosi enti coinvolti nella gestione della risorsa idrica, parlando di una frammentazione del territorio e delle competenze che contribuirebbe a rendere più complessa la programmazione degli interventi. Nella sua analisi vengono chiamati in causa la Regione, le Città metropolitane, i Comuni e i consorzi di bonifica, ai quali viene contestata l’assenza di una progettazione sufficientemente strutturale per l’ampliamento e il miglioramento degli invasi e per la manutenzione delle reti.
PNRR e fondi europei, la critica alla mancanza di interventi strutturali
Altro elemento centrale è il richiamo alle risorse disponibili attraverso il PNRR e i diversi fondi europei destinati all’agricoltura e alle infrastrutture. Secondo Spanò, la disponibilità di finanziamenti non si sarebbe tradotta in una capacità adeguata di realizzare interventi strutturali e coordinati. La questione, nella lettura proposta da Azione, riguarda quindi non soltanto la quantità delle risorse economiche, ma soprattutto la capacità di utilizzarle per affrontare alla radice problemi come la dispersione idrica, la manutenzione degli impianti e l’adeguamento degli invasi.
Corte dei conti: crisi idrica legata anche a carenze amministrative e infrastrutturali
A sostegno della propria posizione Spanò richiama anche una dichiarazione della Corte dei conti, riportata testualmente nel comunicato. “La crisi idrica non può essere ricondotta esclusivamente agli effetti dei cambiamenti climatici. Appare riconducibile soprattutto a carenze amministrative, gestionali e infrastrutturali“, puntualizza. Il passaggio viene utilizzato per rafforzare la tesi secondo cui il problema dell’acqua in Sicilia debba essere affrontato anche sul terreno della gestione amministrativa, della programmazione e delle infrastrutture. Il cambiamento climatico, nella ricostruzione proposta, rappresenterebbe quindi soltanto una parte di una situazione più complessa, nella quale assumono un peso significativo anche le inefficienze del sistema.
Azione propone di “Riorganizzare il sistema idrico”
Spanò richiama infine il lavoro portato avanti a livello nazionale da Azione attraverso il gruppo dedicato ad “Acqua e rischio idrogeologico”. Il gruppo ha elaborato una proposta dal titolo “Riorganizzare il sistema idrico”, con l’obiettivo di analizzare le principali criticità e individuare possibili soluzioni. “Come gruppo di lavoro nazionale “Acqua e rischio idrogeologico” di Azione abbiamo lavorato sulla proposta “Riorganizzare il sistema idrico” dove analizziamo le problematiche e le criticità del nostro sistema idrico, considerando anche la gestione e il governo frammentario, e proponiamo soluzioni, raggruppate in due macro-gruppi, per risolvere il servizio scadente che cittadini e imprese devono affrontare ogni anno. Non è solo una questione di disservizi per i cittadini, specialmente anziani e bambini, ma è una ulteriore incertezza che le aziende del nostro territorio devono affrontare singolarmente in mancanza delle istituzioni”, sottolinea Spanò.

